Anche se sui nostri media è passato completamente inosservato, il discorso di Capodanno del presidente della Finlandia Alexander Stubb è estremamente interessante perché offre una visione chiara e realistica delle relazioni con la Russia da parte di una nazione che, nel 2023, ha deciso di aderire alla Nato dopo decenni di neutralità.
«Le nostre relazioni con la Russia sono cambiate permanentemente. Ciò che rimane permanente è che la Russia è il nostro vicino. L’obiettivo della Finlandia e dell’Europa è una relazione funzionale e pacifica con la Russia. Alla fine, tutto dipende dalle azioni della Russia» ha affermato Stubb, sintetizzando una visione pragmatica che, da una parte, riconosce il cambiamento causato dall’invasiome russa in Ucraina ma, dall’altra, non ignora la geografia. La Finlandia, con i suoi 1.300 chilometri di confine condiviso, sa meglio di chiunque altro cosa significhi convivere con una grande potenza vicina. È un Paese “prigioniero della geografia”, e ignorare questo dato di fatto elementare sarebbe controproducente.
L’approccio basato sul realismo
Un elemento chiave della leadership di Stubb è la sua vicinanza personale al presidente statunitense Donald Trump. Fin dall’inizio del secondo mandato di Trump, Stubb ha coltivato un rapporto stretto, basato su incontri informali, partite di golf a Mar-a-Lago e collaborazioni concrete. Questa “golf diplomacy” ha portato a risultati tangibili, come il memorandum d’intesa sull’acquisto di rompighiaccio finlandesi da parte degli Usa, siglato alla Casa Bianca nell’ottobre 2025. In maniera analoga a Giorgia Meloni, Stubb si è posizionato come ponte tra Washington e Bruxelles, partecipando a summit cruciali sulla pace in Ucraina e fungendo da interprete delle preoccupazioni europee presso Trump.
Stubb e la minaccia russa
Recentemente, Stubb ha smorzato le tesi secondo cui Mosca sarebbe pronta ad attaccare la Nato, smentendo di fatto l’allarme lanciato da Reuters: «Concordo con la valutazione di Tulsi Gabbard secondo cui la determinazione della NATO è così forte che la Russia non ha alcun interesse ad attaccarla».
Questo approccio pragmatico si estende alla visione globale delineata da Stubb già nel 2024, con il concetto di realismo basato sui valori (values-based realism). In un articolo su The Economist, il presidente ha spiegato che l’era post-Guerra Fredda è finita, sostituita da un mondo tripolare: Global West (democrazie occidentali), Global East (guidato da Cina, con Russia e Iran) e Global South (Paesi emergenti come India e Brasile). «L’Occidente e l’Oriente stanno combattendo per i cuori e le menti del Sud, perché sarà il Sud a decidere la direzione del nuovo ordine mondiale», ha scritto Stubb. Niente crociate identitarie né sparate belliciste, dunque, ma una postura pragmatica di cui la Finlandia sta beneficiando.
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