Ottimo risultato per la Spd del cancelliere Olaf Scholz al voto regionale del Brandeburgo, Land tedesco che comprende l’ampia area rurale attorno Berlino, ma segnali tutt’altro che incoraggianti per il capo del Governo di Berlino, nonostante il risultato vicino al 31% del suo partito. La vittoria contro l’ultradestra di Afd è del partito, non del cancelliere.
A vincere è una socialdemocrazia brandeburghese che ha fatto campagna elettorale dividendo la propria immagine da quella del cancelliere. Potsdam, capitale del Brandeburgo, era in passato la residenza dei sovrani di Prussia e altra faccia della medaglia della caotica capitale. Ora, in maniera altrettanto metaforica, abbiamo a Berlino un Spd al governo nazionale dove Scholz vive i suoi dolori politici assieme a Verdi e Liberali (Fdp), peraltro usciti annichiliti dai tre voti regionali a Est dell’ultimo mese. A Potsdam, invece, una Spd ancora florida, che controlla il Land dal 1990 e nel contesto del voto di domenica è stata trainata da Dietmar Woidke.
63 anni, ministro presidente del Brandeburgo dal 2013, Woidke rappresenta l’ala della Spd più attenta alle questioni industriali e alla coesione tra le due Germanie. Un figlio dell’ex Ddr sempre chiamato dalla Spd a negoziare le coalizioni per gli esecutivi nazionali nel 2013, 2017 e 2021. Negli ultimi tempi si è distanziato molto da Scholz, non approvando ad esempio la stretta sull’immigrazione promossa dal Governo per inseguire la destra. Mossa che Woidke ritiene dannosa per il Brandeburgo, che ha negli stagionali polacchi una categoria di lavoratori fondamentali per il sistema economico.
Woidke ha dominato la campagna elettorale lasciando da parte l’impopolare Scholz. Il cancelliere che voleva essere l’erede di Angela Merkel si è ritrovato nella stessa condizione di Matteo Salvini in Italia, nascosto dalla Lega nei territori ove la sua impopolarità potrebbe condizionare i risultati di amministratori accorti come Luca Zaia in Veneto e Massimiliano Fedriga in Friuli Venezia-Giulia. Sic transit gloria mundi: il cancelliere non può bearsi nemmeno del miglior risultato del 2024 del suo partito che vive una fase di difficoltà. Un risultato, peraltro, a cui hanno contribuito i voti giunti dal centro-destra moderato e conservatore della Cdu, quarta col 12% nel Lander.
Come ricorda Politico.eu, “la SPD ha ricevuto una spinta inaspettata dopo che il premier della Sassonia, Michael Kretschmer della CDU, ha sostenuto Woidke, dicendo agli elettori di centro-destra che avrebbe avuto più senso sostenere la SPD e bloccare l’AfD piuttosto che sostenere la CDU. La mossa poco ortodossa di Kretschmer, una figura popolare nella Germania orientale”, ha mostrato un’indicazione importante: centro-sinistra e centro-destra non vogliono lasciare un millimetro all’avanzata di Afd.
Grande vincitrice in termini di crescita di consensi, Alternative fur Deutschland è la sconfitta politica in Brandeburgo. L’ultradestra è seconda anche qui, come in Sassonia. Il 29% dell’Afd la posiziona alle spalle dei socialdemocratici, mentre in Sassonia era stata l’Unione Cristiano-Democratica a sorpassarli meno di un mese fa. Questi due risultati, sommati al voto in Turingia che hanno visto Afd primeggiare, hanno portato un milione e mezzo di voti in dote al partito che si schiera contro l’immigrazione, a favore del rimpatrio degli immigrati irregolari, per una svolta law and order, per il rilancio a tutto campo dell’austerità in Europa, apertamente a fianco del Governo israeliano di Benjamin Netanyahu sulla guerra a Gaza e contro il sostegno all’Ucraina su quella in Est Europa.
Ma alla lunga le prospettive barricadere dell’Afd la condannano a una permanente opposizione, e la scelta di cavalcare il malcontento dell’Est ha riempito i parlamenti locali di suoi esponenti senza, però, dare loro terreno politico e prospettive con cui incidere. E questo, nell’anno che manca al voto per il Bundestag, sarà notato dagli elettori.

