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La corsa verso l’appuntamento elettorale statunitense di novembre in cui Donald Trump dovrà difendere la permanenza alla Casa Bianca e andrà in scena la sfida per la Camera e il Senato è più aperta che mai. Lo testimonia la vittoria a sorpresa del Grand Old Party nell’elezione speciale per il 25esimo distretto congressuale della California, Stato profondamente democratico in cui la formazione del presidente è riuscita a piazzare un colpo simbolico in una fase difficile per il Paese.

Mike Garcia, 44enne ex pilota della United States Navy, ha superato di ben dodici punti la sfidante democratia Christy Smith, riportando il seggio ai repubblicani dopo che nel 2018 il detentore Steve Knight era stato sconfitto dalla dem Katie Hill, dimessasi nel novembre 2019 dopo la pubblicazione di uno scandalo legato alla sua relazione con un membro dello staff elettorale.

Il distretto, situato a Nord di Los Angeles, è abitato da una larga maggioranza di bianchi (45%) e ispanici (35%), e ha avuto tra il 1993 e il 2015 come rappresentante uno storico leader repubblicano come Howard McKeon, a lungo a capo dell’comitato per le Forze armate della Camera, prima di volgere verso il blu dei democratici nelle recenti elezioni di mid-term: si tratta infatti di un seggio vinto da Hillary Clinton nel 2016 e poi dalla Hill nel 2018 con un margine di 9 punti.

Eletto col 56% dei voti, Garcia ha portato per la prima volta dal 1997 i repubblicani a strappare un seggio congressuale californiano ai democratici, che del Golden State hanno puntato a fare un simbolo contro la presidenza Trump, che esce rinvigorita dall’elezione: Garcia, infatti, è definito da Abc News un trumpiano Doc, portato al Congresso dal risveglio conservatore in un distretto dove i Democratici sono usciti indeboliti, dalla presenza alle urne di un elettorato mediamente abbastanza anziano, pilastro del conservatorismo californiano, e dalla convergenza tra la presenza cospicua di membri della comunità latina, a cui appartiene, e di personale militare e poliziesco.

La sfida tra Garcia e Smith avrà, con ogni probabilità, una riedizione a novembredato che queste erano infatti solo elezioni suppletive per finire il mandato iniziato dalla Hill, che si concluderà a gennaio 2021. Ma la svolta in California dà respiro ai repubblicani e a Trump dopo una fase estremamente difficile segnata dalle incertezze politiche, economiche e sociali sulla risposta al coronavirus e dopo un rilancio della costante offensiva mediatica verso l’amministrazione.

Da non sottovalutare, inoltre, il peso giocato dalla presenza dell’industria della Difesa, alimentata con l’aumento del budget militare da Trump negli ultimi anni, nel distretto vinto dall’ex militare Garcia: Rayethonuno dei maggiori contractor del Pentagono, ha ora alle sue dipendenze il suo storico predecessore McKeon. La capacità dei Repubblicani di costruire alleanze trasversali in una terra politicamente avversa, e destinata a votare a favore di Joe Biden a novembre, dà al Grand Old Party numerose speranze di potersi giocare la riconquista della Camera in parallelo all’elezione del presidente vincendo distretti strategici in Stati a trazione democratica.

Ora la maggioranza democratica è di 233 seggi contro i 198 detenuti dai repubblicani, che nel giorno della vittoria californiana hanno vinto anche un’elezione suppletiva in un seggio del Wisconsin storicamente “rosso”: il ribaltone è tutt’altro che impossibile, per i repubblicani, perché basterebbe riconquistare una ventina di seggi per concretizzarlo. A gongolare con maggior forza è Donald Trump, che ottiene un successo politico di cui aveva assoluto bisogno per ridare fiato alla sua campagna elettorale: tutto è ancora apertissimo nella corsa alla Casa Bianca.