Le forze armate spagnole avranno un futuro a stelle strisce. La notizia è, infatti, quella secondo cui sarebbe ormai certo l’acquisto di circa sessanta F-35 della Lockheed Martin per rinnovare il parco aereo dell’aviazione di Madrid, sia per quanto riguarda l’aeronautica militare sia per gli aerei utilizzati dalla Marina. Gli F-35 serviranno a sostituire gli Harrier e gli F-18 già in dotazione e che si avviano a terminare il loro ciclo operativo.Un acquisto necessario, perché senza gli F-35, la Marina spagnola si ritroverebbe senza alcun aereo capace di avere un decollo rapido e un atterraggio verticale, in modo da dover declassare la propria portaerei principale, la Juan Carlos I, a portaelicotteri, dal momento che solo gli Harrier, attualmente, possono sfruttare la sua pista. Mentre altrettanto obbligata non sarebbe invece la scelta per quanto riguarda il cosiddetto Ejército del Aire, ovvero l’aeronautica di Spagna. Qui, al contrario che per la Marina Militare, l’acquisto degli F-35 Lockheed Martin non sarebbe per nulla scontato, dal momento che gli Eurofighter “Typhoon”, di progettazione europea, sono una valida alternativa. Un’alternativa, tra l’altro, già presa in considerazione dall’aviazione spagnola, che ne ha comprati 73 – dopo essere scesa dagli 85 in una prima fase -.Le forze armate, dal comando di Madrid, hanno giustificato la scelta secondo una logica puramente strategica. In sostanza, si tratterebbe, secondo fonti del Ministero della Difesa, di una diversificazione del parco aerei della Spagna, che, invece di avere soltanto un modello per tutta l’aviazione, può sfruttare un più ampio ventaglio di possibilità. In questo modo, se un modello dei due tra Eurofighter e F-35 avesse un problema tecnico tale per cui tutti gli aerei dello stesso modello fossero obbligati a rimanere in aeroporto, gli altri del modello diverso potrebbero comunque essere operativi.Una scelta logica, che, però, lascia comunque delle perplessità in merito al profilo politico di questa decisione del governo di Rajoy. Innanzitutto, il primo motivo di queste perplessità è dettato dal fatto che la Spagna, come uno dei Paesi investitori del progetto Eurofighter, ha finanziato la costruzione e l’acquisto di questo modello di caccia per una cifra intorno ai dieci miliardi di euro, tanto che la Spagna partecipa al progetto per un 14% del totale. Una cifra che, a questo punto, sembrerebbe quantomeno ingiustificata se poi si è comunque intervenuti comprando un ulteriore e cospicuo numero di F-35 di fabbricazione statunitense. Il secondo motivo è poi dettato dal fatto che, mentre gli F-35 Lockheed Martin sono statunitensi e non producono alcun vantaggio in termini economici per la Spagna, il progetto Eurofighter comporta per il Paese non soltanto investimenti pubblici, ma anche l’impiego di circa tremila persona in tutta la filiera della produzione e della logistica. Infine, è del tutto evidente che scegliere un aereo di fabbricazione americana e non uno europeo, come potrebbe essere anche l’alternativa Rafale, di fabbricazione francese, dimostra un chiaro disegno geopolitico di avvicinamento a Washington e alla NATO.Se sarà confermata la scelta degli F-35 rispetto a più Eurofighter, il concetto che verrà espresso da questa scelta sarà molto semplice: la Spagna di Rajoy ritiene l’alleanza con gli Stati Uniti imprescindibile rispetto alle scelte più “antitrumpiste” proposte dall’Unione Europea. Un investimento pubblico di sei miliardi di euro per l’acquisto dei caccia, più altri sei, circa, per le spese di trasporto e logistico, oltre che comprare un aereo di cui non si conoscono tutte le informazioni tecniche – che ha la Lockheed Martin -, è un investimento che incide sulla politica strategica, industriale ma soprattutto estera. La Spagna si riafferma alleato degli Stati Uniti e conferma la sua volontà di calmare le acque con Trump e la sua volontà di far aumentare le spese militari dei Membri della NATO. In questo modo, l’alleanza tra Madrid e Washington non sarebbe soltanto politica, ma anche militare, rispetto a un’Europa che, spinta dall’asse franco-tedesco, vede nell’isolazionismo di Donald Trump un motivo valido per proseguire autonomamente e slegarsi dai vincolo della politica estera di Washington. Madrid, al contrario, non ha espresso alcun desiderio di escludere gli Stati Uniti dai propri alleati, tanto da cucire con la Casa Bianca un rapporto che va ben al di là della semplice amicizia.