Il governo del premier socialdemocratico svedese Stefan Lofven è sempre più in difficoltà. L’epidemia di Covid-19 continua a diffondersi nel Paese anche a causa delle scelte compiute dall’esecutivo nazionale: nessun lockdown ed affidamento al senso di responsabilità dei cittadini in merito a distanziamento sociale, assembramenti, spostamenti non essenziali e telelavoro. Il modello svedese ha attirato su di sé molte critiche a livello internazionale ed ha prodotto risultati evidenti: i casi di Covid-19 sono oltre 54mila (su una popolazione di poco più di 10 milioni di abitanti) e 5.041 persone hanno perso la vita a causa del morbo, di cui 102 solo nelle ultime ventiquattro ore. Il tasso di mortalità fatto registrare da Stoccolma è  preoccupante ed aveva raggiunto, alla fine di maggio, i 39.57 morti ogni 100mila abitanti. Finandia e Norvegia, che confinano con la Svezia ed hanno adottato lockdown più restrittivi, hanno invece un tasso di mortalità molto più basso di 6 deceduti ogni 100mila abitanti.

Luci ed ombre

Secondo Anders Tegnell, Epidemiologo di Stato e figura di spicco nella gestione dell’epidemia, la situazione sarebbe in via di miglioramento dato che il numero di ricoveri ospedalieri, di accessi alla terapia intensiva e di decessi sarebbe in decrescita o in fase di stallo e ciò potrebbe significare che ci si trovi nel plateau dell’epidemia. La decisione di tenere aperte scuole, ristoranti, negozi e palestre ha provocato uno dei tassi di mortalità più alti del mondo ma potrebbe aver prevenuto danni più seri alla tenuta del sistema economico, che dovrebbe contrarsi meno di quello degli altri Paesi del Vecchio Continente o degli Stati Uniti. Il Prodotto Interno Lordo, secondo l’agenzia di rating Fitch, potrebbe far registrare una decrescita del 6,3 per cento nel 2020 seguita da un rebound positivo del 3,4 per cento nel 2021. L’economia svedese è comunque destinata a risentire degli sviluppi negativi che avranno luogo nei Paesi partner commerciali e ciò avrà ovvie ricadute sulle esportazioni, che subiranno un netto calo.

Tra i lati oscuri del modello svedese c’è sicuramente la gestione delle case di riposo e più in generale la protezione degli anziani, che sono coloro che rischiano di più in caso d’infezione da Covid-19. Il 75 per cento dei deceduti era ricoverato in una casa di riposo o riceveva assistenza medica in casa mentre il 90 per cento dei decessi ha riguardato gli over 70. Le strutture di cura per anziani non sono state, evidentemente, isolate a dovere e ciò ha provocato gravi danni.

Un governo precario

Le difficoltà nella gestione della crisi sanitaria potrebbero riflettersi sulla tenuta dell’esecutivo Lofven che, sin dalla sua formazione, può contare su numeri poco confortanti nel Riksdag, il Parlamento di Stoccolma. Il governo è formato dal Partito Socialdemocratico e dai Verdi, che insieme hanno 115 seggi su 347 e sopravvive grazie all’appoggio esterno fornito da dal Partito di Centro e dai Liberali, che in precedenza erano schierati con l’opposizione di centro-destra. Il supporto degli ex-conservatori garantisce al primo ministro appena 167 scranni e non la maggioranza assoluta dei seggi. I sondaggi diffusi nel mese di maggio sembrerebbero però confortanti: i Socialdemocratici dovrebbero riscuotere, in caso di nuove elezioni, una percentuale di consensi oscillante tra il 27.8 ed il 33.1 per cento dei voti mentre i Verdi navigano intorno al 4 per cento ed i Moderati, principale partito di centrodestra, si attestano al 20 per cento. Poco distanti ci sono i Democratici Svedesi (destra), che oscillano tra il 16 ed il 20 per cento dei voti.

Il ruolo dei Democratici

Jimmie Akesson, leader dei Democratici, ha espresso pesanti critiche nei confronti del governo e dell’Autorità Sanitaria guidata da Tegnell che, a suo dire, dovrebbe lasciare l’incarico a causa dell’alto numero di casi e di morti. Secondo Akesson sono stati commessi dei gravi errori a cui non è stato poi posto rimedio. La strategia è chiara: evidenziare i punti deboli dell’esecutivo, sperare in una sua implosione e superare i Moderati, il cui leader Ulf Kristersson ha espresso giudizi pacati sull’operato del Primo Ministro. Questo piano d’azione potrebbe avere successo ma ad una condizione, anzi due. Un aggravamento del quadro sanitario svedese ed una serie di clamorosi passi falsi da parte del premier Lofven. In questo caso il Partito di Centro ed i Liberali potrebbero ritirare il proprio supporto e far collassare l’esecutivo ben prima dei prossimi comizi elettorali previsti per il 2022.