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I Paesi Bassi rischiano di essere travolti dalla crescita esponenziale dei contagi provocati dal virus SARS-CoV-2. Il ministro della Sanità Hugo de Jonge ha lanciato l’allarme affermando che “stiamo facendo del nostro meglio, ma il virus sta agendo meglio di noi” e stimando che le nuove infezioni giornaliere, che al momento sono circa tremila, diventeranno cinquemila nel giro di alcune settimane. Si tratta di numeri troppo alti per una nazione che ha appena diciassette milioni di abitanti. Il primo ministro Mark Rutte ha così annunciato l’introduzione di nuove misure restrittive per cercare di tenere sotto controllo la situazione. I bar ed i ristoranti dovranno chiudere alle 22, gli eventi sportivi dovranno svolgersi senza pubblico, il lavoro da casa sarà la nuova norma, non sarà possibile avere più di tre ospiti in casa (esclusi i minori di tredici anni) mentre all’esterno, come al cinema oppure al ristorante, non ci si potrà incontrare in più di quattro persone. Rutte ha inoltre suggerito agli abitanti di Amsterdam, l’Aia e Rottedam, le tre città con i tassi di infezione più alti, di indossare i dispositivi di protezione qualora si rechino a fare acquisti. L’uso delle mascherine facciali continuerà ad essere obbligatorio solamente sui mezzi pubblici.

La situazione è seria

I dati forniti dall’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente (Rivm) non sono rassicuranti. Nella settimana compresa tra il 22 ed il 29 settembre ci sono state 244 ospedalizzazioni a causa del virus (contro le 152 della settimana prima), 19236 nuovi casi di infezione (in crescita del 43 per cento rispetto alla settimana precedente) mentre 102 persone hanno perso la vita a causa del virus (contro le 33 della settimana prima). La percentuale di tamponi positivi sul totale di quelli svolti ha raggiunto il 7.4 per cento, ben al di sopra del 5 per cento considerato come rassicurante dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il tasso di riproduzione del virus, secondo il RIVM, è per la quarta settimana consecutiva sopra l’1 sebbene in leggera decrescita rispetto ai sette giorni precedenti.

La gestione di quella che ormai è una vera e propria seconda ondata di contagi ha provocato dissidi tra le amministrazioni locali ed il governo centrale. Il sindaco di Amsterdam Femke Halsema vorrebbe che l’uso delle mascherine facciali fosse obbligatorio in tutti i luoghi pubblici al chiuso ma è impossibilitata ad emanare un’ordinanza vincolante in tal senso ed ha affermato che dovrebbe essere il governo centrale, che però nicchia, ad agire in questo ambito.

Ecco cosa non ha funzionato

I Paesi Bassi sembravano essere riusciti, almeno a giugno e luglio, ad appiattire con decisione la curva dei contagi. In quei mesi le nuove infezioni giornaliere erano spesso comprese tra le cinquanta e le duecento, un tetto che veniva sforato solo occasionalmente. Poi qualcosa ha iniziato a non funzionare. Le vacanze estive, qui come altrove, non hanno aiutato ed hanno portato molte persone a spostarsi dal luogo di residenza ed a favorire un generale rimescolamento della mappa dei contagi. L’assenza di sanzioni in caso di violazione delle misure restrittive, dall’auto-isolamento obbligatorio di due settimane in caso di ritorno da un Paese a rischio alla violazione della quarantena nel caso di contatto con un positivo, ha probabilmente contribuito a non far comprendere la reale gravità del problema ed a far crescere il numero delle violazioni. Sullo sfondo, poi, ci sono alcune posizioni peculiari assunte dal RIVM, secondo cui l’uso delle mascherine facciali non sarebbe particolarmente utile nel contrastare la diffusione del virus mentre sarebbero decisivi il distanziamento sociale ed il lavaggio delle mani. Queste posizioni hanno ricevuto l’appoggio tanto del primo ministro Rutte quanto del ministro della Sanità De Jonge. Lo spirito libertario dei cittadini olandesi ha avuto la meglio sulle rigide regole imposte negli altri Paesi europei ma ora rischia di essere travolto dal virus. Rutte, che in passato sembrava aver mostrato apprezzamento per la strada dell’immunità di gregge a discapito del lockdown, potrebbe rimetterci la poltrona.

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