La sconfitta subita da François Fillon, ex leader dei Repubblicani, brucia ancora: se gli scandali emersi durante la campagna elettorale non fossero balzati alle cronache oggi, forse, racconteremmo una storia diversa ed Emmanuel Macron sarebbe, magari, solo uno dei capi dell’opposizione alla maggioranza repubblicana. Ma le elezioni presidenziali sono un ricordo del recente passato e in casa dei Les Republicains c’è necessità di guardare alle europee. 

La leadership ha virato  a destra.Laurent Wauquiez è la persona individuata dai dirigenti e dalla base per uscire dallo stallo. In vista della competizione valevole per il parlamento europeo, però, sta emergendo un’ulteriore figura: quella del filosofo François-Xavier Bellamy, che guiderà l’assalto – per così dire – agli scranni di Bruxelles. Il centrodestra tradizionale francese vuole rinnovarsi, mantenendo le giuste distanze da  Marine Le Pen – verso la quale permane il più classico degli scetticismi – e dai proclami sovranisti. Non è un’operazione banale: il quadro politico – di questi tempi – tende alla polarizzazione. 

Bellamy, che è nato nel 1985, è un pro life ed è considerato espressione della Manif Pour Tous, un’organizzazione diffusasi pure in Italia e apertamente contraria all’estensione assolutizzante dei cosiddetti diritti civili. Questo primo elemento è utile a definire meglio la direzione verso cui si sta muovendo il centrodestra francese: un pronunciato conservatorismo. Ma il capolista dei Repubblicani è  – prima di ogni altra cosa – un intellettuale, formatosi alla Scuola Superiore Normale, che si è pubblicamente schierato sia contro l’equiparazione dell’unione tra omosessuali con il matrimonio tra eterosessuali sia contro il cosiddetto “suicidio assistito”, suscitando – come si legge qui –  una trafila di polemiche interne. 

Il filosofo si candiderà con Les Republicains, ma si muove fondamentalmente da indipendente. Non ha mai nascosto di mirare al 2022, cioè all’anno in cui Emmanuel Macron dovrà confrontarsi con i suoi avversari per poter essere riconfermato all’Eliseo. Belllamy – come ha fatto Jordan Bardella prima della candidatura con il Rassemblement National – ha già fondato un suo personalissimo movimento. Ma cosa propone – in pratica – l’astro nascente del conservatorismo d’Oltralpe? Bellamy, anzitutto, è un antimigrazionista e ritiene che l’accoglienza indiscriminata, quella promossa dalla sinistra socialista, sia insostenibile.

Specie nell’Europa contemporanea che, come l’esponente politico in oggetto ha dichiarato, andrebbe profondamente riformata, tenendo soprattutto conto della dignità umana e delle radici cristiane della civiltà occidentale. Cosa distingue, allora, il programma di Bellamy da quello di Marine Le Pen? L’economia è la materia attorno alla quale le posizioni si allontanano tra di loro. Per Bellamy, quella dei frontisti è una visione marxista, centrata sullo scontro di classe. I Repubblicani, Bellamy compreso, non hanno mai messo in discussione la bontà del libero mercato.