Come da previsioni, il deputato della Lega Raffaele Volpi è stato eletto presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. L’ex sottosegretario alla Difesa succede a Lorenzo Guerini, che aveva lasciato l’incarico dopo la nomina a ministro della Difesa. Secondo quanto riferito dall’Adnkronos, dopo l’elezione di ieri del neo presidente Raffaele Volpi, si va verso una riunione dell’Ufficio di presidenza del Copasir all’inizio della settimana prossima. Oggi si è svolto solamente la seduta che ha incoronato Volpi al vertice del Comitato con sei voti, mentre sono state tre le schede bianche e una la preferenza per Elio Vito (Fi). Non si sarebbe dunque fatto alcun riferimento al calendario dei lavori e alla delicata questione dell’audizione del premier Giuseppe Conte per il cosiddetto “Russiagate”. Il calendario dei lavori e quindi delle prossime audizioni, da quanto trapela, sarà deciso la settimana prossima nell’ambito di un Ufficio di presidenza che potrebbe essere convocato a inizio settimana. Nel frattempo, però, Conte ha già detto di esser pronto a riferire al Copasir.

Dopo la doppia visita di William Barr e John Durham in Italia, il 15 agosto e il 27 settembre, il premier aveva spiegato che, prima di esprimersi pubblicamente su tale vicenda, si riservava di riferire al Copasir per correttezza istituzionale, anche se qualcosa è già trapelato. Conte, colui che autorizzò l’incontro tra il capo del Dis Gennaro Vecchione e William Barr, ha spiegato di averlo fatto per cercare “nell’interesse dell’Italia di chiarire quali fossero le informazioni degli Stati Uniti sull’operato dei nostri Servizi all’epoca dei governi precedenti”.

Con la nomina di Raffaele Volpi al Copasir, la Lega (e il centrodestra) può pungolare Conte sulla vicenda Russiagate/Spygate, appurato il fatto che fu proprio il presidente del Consiglio ad autorizzare gli incontri fra Vecchione e William Barr. La presidenza del Copasir permette a Matteo Salvini e a tutto il centrodestra di chiedere e pretendere la massima chiarezza su un caso che presenta numerosi punti oscuri.

L’inchiesta si allarga: vertice tra 007?

Come abbiamo già spiegato, l’indagine condotta dal team investigativo guidato dal procuratore John Duhram e dall’Attorney general William Barr verte sull’operato delle agenzie federali alle origini del Russiagate: l’obiettivo dell’indagine di Washington è inoltre quello di stabilire se il nostro governo o i nostri servizi – nel periodo dei governi Renzi e Gentiloni – abbiano collaborato con i democratici per cospirare contro la campagna di Donald Trump insieme ad Australia e Regno Unito. Come riporta Fox News, Durham sta sondando una linea temporale più ampia di quanto precedentemente noto, secondo diversi funzionari dell’amministrazione Trump: il periodo preso in esame va dal 2016 – prima delle elezioni presidenziali di novembre – fino alla primavera del 2017, quando Robert Mueller viene nominato procuratore speciale per il Russiagate.

Nel frattempo, a Roma, a quanto si apprende dalle agenzie, l’indagine degli 007 americani sul ruolo del nostro Paese prosegue senza sosta. Si è tenuto ierimattina, a quanto apprende l’Adnkronos, un vertice tra i servizi segreti americani e quelli italiani nella sede del Dis a Roma. Il summit con la Cia sarebbe avvenuto a metà mattinata e avrebbe affrontato “svariati temi operativi”. All’incontro con la Central intelligence agency hanno partecipato i massimi vertici dei nostri 007, ovvero il generale Luciano Carta per l’Aise, il prefetto Mario Parente per l’Aisi, e il direttore del Dis Gennaro Vecchione padrone di casa. Nel corso della riunione con il capo della Cia, programmata oltre due mesi e mezzo fa, “non si è toccato il tema del Russiagate ma altre questioni programmate da tempo”, fanno sapere fonti bene informate, compresa la prossima visita negli Stati Uniti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

La visita di Sergio Mattarella negli Stati Uniti

La visita del Capo dello Stato Mattarella negli Stati Uniti tra il 15 e il 20 ottobre si preannuncia “caldissima” e molto delicata dopo la visita di William Barr e John Durham a Roma, con il dibattito politico americano tutto incentrato sull’impeachment e sulla vicenda dello Spygate. Gli uomini vicini al presidente Trump vogliono sapere dove si trova Joseph Mifsud; chi lo ha protetto in questi mesi; quali sono i suoi possibili legami con l’intelligence.

Barr e Durham hanno tra le mani la deposizione del docente maltese scomparso nel nulla da diversi mesi, dove quest’ultimo farebbe alcune rivelazioni clamorose. Ed è proprio sulla base di questa deposizione che William Barr e John Durham hanno chiesto un riscontro alla nostra intelligence. Come anticipato da IlGiornale.it, Joseph Mifsud ha fornito in estate una deposizione audio a Durham e al Congresso Usa. Secondo quanto riportato dal giornalista investigativo John Solomon su The Hill, “Mifsud era un collaboratore di vecchia data dei servizi di intelligence occidentali cui venne richiesto specificatamente dai suoi contatti alla London Center of International Law Practice (Lcilp) di incontrare Papadopoulos a pranzo a Roma a metà marzo 2016″.