Il futuro appartiene a quelle potenze che saranno in grado di dominare i settori della robotica e dell’ingegneria genetica per il potenziamento umano, questo è il motivo per cui le classi dirigenti più lungimiranti e con lo sguardo oltre l’orizzonte, come quelle di Stati Uniti, Russia e Cina, hanno iniziato ad investire in maniera crescente in ingegneria genetica e intelligenza artificiale.

La Russia, avendo ereditato dall’Unione Sovietica un comparto tecnologico all’avanguardia e una popolazione di ricercatori tanto numerosa quanto preparata egregiamente ad affrontare la competizione tra grandi potenze, ha in dotazione sia le risorse che le capacità di sviluppare un’industria dell’intelligenza artificiale all’altezza delle sfide del 21esimo secolo e sta lentamente facendosi spazio tra Stati Uniti e Cina.

Un istituto in studi di intelligenza artificiale

Il 2021 in Russia inizierà con l’inaugurazione di una struttura che potrebbe impattare significativamente sul futuro di difesa, società ed economia. Il 3 dicembre, infatti, Herman Gref, amministratore delegato di Sberbank, la più grande società di servizi finanziari e bancari dell’intero spazio postsovietico, ha annunciato che l’ente aprirà e finanzierà il primo istituto di studi sull’intelligenza artificiale. Non si tratterà dell’iniziativa ambiziosa di un grande privato, ma del Cremlino: Sberbank, infatti, è una compagnia statale ed è dipendente dalla Banca Centrale di Russia.

Il centro di ricerca avrà sede a Mosca e l’inaugurazione – pandemia permettendo – è stata programmata per il mese di gennaio. Le aspettative della Sberbank, ossia del governo russo, sono estremamente elevate; per questa ragione la diplomazia della società sta avvicinando i nomi più in voga e capaci del pianeta per convincerli a partecipare ai lavori dell’istituto, che è stato pensato per diventare un polo con proiezione internazionale.

La squadra è ancora in fase di formazione, le selezioni sono in corso, ma un nome è stato già rivelato da Gref durante la conferenza in cui è stata annunciata la nascita dell’istituto: si tratta di Juergen Schmidhuber, uno dei massimi esperti di intelligenza artificiale attualmente in circolazione. Schmidhuber, nazionalità tedesca, è un informatico e ricercatore nel campo delle applicazioni neuronali dell’intelligenza artificiale ed è il direttore dell’Istituto di intelligenza artificiale di Lugano e del Laboratorio di robotica cognitiva dell’università di Monaco di Baviera.

L’apertura dell’istituto è da inquadrare nel più ampio contesto della strategia per la trasformazione della Russia in una potenza-guida della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Fra il 2021 e 2024, infatti, il governo russo ha programmato lo stanziamento di circa 67 milioni di euro a supporto della ricerca nel campo delle tecnologie dell’informazione basate sull’intelligenza artificiale e ha pianificato l’inaugurazione di almeno sei centri di ricerca con funzioni simili a quelle dell’istituto della Sberbank.

Il potenziale della Russia

L’annuncio della prossima inaugurazione dell’istituto di studi sull’intelligenza artificiale avviene sullo sfondo di due eventi indicativi del potenziale di cui dispone la Russia nei riguardi di tale settore. Il 2 dicembre, infatti, il gruppo Tecmash, parte della corporazione statale Rostec, ha dato notizia dello sviluppo di “un software analitico per le munizioni di precisione guidata che le rende resistenti ai sistemi di guerra elettronica”, mentre il Ministero della Difesa ha annunciato l’apertura di “una struttura di simulazione con elementi di intelligenza artificiale per addestrare i piloti di marina”.

L’obiettivo del Cremlino, però, non è di utilizzare l’intelligenza artificiale a fini esclusivamente militari; come ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin in occasione della conferenza AI Journey, tenutasi a Mosca il 9 novembre dell’anno scorso, essa dovrebbe essere impiegata per creare “città sicure e confortevoli, una sanità e un’istruzione accessibili e di alta qualità, una logistica all’avanguardia e un sistema dei trasporto affidabile”, per facilitare “l’esplorazione degli oceani e dello spazio” e per realizzare “prodotti popolari e competitivi”.

Per conseguire quell’insieme di obiettivi, Putin auspicava la formulazione di una strategia nazionale basata sul dialogo tra stato, privati e mondo della ricerca. A un anno di distanza da quell’intervento, i progressi nella tecnologia militare e l’iniziativa di Sberbank indicano che l’appello della presidenza è stato raccolto e che sta progressivamente venendo concretizzato.