Fino al 5 gennaio la Georgia sarà il centro della politica americana. Nel Peach State si terranno infatti due importantissimi ballottaggi per altrettanti seggi al Senato. La prima sfida vede contrapporsi il democratico Jon Ossoff contro il repubblicano David Perdue. Mentre la seconda il dem Raphael Warnock contro Kelly Loeffler. Il partito che vincerà si porterà a casa il controllo del ramo più importante del Congresso.

Attualmente i seggi sono così assegnati: 48 per il partito democratico e 50 per il Gop. Questo significa che il partito dell’asinello deve riuscire nel doppio colpo per pareggiare i conti e avere poi il controllo della camera grazie all’eventuale partecipazione al voto del vice presidente Kamala Harris. Per questa ragione nello Stato si sta per scatenare una battaglia politica non indifferente, ma soprattutto una battaglia economica.

Nonostante le “fatiche” elettorali per le presidenziali del 3 novembre, i capitali e i donatori non sembrano stanchi, anzi milioni di dollari sembrano pronti a innondare la Georgia. Secondo alcune stime solo la spesa pubblicitaria potrebbe arrivare a 296 milioni di dollari. E la sfida Ossoff-Perdue si candida a battere ogni record di spesa, essendo già ora la quinta più costosa del 2020. Che la campagna sia campale per i democratici e il futuro della presidenza Biden è dimostrato dal grande lavoro dei comitati dem.

Qual è la strategia dei due candidati democratici

Uno dei primi dati che caratterizza la campagna democratica è che il tandem Ossoff-Warnock tende ad avere gli stessi donatori. Secondo un calcolo del portale McClatchy fatto a partire da alcuni dei documenti di finanziamento della campagna dello scorso ottobre, si è scoperto che i due condividevano più di 5000 grossi donatori. Per avere un’idea il duo repubblicano Loeffler-Perdue si ferma a 500.

Stiamo parlando di donatori di grandi dimensioni dato che la legge non obbliga i comitati e i candidati a rivelare i nomi dei finanziatori più piccoli. Questo fronte comune di investitori ci indica soprattutto una cosa: che i democratici stanno trasformando la corsa da una battaglia statale tra candidati al Senato, a uno scontro tra partiti a livello nazionale.

Non deve stupire quindi che più dell’80% dei donatori comuni della coppia democratica, che hanno donato non meno di 200€ dollari, provengano da altri Stati al fuori dalla Georgia, mentre nel caso dei repubblicani questa percentuale scende sotto il 50%.

A metà novembre il partito democratico ha rimesso in modo a pieno regime la macchina per raccogliere fondi in vista del voto di gennaio. Anche il Cscc, il comitato per la campagna senatoriale democratica, ha invitato tutti i suoi contatti a riprendere le iniziative per donare in vista delle due sfide elettorali. Per l’occasione il Cscc ha invitato a donare a un nuovo fondo, il Ossoff-Warnock Victory Fund, un comitato costruito ad hoc per raccogliere soldi in modo congiunto per entrambi i candidati e soprattutto dove inviare grandi quantità di denaro.

Chiaramente intorno a questo sistema si muovono molti altri Pac. Brevemente un Pac, letteralmente comitato di azione politica, è un soggetto che si occupa di raccogliere fondi da reinvestire in vari candidati. Secondo la legge un’organismo che movimenta almeno 1.000 dollari (in entrata o uscita verso un candidato) può essere considerato un Pac. Per questa ragione sono centinaia quelli che si muovono all’ombra delle elezioni.

Oltre al già citato Ossoff-Warnock Victory Fund, ad esempio si movono altri super Pac, il Georgia Honor e il Georgia Way due fondi collegati a Chuck Schumer, leader della minoranza dem al Senato. Secondo le rilevazione dell’agenzia indipendente Center for Responsive Politics, solo verso la fine di novembre i due Pac hanno speso circa 10 milioni di dollari in spot elettorali contro David Perdue e Kelly Loeffler.

Si muove l’establishment del partito

La chiamata delle armi ha scaldato i motori di altre due categorie: i big del partito e i miliardari della Silicon Valley. Partiamo coi primi. Uno degli architetti del successo di Biden in Georgia è stata sicuramente Stacey Abrams, ex candidata alla carica di governatrice della Georgia. Nell’ultimo anno ha lavorato attivamente con la sua associazione Fair Fight per registrare elettori, soprattutto giovani afroamericani, e raccogliere fondi. Nei primi giorni di novembre l’organizzazione a arrivata a raccogliere oltre 10 milioni di dollari in una settimana. E a metà mese dichiarava di aver ricevuto una qualche forma di appoggio da oltre 125 mila donatori.

Anche la candidata super progressista Alexandria Ocasio-Cortez ha messo in moto la macchina della raccolta fondi. A metà novembre, ha scritto Newsweek, Ocasio-Cortez è riuscita a raccogliere oltre 370 mila dollari, 280 mila addirittura in una notte. In movimento anche altri esponenti delle primarie democratiche. L’ex sindaco di South Bend, Pete Buttigieg ha partecipato a una serie di eventi virtuali di raccolta fondi per Warnock, e lo stesso ha fatto il senatore del Vermont Bernie Sanders. Mentre l’imprenditore, ed ex candidato alle primarie dem, Andrew Yang si è addirittura trasferito in Georgia per collaborare con le campagne dei due candidati.

In azione anche alcuni big della Silicon Valley

Anche i grandi capitali fanno rotta verso la Georgia. Diversi miliardari hanno già confermato l’intenzione di supportare il duo Ossoff-Warnock. È il caso ad esempio di Jeff Katzenberg, tra i finanziatori più importanti dei dem con sovvenzioni a Hillary Clinton, Elizabeth Warren e Barack Obama, e Byron Allen ex comico e fondatore della Entertainment Studios. I due hanno dato il via a una serie di eventi virtuali per raccogliere fondi. I biglietti per questi eventi partono da 54$ ma possono arrivare fino a 15 mila. I fondi raccolti andranno proprio al Pac Georgia Senate Victory Fund.

Altro magnate pronto a lavorare per raccogliere fondi è Reid Hoffman, co-founder di LinkedIn. Attraverso una società di venture capital, la Greylock Partners, ha iniziato ad attivare la sua vasta rete di contatti per raccogliere nuovi fondi da inviare in Georgia. Un altro investitore di lunga data nella Silicon Valley pronto a raccogliere fonti è Ron Conway che durante le mid term del 2018 raccolse oltre un milione di dollari per sostenere candidati dem al Congresso.

Haim Saban, storico protutore televisivo, ha confermato l’intenzione di investire nei democratici ma non ha risparmiato critiche a una parte del partito, puntando il dito contro la frangia “socialista” colpevole secondo lui di aver contribuito ad alcune sconfitte in seggi chiave in Maine, Iowa, Montana e Carolina del Nord.

Tra i super ricchi che ancora non hanno deciso che fare c’è sicuramente Mike Bloomberg, reduce da delle primarie dem a dir poco deludenti. Alcuni suoi collaboratori hanno confermato a Cnbc news che il magnate dei media avrebbe donato 5 milioni alla Fair Fight della Abrams, ma stando ai documenti disponibili la donazione risalirebbe al 2019.

Un altro aspetto significativo di questa corsa con ogni probabilità sarà la conferma di come nuove forme di finanziamento stanno ridisegnando la politica, sopratutto a livello locale. Ossoff e Warnock fanno parte della nuova generazione di candidati democratici, spinti soprattutto dalla reazione all’elezioni di Donald Trump nel 2016, ma soprattutto dal successo di una piattaforma di raccolta fondi come ActBlue.

ActBlue è un sito che permette a comitati e candidati di raccogliere facilmente fondi attraverso donazioni online. Nato nel 2004, ha segnato una crescita lenta fino al 2018 quando in occasione delle elezioni di metà mandato ha raccolto oltre 1,6 miliardi di dollari. Secondo molti analisti questo tipo di piattaforme ha permesso ai democratici di raccogliere milioni di dollari da indirizzare di volta in volta in varie battaglie elettorali.

Come ha osservato il giornale locale The Charlotte Observer molti donatori del tandem dem in Georgia hanno donato anche per altre campagne senatoriali come Jaime Harrison in Sud Carolina, Amy McGrath in Kentucky e Sara Gideon nel Maine. Per inciso tutti seggi andati poi ai candidati repubblicani.

Anche la macchina repubblicana a pieno regime

Data la delicatezza della sfida e l’opportunità di azzoppare parte del mandato di Joe Biden, anche il partito repubblicano ha messo in moto la sua raccolta fondi. Ad esempio sono entrati in azione due Pac vicini al leader della maggioranza Mitch McConnell, il Senate Leadership Fund e l’American Crossroads. Solo a fine novembre i due hanno speso oltre 20 milioni di dollari in spot contro i due candidati democratici.

Solo nel 2020 il Senate Leadership Fund ha speso 252 milioni nelle varie corse elettorali, la cifra massima spesa da un gruppo in una singola corsa elettorale. Per i repubblicani la Georgia rappresenta una delle roccaforti più importanti e perderla significherebbe una battuta di arresto molto grave in vista del 2022.