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Politica

La stretta Usa sulla presunta “polizia segreta cinese” a New York

Negli Stati Uniti due persone sono state arrestate con l’accusa di gestire, a New York, una presunta stazione di polizia cinese segreta nel quartiere Chinatown di Manhattan, con il compito, fra gli altri, di sorvegliare e fare pressione sui dissidenti....
US Charges Chinese Operatives in Transnational Repression Scheme

Negli Stati Uniti due persone sono state arrestate con l’accusa di gestire, a New York, una presunta stazione di polizia cinese segreta nel quartiere Chinatown di Manhattan, con il compito, fra gli altri, di sorvegliare e fare pressione sui dissidenti.

Le accuse mosse nei confronti di Lu Jianwang e Chen Jinping, incriminati per l’apertura e la gestione della richiamata struttura, sono quelle di aver cospirato per agire come agenti della Cina e di ostruzione alla giustizia per aver distrutto le prove dei loro legami con Pechino una volta saputo che l’Fbi aveva avviato delle indagini. Nel caso in cui dovessero essere riconosciuti colpevoli rischiano fino a 25 anni di carcere.

In un altro caso, l’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale di New York ha accusato altri 34 presunti agenti di polizia cinesi di aver condotto una “massiccia campagna” sui social media volta a “minacciare i dissidenti cinesi, amplificare le divisioni tra gli americani e minare la fiducia” nel sistema democratico processi. I 34 accusati, secondo le autorità americane, farebbero parte di una task force di élite chiamata 912 Special Project Working Group, il cui compito sarebbe quello di puntare i “dissidenti cinesi nel mondo, inclusi quelli negli Stati Uniti”.

Questi episodi, ha sottolineato Ap, fanno parte di una serie di procedimenti giudiziari del dipartimento di Giustizia Usa, avanzati negli ultimi anni e volti a interrompere gli sforzi del governo cinese per localizzare in America attivisti pro democrazia e critici nei confronti delle politiche di Pechino.

Arresti e indagati: cosa succede negli Usa

“Nel cuore della vivace Chinatown, a Lower Manhattan, fino a diversi mesi fa era nascosto un oscuro segreto, un intero piano di un edificio era ospitato e non dichiarata stazione di polizia della Polizia nazionale cinese”, ha affermato il procuratore federale dell’Est. Distretto di New York, Breon Peace, in conferenza stampa.

Peace ha sottolineato che in almeno un’occasione le forze di sicurezza cinesi hanno chiesto a uno dei due imputati arrestati di prendere informazioni su un attivista pro democrazia di origini cinesi che viveva in California. Il pubblico ministero ha fatto sapere che i due imputati hanno ammesso di aver cancellato dai loro telefoni le comunicazioni con i funzionari della polizia cinese dopo aver appreso che l’Fbi aveva aperto un’indagine contro di loro. I detenuti sono Lu Jianwang, 61 anni, e Chen Jinping, 59 anni, entrambi residenti a New York, comparsi per la prima volta davanti a un giudice federale della città.

Peace ha inoltre parlato di una “flagrante violazione della nostra sovranità nazionale”. “Non vogliamo e non abbiamo bisogno di una stazione di polizia cinese. Immaginate se il New York Police Department aprisse una stazione segreta a Pechino. Sarebbe inimmaginabile”, ha aggiunto il procuratore sottolineando che la stazione forniva anche alcuni servizi governativi, ad esempio aiutare i cittadini cinesi a rinnovare la propria patente.

La presunta stazione di polizia cinese negli Usa

Quanto sopra descritto rientra in una vicenda complessa già affrontata da InsideOver, riguardante la presenza, all’interno di Paesi terzi, di presunte stazioni di polizia segrete cinesi, accusate di effettuare le peggiori nefandezze a danno di malcapitati cittadini cinesi, o peggio, di catturare i dissidenti fuggiti oltre la Muraglia. È tuttavia difficile analizzare la notizia, anche perché il tema si è subito inserito nell’attuale clima da Guerra fredda.

A parlare per la prima volta del tema è stata l’organizzazione per i diritti umani Safeguard Defenders, che ha dato alla luce un report intitolato Chinese Transnational Policing Gone Wild. Secondo l’Ong spagnola, gli uffici di pubblica sicurezza di due province cinesi avevano istituito decine e decine di “centri di servizio di polizia d’oltremare” in cinque continenti, Stati Uniti compresi.

Tornando negli Usa, pare che in diverse occasioni la stazione di polizia avesse altri compiti, oltre a quelli burocratici, come la localizzazione di un attivista pro democrazia di discendenza cinese che viveva in California. “In altre parole, la polizia cinese usava la stazione per rintracciare un residente americano sul suolo americano”, sostengono le autorità statunitensi.

Dal canto suo, la Cina ha accusato gli Stati Uniti di “manipolazione politica” per l’arresto dei due cittadini cinesi. “La Cina mantiene una politica di non interferenza negli altri Paesi e queste cosiddette stazioni di polizia non esistono”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, e “si oppone fermamente alla diffamazione e alle calunnie, alla manipolazione politica”.  

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