Compie 40  anni la Repubblica islamica dell’Iran. È infatti il 1 aprile del 1979 quando a Teheran si sancisce ufficialmente la nascita della nuova forma di governo del Paese, a seguito della rivoluzione islamica che instaura al potere l’ayatollah Khomeini. Una anniversario importante per l’Iran, la cui tradizione come popolo e sotto il profilo storico e culturale ha radici ben più lontane che affondano nei secoli. Il quarantesimo compleanno della Repubblica nata con la cacciata dello Scià arriva in un momento delicato, dove Teheran appare sotto gli occhi del ciclone mediorientale e delle sanzioni volute dagli Usa.

Come si arriva a quel 1 aprile 1979

Negli anni Settanta il Paese attraversa uno dei momenti più cruciali della sua storia. Al potere vi è la monarchia guidata dallo Scià Rheza Palevi, il cui principale obiettivo appare quello di portare l’Iran verso una repentina occidentalizzazione. Teheran appare sotto il profilo politico come un Paese filo Usa, sotto quello culturale come uno Stato il cui potere centrale prova a costruire una società più vicina all’occidente a discapito della propria tradizione. Ma questo progetto, a lungo andare, naufraga sotto molteplici colpi. Il primo è inferto dalla reazione del clero sciita, il quale guarda con sempre più sospetto al programma di occidentalizzazione dell’Iran da parte di Rheza Palevi. Il secondo è dato dall’insofferenza delle forze più democratiche le quali criticano la deriva autoritaria dello Scià, che nel 1976 bandisce i partiti politici. Infine, il terzo colpo proviene direttamente dall’economia, con la popolazione che vede le proprie condizioni di vita sempre più deteriorate.

Una miscela esplosiva, che porta dal 1977 in poi a numerose manifestazioni in tutto il paese. Rheza Palevi crede di essere al sicuro grazie all’appoggio Usa ed al fatto che l’esercito appare dalla sua parte. Ma ben presto le proteste si fanno sempre più numerose e vigorose. Nel frattempo da Parigi emerge una voce che inizia ad essere diffusa in tutto l’Iran tramite le videocassette ed i registratori: è quella dell’ayatollah Khomeini, il quale si trova dal 1963 in esilio nella capitale francese. Da lì, osservando quanto accade nel suo Paese, incita sempre più alla rivolta e diventa il leader della protesta. L’Iran dunque sceglie una via islamica, una voce ben collegata al clero sciita che rappresenta per la popolazione una doppia occasione di riscatto: da un lato la rivalsa contro la forzata e mal digerita occidentalizzazione, dall’altro la rivalsa contro un sistema economico che porta l’Iran ad una fase di profonda stagnazione.

Ecco perché dunque a Teheran si sceglie di ascoltare ed assecondare l’alternativa islamica rispetto a quella democratica. Il 16 gennaio 1979 Rheza Palevi è costretto alla fuga e vola verso il Marocco. La popolazione però vuole la fine della monarchia e non si accontenta del semplice addio dello Scià. Per questo, quando Khomeini torna in patria, viene accolto come il vero nuovo leader. Il 30 marzo si organizza un referendum dove il 98% della popolazione approva la nascita della Repubblica Islamica. Ed il 1 aprile 1979 ecco che si dà il via al nuovo corso.

Cosa ha significato l’arrivo della Repubblica Islamica

Il clero sciita prende dunque il potere, ma la nuova forma di governo appare quasi inedia a livello mondiale. Per la prima volta si instaura un potere che di fatto ha un doppio binario: da un lato quello “tradizionale” che amministra il governo, formato da presidente e parlamento, dall’altro quello religioso dove l’ayatollah appare come guida al di sopra delle parti. Il sistema giuridico e politico appare influenzato dai dogmi e dalle leggi islamiche, per tal motivo si parla, con riferimento alla Repubblica Islamica dell’Iran, anche di teocrazia sciita.

Il mantenimento della tradizione diventa un imperativo, con varie norme volte ad affermare i principi islamici in seno alla società. Niente più gioco d’azzardo, niente più alcool, spazio ad un Iran che respinge l’occidentalizzazione imposta negli anni precedenti. Ed a livello internazionale, inizia il braccio di ferro con l’occidente. Usa ed Israele diventano i nemici storici della nuova Repubblica e, del resto, la storia attuale è ben nota e, come detto prima, influenza anche questo importante quarantesimo anniversario.