Il giornalista e grande esperto di comunicazione David Brock è stato uno dei personaggi chiave della campagna presidenziale di Hillary Clinton. A poco più di una settimana dalla clamorosa sconfitta elettorale, il fondatore del noto portale progressista “Media Matters for America” – il cui l’obiettivo è quello di “analizzare e smascherare la disinformazione operata dai mass-media conservatori” – sta ora radunando gli investitori e i super ricchi vicini ai democratici per finanziare e preparare la lunga battaglia contro il neo-presidente Donald Trump. L’obiettivo acclarato è quello di mettere subito in difficoltà il tycoon nelle prime settimane di governo.Come riportato dall’agenzia stampa statunitense Politico, nella notte tra giovedì e venerdì Brock ha scritto una mail ai 200 maggiori finanziatori dell’area progressista statunitense – tra cui i magnati dell’alta finanza come George Soros, Tom Steyer e David Sussman – invitandoli ad una convention a Palm Beach il  prossimo 20 gennaio, proprio in concomitanza con l’insediamento di Trump, per capire quali sono stati gli errori che hanno determinato la sconfitta di Hillary Clinton e fare subito cassa in vista delle nuove iniziative.”Questo incontro sarà aperto a tutti i donatori democratici al fine di ascoltare i leader dei diversi gruppi e concordare i prossimi passi che i progressisti dovranno fare sotto l’amministrazione Trump” – ha scritto David Brock nella mail sopracitata e di cui Politico è entrato in possesso.  Alla stampa ha poi rilasciato una dichiarazione alquanto sprezzante: “Quale modo migliore di trascorrere il weekend dell’insediamento parlando di come prendere a calci nel sedere Donald Trump?” Come ha spiegato lo stesso giornalista, la convention sarà caratterizzata da una serie di incontri e vi parteciperanno, oltre ai finanziatori, anche alcuni parlamentari eletti, pensatori liberal e funzionari del partito democratico. Grazie alla sua profonda astuzia e ai suoi stretti rapporti con i grandi magnati e super ricchi della sinistra statunitense, il “Cane da guardia” della Clinton – così come l’hanno definito – ha messo in piedi un vero e proprio impero mediatico con un giro di affari 65 milioni di dollari – solo 2016 – che conta, oltre al celebre “Media Matters for America”, anche il comitato di raccolta fondi “American Bridge 21st Century” e il “Citizens for Responsibility and Ethics in Washington (CREW)“, organizzazione no-profit che si occupa perlopiù di monitorare e denunciare i casi di corruzione a Washington e che rappresenta il corrispettivo progressista di “Judicial Watch”.Tra le altre organizzazioni che fanno parte del suo sterminato network, vi è inoltre l’agenzia giornalistica investigativa “American Independent Institute”, il “Franklin Forum” e il sito d’informazione, anch’esso di sua proprietà, “ShareBlu”, impiegato durante la campagna elettorale per divulgare notizie in maniera virale a favore dell’ex Segretario di Stato;una vera e propria macchina di propaganda di cui si è occupato anche il New York Times. Altri gruppi e organizzazioni a lui riconducibili sono stati costituiti appositamente in vista delle elezioni e verranno assorbiti dal resto del network. La sconfitta dei democratici rappresenta un duro colpo anche perDavid Brock, associato in maniera inequivocabile alla ex First Lady, essendo stato degli uomini più importanti e influenti del suo entourage.”Non c’è dubbio che abbiamo dato anima e cuore a questa elezione per Hillary – ha riconosciuto Brock – ma queste istituzioni sono state costruite prima della sua campagna elettorale e sono destinate a sopravvivere”.Nato come giornalista investigativo di stampo conservatore, David Brock è divenuto celebre grazie alla pubblicazione del controverso libro “The Real Anita Hill” e alle inchieste che hanno portato alla luce lo scandalo “Troopergate”, in cui veniva raccontata la testimonianza – poi ritrattata – di un poliziotto dell’Arkansas che sosteneva di avere avuto l’incarico di procurare prostitute all’allora governatore Bill Clinton.Dopo aver rinnegato quell’inchiesta alla fine degli anni ’90, il celebre giornalista nato a Washington lascia gli ambienti conservatori e diventa un alleato dei democratici statunitensi e, in particolare, un amico fedele della famiglia Clinton. Archiviata la sconfitta, ora Brock prepara l’assalto contro Donald Trump e raduna l’establishment del partito democratico: perché se i i Clinton saranno presto soltanto un ricordo, David Brock è ancora una potentissima istituzione dell’area progressista americana. E questa nuova iniziativa è lì a dimostrarlo.

Nel campo comunista di Goli Otok
SOSTIENI IL REPORTAGE