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Nella visione della Russia per l’Eurasia del futuro ogni paese riveste uguale importanza, al di là della posizione geografica o delle potenzialità offerte in termini di risorse naturali o rilevanza diplomatica, e può essere corteggiato, e conquistato, attraverso due strumenti collaudati: armi ed energia. In questo modo, il Cremlino sta gradualmente estendendo il proprio raggio d’azione da aree d’influenza tradizionali, come la Mongolia, ad altre più ostiche, perché oggetto di attenzione particolare da parte di Cina e Stati Uniti, come ad esempio il Sud Est asiatico.

L’obiettivo russo è duplice: ritagliarsi preventivamente degli spazi per azioni future in chiave anticinese, qualora il partenariato terminasse, e ridurre i margini di manovra degli Stati Uniti nell’Asia meridionale ed orientale, aiutando indirettamente la Cina a intensificare il controllo sull’area del Mar cinese meridionale e dei paesi da esso bagnati, come Vietnam e Filippine, o ad esso prossimi, come il Laos. Proprio in quest’ultimo, l’esposizione russa è aumentata significativamente negli ultimi mesi.

Armi e sicurezza

Quest’anno si è aperto con l’inaugurazione di un ufficio di rappresentanza del Ministero della Difesa russo nella capitale laotiana e si avvia alla conclusione con la prima esercitazione militare congiunta nella storia dei due paesi, ribattezzata “Laros 2019“, per una durata di 9 giorni e alla quale stanno partecipando oltre 500 soldati, iniziata il 10 dicembre. Si tratta soltanto di due dei molteplici eventi nel campo militare e della sicurezza che stanno stringendo l’unione fra Russia e Laos, forgiata in epoca sovietica ma poi caduta nel dimenticatoio fino all’anno scorso.

Il 2018 è stato l’anno del cambio di paradigma. I due paesi hanno siglato un accordo per la rifornitura di armi, fra cui carri armati T-72B, autoblindi BRDM-2M ed aerei YAK 130, che sono poi stati esposte nel corso della cerimonia in grande stile per il 70esimo anniversario della fondazione delle forze armate laotiane.

Nel dopo-accordo, esponenti della difesa laotiana e russa sono stati impegnati in missioni, rispettivamente a Mosca e Vientiane, per discutere di espandere la cooperazione negli affari militari e della sicurezza. L’interesse russo per il paese ha incontrato una calda accoglienza da parte di Pechino, che vede la presenza del partner nella regione come una garanzia contro l’espansionismo statunitense, e già inizia a palesare i primi, importanti, effetti politici.

Il Laos, infatti, nel corso della riunione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite del 9 dicembre è stato fra i paesi contrari ad una risoluzione presentata dall’Ucraina circa la questione crimeana. E la lista dei paesi che appoggia la politica estera di Mosca aumenta gradualmente, soprattutto dall’Africa e dall’Asia.

Commercio, energia ed altro ancora

Il Laos è un paese povero e con scarse capacità di approntare piani per lo sviluppo basati sullo sfruttamento di risorse endogene, ciò nonostante la Russia è fortemente interessata al suo destino e, perciò, non sta limitando la collaborazione bilaterale alla sfera militare. Nel luglio di quest’anno i ministri della pianificazione e degli investimenti laotiano e dello sviluppo digitale, delle comunicazioni e dei mass media russo hanno siglato un pacchetto di accordi che spazia dal commercio e dall’economia alla cooperazione tecnico-scientifica.

Fra i progetti più degni di nota che saranno portati avanti: cooperazione nell’esplorazione geologica e del sottosuolo alla ricerca di giacimenti di risorse strategiche, dotazione di energia nucleare per scopi civili, programmi nel campo dell’istruzione e della cultura. Quest’ultimo punto, già collaudato con numerosi paesi africani, dovrebbe portare ad aumentare il numero degli studenti laotiani nelle università russe, oltre che all’apertura di scuole per l’insegnamento della lingua russa nel paese, conferendo a Mosca l’importante ruolo di formare la futura classe dirigente laotiana.

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