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Kim Jong Un è e resterà il presidente della Repubblica Popolare Democratica di Corea (leggi: Corea del Nord), nonché segretario del Partito del Lavoro di Corea, il principale partito presente nel Paese. Archiviate le voci di un anno fa, che lo consideravano ormai incapace di guidare la nazione a causa di problemi di salute, o addirittura morto, il Grande Leader è tornato alla ribalta nel corso di 12 mesi a dir poco complicati. Tra la pandemia di Covid-19 (ufficialmente il virus non sarebbe mai entrato), i conseguenti problemi economici derivanti dall’emergenza sanitaria globale e le continue tensioni – a dire il vero mai risolte – con gli Stati Uniti, Kim è stato costretto a serrare i ranghi per dare un nuovo imprinting politico.

Se in tempi non sospetti c’era chi ipotizzava una graduale e progressiva apertura della Corea del Nord, nell’ottica dell’imitazione di un ipotetico “modello cinese” o “vietnamita”, le circostanze hanno spinto le autorità nordcoreane a puntare tutto sul centralissimo ruolo dello Stato in campo economico. È in una cornice simile che Pyongyang avrebbe creato una nuova posizione “numero 2” all’interno del Partito dei lavoratori. Una carica, insomma, che per ordine di importanza seguirebbe solo quella ricoperta da Kim Jong Un al vertice del potere politico nordcoreano.

L’ombra di Kim

La notizia è stata riportata dall’agenzia Yonhap, che a sua volta ha citato una fonte anonima. Come spesso accade in frangenti del genere, è pressoché impossibile confermare o smentire l’indiscrezione. È tuttavia possibile ragionare sulla presunta veridicità delle voci filtrate dal 38esimo parallelo. Partiamo da ciò che conosciamo: la “carica numero 2” sarebbe ricoperta da uno stretto collaboratore di Kim, il quale avrebbe assunto anche la carica di primo segretario del Partito del Lavoro, la stessa detenuta dal Grande Leader dal 2012 al 2016.

Questa carica, tra l’altro, sarebbe stata creata lo scorso gennaio nel bel mezzo di un congresso politico. Ma per quale motivo è stato necessario effettuare un simile passo? A quanto pare, per aiutare Kim nella gestione degli affari del partito. “L’ombra di Kim”, in altre parole, potrà presiedere le riunioni chiave. Un privilegio, questo, in passato destinato solo a cinque membri permanenti del politburo del partito (compreso lo stesso Kim).

Il “numero 2” Jo Yong Won

Dal momento che l’ombra di Kim ricoprirebbe la carica di primo segretario del partito, tutto ciò – soprattutto la dicitura “primo segretario” – lascia presupporre che questa personalità occupi effettivamente la seconda più importante posizione politica presente in Corea del Nord. Ma chi è questa persona misteriosa? Si tratterebbe di Jo Yong Won, 63 anni, stretto collaboratore di Kim nonché attuale membro del Politburo.

La fresca nomina conferirebbe all’ombra di Kim un alone di autorità aggiuntiva. Secondo quanto riportato da Asia Times, infatti, Mister Jo nell’ultimo periodo avrebbe ricoperto il ruolo di tigre disciplinare del Grande Leader. Che cosa significa? Jo Yong Won avrebbe aiutato Kim Jong Un a stare alla larga dai suoi presunti problemi di salute e, grazie alla nuova carica, continuerà adesso a farlo ancor più con urgenza.

Attenzione: questo non significa che mister Jo, pur ricoprendo la seconda carica più importante del Paese, sarà per forza di cose il successore di Kim. È semmai probabile che Jo Yong Wong sia stato scelto per supportare il presidentissimo in attesa che i figli del leader, ancora piccoli, possano crescere in modo che un giorno, uno di loro, possa finalmente succedere al padre. Anche perché è impossibile immaginare che qualcuno privo del sangue reale della dinastia Kim possa occupare la massima carica del Paese. E la sorella di Kim Jong Un, Kim Yo Jong, che fine farà? Probabilmente continuerà a ricoprire un ruolo importantissimo, anche se potrebbe essere meno coinvolta nella gestione quotidiana del Paese.

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