La¬†Turingia¬†segnala l’apertura di una grande faglia politica in¬†Germania.¬†La grande perdente alle elezioni regionali del Land della¬†Germania orientale¬† √® l’Unione Cristiano-Democratica, il partito di governo della “Cancelliera” Angela Merkel, che rispetto al voto del 2014 precipita dal primo al terzo posto, lascia sul terreno oltre un terzo dei voti e si assesta al 21,8%. La Cdu, all’opposizione nonostante il primo posto del 2014, si √® classificata dietro due partiti considerati outsider a livello nazionale.

Il boom pi√Ļ clamoroso √® stato quello di¬†Alternative fur Deutschland (Afd),¬†la destra anti-immigrati e anti-euro, che pi√Ļ che raddoppiando i suoi consensi ha sfondato quota 250.000 voti ottenendo il 23,4%. L’Afd non si √® presentata in Turingia guidata dalla tradizionale corrente liberista sul piano economico ma portando alla sua testa l’identitario ideologo¬†Bjorn Hocke,¬†fautore del pensiero comunitarista della “Nuova Destra”. Sorpassando la Cdu, l’Afd si candida a essere il principale avversario di¬†Die Linke,¬†la Sinistra del governatore uscente¬†Bodo Ramelow,¬†che da poco pi√Ļ del 28 √® salita al 31% rafforzandosi come partito centrale nel governo della regione.

La Linke e l’Afd sono destinati a risultare antitetici. La forte contrapposizione ideologica e la volont√† di Ramelow di guidare il governo regionale a capo di una coalizione che non potr√† pi√Ļ, per il pessimo risultato fatto registrare da socialdemocratici (8,2%) e verdi (5,2%), essere la stessa uscente ma che dovr√† escludere, nelle intenzioni del leader, l’Afd risultano ostacoli insormontabili. Ma sotto un certo punto di vista il fatto che oltre il 54% dell’elettorato di una delle regioni pi√Ļ povere della Germania abbia scelto di esprimersi a favore di¬†partiti in aperta rivolta col governo di Berlino¬†√® indicativo.

Indicativo per la mole della disaffezione dimostrata dall’elettorato sia verso le forze di governo (Cdu-Spd) sia verso un’alternativa considerata troppo urbana e “classista” come i Verdi, forti nelle regioni a alto reddito e inconsistenti ove i problemi in campo sono le disuguaglianze, la povert√†, la¬†ricostruzione industriale.¬†Il Sussidiario¬†ha paragonato l’esito del voto in Turingia, sotto certi punti di vista, all’esito delle regionali in Umbria: un duro colpo a un “progressivo ‚Äúnon governo‚ÄĚ che dalle rispettive capitali distrugge valori economici e sociali in tutti i territori. Non pu√≤ sorprendere che n√© il ‚Äúdistretto‚ÄĚ italiano n√© quello tedesco siano statisticamente ‚Äúpoveri‚ÄĚ nell‚ÄôUnione Europea, ma si ritrovino altres√¨ nella vasta Europa al di sotto delle medie (il Pil pro-capite √® a quota 90 su 100 in Turingia e a quota 84 in Umbria).

Indicativo, inoltre, il fatto che sia Afd che Linke abbiano, in diversi punti, una retorica non completamente dissimile sulla¬†critica all’Unione europea. Da destra e da sinistra esse sono infatti le pi√Ļ dure voci critiche di un movimento eterogeneo di disaffezione o scetticismo sulla moneta unica in un Paese, la Germania, in cui il dibattito sul tema, forse per effetto della centralit√† nel Vecchio Continente, √® affrontato apertamente. L’Afd incarna un antieuropeismo economico, estremizzazione dell’isolazionismo incarnato da frange della Cdu e dai liberali Fdp e del culto del rigore contro gli “spendaccioni” Paesi del Sud Europa che vivrebbero alle spalle di Berlino, a cui si aggiungono pensatori eterodossi e pi√Ļ spiccatamente nazionalisti come Hocke. La Linke, invece, nasce per volont√† dell’ex presidente Spd, Oskar Lafontaine, come scissione dal partito della sinistra tedesca nella fase della sua svolta verso l’economia dell’era globalizzata e la fedelt√† europeista acritica a cavallo tra XX e XXI secolo. Il suo √® un antieuropeismo politico, in cui la critica verso un’Europa ritenuta fonte di danni ai diritti del lavoro e dei popoli √® incarnato oggigiorno dalla corrente del partito che fa capo a Sarah Wagneknecht, moglie di Lafontaine.

Qualcosa, dunque, si muove in Germania: e il voto in Turingia, unitamente all’ascesa dei Verdi a ovest, dovr√† lanciare un segnale a Berlino: non √® pi√Ļ possibile confidare nel pilota automatico politico e economico. In campo economico, politico e sociale la Germania √® in una fase molto delicata. E l’elettorato d√† sempre maggiori segni di disaffezione verso un governo considerato improduttivo e inefficiente. Riscoprendo anche una forte polarizzazione ideologica.





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