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Incontriamo a Roma durante la sua visita in Italia José Antonio Kast, leader del Partito Repubblicano cileno e già candidato alle scorse presidenziali. Durante il suo viaggio in Europa Kast ha incontrato il premier italiano Giorgia Meloni, lo abbiamo intervistato in esclusiva.

In questi giorni è avvenuto un importante vertice tra l’Ue e la Celac (Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi), che cosa ne pensa?

Tutti gli incontri internazionali sono rilevanti e importanti ma se aprono la porta e legittimano anche governi che hanno represso i loro popoli con una struttura apparentemente democratica ma che in realtà non lo è, diventa difficile per i popoli riuscire a ottenere la libertà. Mi ha colpito che l’Ue abbia incontrato i rappresentanti di Nicaragua, Venezuela, Cuba, se si riconoscono questi regimi si dimenticano le persecuzioni religiose in Nicaragua, la compressione della libertà di parola in Venezuela, il fatto che a Cuba non ci siano elezioni libere.

In Cile c’è un governo di sinistra, qual è l’attuale situazione politica nel suo paese?

Il nostro presidente è stato eletto da un anno e mezzo vincendo contro di me 55% a 44%, abbiamo riconosciuto la sua vittoria e ci siamo detti disposti a collaborare ma ha da subito preso una deriva radicale con il Partito comunista che è una componente importante del suo governo. Il governo ha creato un nuovo progetto di Costituzione per cambiare il nostro Paese che è stato rifiutato con un referendum con una sconfitta molto forte. I partiti hanno chiesto un nuovo processo costituzionale e le persone si sono schierate contro il governo.

Il Cile è uno dei Paesi più ricchi del Sud America, ma negli ultimi anni ha subito proteste e crisi economica, qual è la causa di questa situazione?

Il Cile era il Paese più povero dell’America Latina, in seguito ha cambiato politiche economiche e poi ha avuto i migliori indici di crescita. Non siamo un Paese ricco, non abbiamo petrolio. Siamo un Paese povero rispetto all’Argentina, al Venezuela o al Brasile. Il Cile ha vissuto negli ultimi 30/40 anni una crescita economica costante, ha abbassato le tasse, si è aperto al mondo, allo sviluppo agricolo, industriale e scientifico.

Nel 2014 si è verificato un importante cambiamento con la riforma dei lavoratori, è aumentata l’immigrazione irregolare ed è diminuita la crescita, il risultato è stato un malessere che ha vari fattori. Le persone aspirano a una qualità di vita migliore ma con una forte immigrazione il sistema è collassato. I cileni soffrono la mancanza di una casa, di una copertura dell’educazione, l’insicurezza non è solo frutto di immigrazione ma l’aumento della popolazione produce questo effetto. Sebastián Piñera, per due volte Presidente del Cile di centrodestra, ha realizzato politiche giuste ma era lontano dal popolo e non ha saputo capire il malcontento così la sinistra ne ha approfittato affermando che tutti i problemi nascono dalla Costituzione di Pinochet nonostante sia stata modificata varie volte anche dal presidente socialista Ricardo Lagos che ha realizzato grandi modifiche, la più importante nel 2005. È stata proposta una nuova Costituzione che non è stata realizzata e sono esplose violenze favorite da gruppi organizzati che si sono fermate solo per l’arrivo della pandemia. Si arriva così alle elezioni del 2021 con la vittoria della sinistra e il successo del Partito Repubblicano al primo turno.

Quali sono le principali politiche del Partito Repubblicano di cui lei è leader in termini di economia, politica interna ed estera?

Serve un’economia sociale di mercato aperta al mondo con un trattato di libero commercio, l’export è fondamentale per l’economia cilena. Crediamo in una società con la persona al centro e non lo Stato, crediamo nella libertà di espressione, di parola, nell’insegnamento e nella famiglia come nucleo fondamentale. Per quanto concerne la posizione in politica estera, guardiamo al benessere dei nostri cittadini, non entriamo in dispute esterne, non vogliamo entrare in quella tra Usa e Cina, dobbiamo aprire maggiormente il nostro mercato all’Europa: il Sud America il Cile è un partner importante grazie al litio, alla frutta e non solo.

Uno dei temi principali del suo partito è la lotta all’immigrazione clandestina, come sa il tema dell’immigrazione è centrale nella politica italiana, cosa consiglierebbe al governo italiano per frenare tale fenomeno?

Non sono nessuno per dire cosa dovrebbe fare la Meloni che ha una linea chiara. Ho visto che è stata in Tunisia e ha spiegato quali sono i rischi dell’immigrazione illegale. In Cile, se entri nel nostro Paese devi anche accettarne la cultura chiedendo di adeguarsi al nostro stile di vita, ai nostri costumi e alle nostre radici, alla lingua e all’autorità. Abbiamo un problema con le organizzazioni illegali e la polizia deve poter far rispettare la legge. C’è chi entra illegalmente e non può lavorare e si ritrova a stare per strada, una situazione che genera dei problemi di sicurezza: costoro infrangono due volte la legge, entrando illegalmente e poi lavorando illegalmente nel nostro paese.

Nel nord del Cile molte persone muoiono nelle montagne, ci sono dei gruppi che occupano i passi illegalmente e, se una persona non paga, viene abbandonata a metà del cammino, molti migranti sono morti così, per questo occorre fermare le partenze nel paese di origine.

Lei è un fervente cattolico e sostenitore di politiche antiabortiste, c’è ancora posto per i cattolici in politica?

Sono un cattolico praticante e non sono mai stato una persona intollerante. Mi presento come un politico cattolico, mentre l’attuale presidente è ateo. Non voglio portare la religione in politica ma difendo i valori cattolici. Voglio essere trasparente e onesto anche se molte volte i politici ingannano i cittadini ma questo non è un problema di fede o religione.

Alle elezioni per l’Assemblea costituente del 7 maggio il suo partito ha ottenuto quasi il 35%, pensa che sia possibile un cambio di maggioranza in Cile?

Sì, è possibile, la sinistra ha ottenuto il potere dicendo cose in cui non non vere e in cui non credono come tenere le frontiere aperte, raggirare le persone… Con le prossime elezioni penso possa esserci un cambiamento, abbiamo visto ciò che è accaduto in Perù, Colombia e in Brasile. Anche nel resto del Sud America potrà esserci un cambio.

Cosa significa essere un conservatore in America latina?

Rispettare la persona. La persona deve essere più centrale dello Stato. Va difesa la libertà della persona, la libertà religiosa, la libertà di insegnamento, bisogna garantire una migliore qualità della vita, questo occorre per ottenere più libertà, libertà nell’educare i propri figli e in un progetto educativo che non ti impone lo Stato, rispettare agli altri rispettare la natura. La sinistra è capace di arrivare all’estremo ed eliminare la persona. Siamo amanti della natura, se non la si rispetta non c’è vita, c’è bisogno che venga difesa la natura coniugandola con l’identità.

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