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Piccole insegne con ideogrammi e le immancabili lanterne rosse. Di solito sono soprattutto ristoranti di media dimensioni, i quali destano da subito la curiosità di molti. Inizia così il “contatto” dei siciliani con i commercianti cinesi e la comunità del gigante asiatico. Oggi, come nel resto d’Italia, non c’è città che non abbia la sua “ChinaTown”. E dai piccoli ristoranti, si passa nel corso degli anni ’90 alle botteghe, poi arrivano negozi in cui si vende di tutto ed adesso non si contano più i centri commerciali aperti in tutta l’isola.

È uno degli aspetti della visita del presidente Xi Jinping a Palermo prevista il prossimo 23 marzo. La comunità cinese in Sicilia cresce sia per numero di cittadini che per quello di attività commerciali.

La presenza cinese in Sicilia

Il boom delle attività cinesi nell’isola risale ai primi anni 2000: dai primi ristoranti in cui i siciliani assaggiano una dieta molto diversa da quella tradizionale, ai negozi di articoli per la casa. Qui si inizia a vendere la qualsiasi: dai detersivi ad ogni genere di oggetto più o meno utile all’interno di un’abitazione. Poi arrivano anche i negozi di abbigliamento. L’espansione delle attività cinesi in quegli anni aumenta a vista d’occhio. Dalla metà degli anni 2000, non c’è capoluogo di provincia siciliano che non abbiamo almeno una ventina di negozi cinesi in città. E fa un certo effetto vedere ideogrammi e lanterne rosse anche in alcuni vicoli di origine araba o barocca. A Palermo la “ChinaTown” locale è la via Maqueda, oltre i Quattro canti. Tanti negozi cinesi convivono al fianco di locali gestiti da arabi o da commercianti del Bangladesh. Ad Agrigento è la via Imera a trasformarsi in un vero e proprio quartiere cinese: in questa arteria che funge da circonvallazione del centro storico della città dei templi, da dieci anni a questa parte non ci sono più negozi italiani, bensì solo cinesi e nei palazzi adiacenti vivono famiglie cinesi.

Ma è Catania la città siciliana con il maggior numero di cittadini provenienti dal Paese asiatico. Circa il 25% dell’intera popolazione cinese presente nell’isola risiede nel capoluogo etneo. Il perché è presto detto: a Catania si concentrano molte attività economiche e vi è la presenza del sesto aeroporto italiano per volume di traffico. Complessivamente, i cinesi in Sicilia negli ultimi 15 anni sono più che raddoppiati e le loro attività economiche spaziano su diversi campi: ristorazione, abbigliamento e gestione di piccoli e medi centri commerciali. Una particolarità che riguarda la comunità cinese siciliana è la regione di provenienza dei cittadini del paese asiatico: in gran parte essi arrivano dalla provincia dello Zhejiang, regione costiera orientale posta poco più a sud della grande municipalità di Shanghai. Un così alto numero di cittadini provenienti dalla medesima regione, fa sì che la comunità cinese che vive nell’isola più grande del Mediterraneo abbia al suo interno, tra le altre cose, una fitta rete di contatti e di reciproca solidarietà.

Gli interessi cinesi in Sicilia

Quando si pensa agli investimenti cinesi, subito il pensiero va alle grandi infrastrutture ed agli enormi interessi di un mercato di un miliardo e mezzo di persone. Questo perché la strategia cinese all’estero, soprattutto in Africa, punta molto sulla realizzazione di grandi opere ben correlate con gli interessi macro economici del Paese asiatico. Ma in Sicilia la situazione appare diversa. La visita di Xi Jinping a Palermo non dovrebbe essere correlata ad importanti investimenti infrastrutturali. Quest’ultimi in Italia dovrebbero andare verso opere quali, su tutte, il porto di Trieste ritenuto fondamentale per far accedere dal Mediterraneo al nord Europa le merci dall’Asia. Sta nel nord del nostro paese il fulcro della strategia della nuova via della seta i cui dettagli, il prossimo 22 marzo, dovrebbero essere scritti nero su bianco nel vertice di Roma.

Più semplicemente, la comunità cinese nell’isola è interessata ad accrescere i propri business che, come detto, comprendono una vasta serie di attività in svariati settori commerciali. Una situazione riscontrabile anche in altre regioni, ma che in Sicilia vede un sempre più repentino ritmo di crescita. Basti pensare che oramai da qualche anno a questa parte quella cinese è la comunità con più aziende iscritte nel registro delle imprese della regione. E questo contribuisce a far crescere la curiosità dei cinesi verso la Sicilia, anche sotto un profilo culturale e turistico. Una curiosità a cui non vuole sfuggire forse nemmeno lo stesso Xi Jinping.

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