SEO PER IL GIORNALISMO ENTRA NELLA NEWSROOM ACADEMY

Christopher Steele è l’ex spia inglese che ha confezionato il controverso dossier sul Russiagate su commissione di Fusion Gps, del Washington Free Beacon, del Comitato nazionale democratico e della campagna di Hillary Clinton. In una deposizione rilasciata da Steele la scorsa settimana presso una Corte federale, l’ex spia britannica ha ammesso di aver impiegato “informazioni non verificate” per supportare il suo lavoro in merito alla presunta collusione della campagna elettorale dell’allora candidato Donald Trump con la Russia. A darne notizia è la Cnn, non certo un organo d’informazione vicino all’attuale Presidente degli Stati Uniti.

Non è la prima volta che Steele rilascia dichiarazioni di questo tipo in merito al famoso dossier. Nell’aprile 2017, l’ex spia inglese dichiarò che tale dossier “non avrebbe mai dovuto essere reso pubblico” e men che meno pubblicato per intero come fece Buzzfeed il 10 gennaio 2017. In quell’occasione Christopher Steele disse “di essere stato tradito dai suoi clienti” e di aver consegnato il dossier al senatore repubblicano John McCain, deceduto lo scorso anno.

Trump attacca il (defunto) McCain: “Mai piaciuto”

Alla faccia del politicamente corretto, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato John McCain sostenendo che il senatore dell’Arizona, morto il 25 agosto 2018 dopo una lunga battaglia contro il cancro, lo abbia “messo in pericolo” consegnando il dossier Steele sul Russiagate all’allora direttore del bureau James Comey, alla fine del 2016. Durante un discorso pronunciato in Ohio, Trump ha attaccato McCain, colpevole a suo dire di non averlo contattato una volta ricevuto il dossier finanziato dalla campagna di Hillary Clinton. Lo riporta il giornale conservatore Daily Caller.

“Sarò onesto, non mi è mai piaciuto molto” ha osservato Trump riferendosi a John McCain. “Ma ci sono alcune ragioni precise. McCain ha ricevuto il falso dossier, pagato da ‘Crooked’ Hillary Clinton. McCain lo sapeva. E cosa ha fatto? Non mi ha chiamato. Lo ha consegnato all’Fbi sperando di mettermi nei guai”. “Non è una cosa bella da fare”, ha proseguito il tycoon criticando il defunto senatore anche per aver votato contro l’abrogazione dell’Obamacare.

John McCain e il “complotto”

McCain e il suo collaboratore, David Kramer, sono stati informati per la prima volta del rapporto di Steele il 18 novembre 2016. In quel periodo, su iniziativa del senatore dell’Arizone, Kramer si reca a Londra per incontrare l’ex spia britannica. Kramer, ex funzionario del Dipartimento di Stato, ottiene una copia del dossier Steele e la fornisce al senatore McCain. Quest’ultimo si reca al quartier generale dell’Fbi: è il 9 dicembre 2016. Il senatore sostiene di non aver idea se le gravissime accuse contro Trump contenute nel dossier siano verificate, ma dice all’Fbi che, a suo parere, sarebbe opportuno indagare.

Tuttavia, attraverso altri canali, l’Fbi aveva già ottenuto il dossier Steele nei giorni precedenti. “Penso che fosse preferibile che un repubblicano anziano fosse il destinatario del dossier piuttosto che un democratico. Altrimenti la cosa sarebbe stata liquidata velocemente come un attacco politico” ha dichiarato Kramer in una successiva deposizione inerente la causa giudiziaria che coinvolge Buzzfeed, citata in giudizio per aver pubblicato il dossier sul Russiagate.

Nel dossier Steele si sostiene che il governo russo fosse in possesso di una videocassetta risalente al 2013 nella quale apparirebbe il Presidente Donald Trump in compagnia di una prostituta a Mosca. Secondo l’ex spia inglese, il Cremlino avrebbe usato il filmato per ricattare Trump. Una ricostruzione mai confermata dai fatti e sulla quale lo stesso Christopher Steele esprime fortissimi dubbi sulla sua veridicità.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.