Skip to content
Politica

“L’accordo Trump-Putin sul gasolio è un messaggio a Bruxelles”: intervista ad Alessandro Volpi

Trump sospende le sanzioni sul gasolio russo dopo la telefonata con Putin: per Volpi è un segnale politico a Bruxelles

Dopo una telefonata con Putin, Trump sospende le sanzioni sul gasolio russo. Per Alessandro Volpi il vero destinatario è Bruxelles, e il conto lo pagheremo con interessi più alti e un’inflazione che non si ferma.

«5-6 miliardi in più di interessi.» È il conto che l’Italia pagherà il prossimo anno secondo Alessandro Volpi, storico all’Università di Pisa ed esperto di economia e finanza. Per capire da dove arriva bisogna partire da una telefonata tra Trump e Putin e arrivare al debito americano, che spinge in alto i tassi anche da noi. In mezzo ci sono pochi barili di gasolio, una quantità «davvero molto contenuta». Che da noi, tra l’altro, non arriveranno: l’Ue li ha vietati dal 2023.


Dopo quella telefonata, Trump ha sospeso fino al 7 aprile 2027 le sanzioni Usa sul gasolio russo per farlo arrivare sul mercato americano e mondiale: 300mila tonnellate subito, 500mila a novembre e un altro milione più avanti. L’obiettivo dichiarato è abbassare i prezzi prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Il conto di InsideOver: 1,8 milioni di tonnellate di gasolio russo contro i consumi degli Stati Uniti. Il «nocciolo della questione», spiega Volpi, sta nel segnale, più politico che fattuale. E il destinatario è soprattutto Bruxelles.

Il doppio potere

Secondo Volpi la logica dell’intesa è «fondamentalmente di natura politica». Poco economica, «relativamente anche poco finanziaria». Trump vuole mostrare di aver stabilito con Mosca una relazione di potere: «Il mondo ha due interlocutori importanti, e questi due interlocutori possono decidere, nel caso degli Stati Uniti, di muovere le sanzioni e riattivare uno scambio commerciale con la Russia».

E l’Europa? Deve prendere atto di questo «doppio potere», due potenze che dettano le regole del gioco. Se Bruxelles vuole continuare la guerra in Ucraina, dovrà «farsene carico fino in fondo», è il messaggio del presidente Usa. Trump, nota Volpi, sa «perfettamente» che per l’Europa significa una spesa che «in questo momento probabilmente non è in grado di sostenere». Il risultato è «un’ulteriore marginalizzazione» del continente, mentre sull’energia Stati Uniti e Russia si muoveranno «in maniera abbastanza coordinata».

C’è, naturalmente, anche molta politica interna nell’accordo con il leader russo. Agli elettori Trump dice: niente più soldi per la guerra in Ucraina. E promette gas e gasolio a condizioni migliori, soprattutto agli agricoltori e ai consumatori in difficoltà con i costi dell’energia. Ma non succederà nell’immediato: i benefici, ricorda Volpi, «non si vedranno nei prossimi giorni.

In teoria nemmeno le compagnie petrolifere americane, come ExxonMobil e Chevron, avrebbero motivo di brindare: se gli Stati Uniti importano gasolio già raffinato dalla Russia, «teoricamente si riducono i margini» delle aziende di casa.

Il vero nodo è il debito

Se c’è un dato «non banale», osserva Volpi, è questo. Gli Stati Uniti hanno un debito colossale da finanziare. Devono emettere titoli in quantità enormi, a tassi alti: «5,30 sul decennale, addirittura quasi 5 sul biennale». Gli interessi «stanno diventando grandissimi». Per Volpi quel debito non è sostenibile, nemmeno con una crescita forte. E anche il Fondo monetario internazionale avverte che la crescita da sola non basta: «non può garantire abbastanza in fretta gli aggiustamenti necessari», ha detto la direttrice Kristalina Georgieva.

Per leggere l’intervista completa abbonati a InsideWeek, la Newsletter di InsideOver! È gratuita!

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto