Dopo mesi di roboanti campagne mediatiche, di sovraesposizione social e di scarsa volontà di approfondimento critico delle sue proposte politiche, Alexandra Ocasio-Cortez, la giovane pasionaria della sinistra democratica Usa, affonda al Senato assieme al suo Green New Deal. Nella giornata del 26 marzo, infatti, il leader repubblicano della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, ha spinto sull’acceleratore chiedendo un voto procedurale preliminare sulla misura proposta dalla giovane deputata di New York per spingere il suo partito a prendere una posizione netta.

Il risultato è stato un vero e proprio bagno di sangue: il “Green New Deal” della Ocasio è stato respinto con una maggioranza di 57 voti a zero, con 43 democratici astenuti e, riporta il New York Post, “due loro senatori, Joe Manchin della West Virginia e Kyrsten Sinema dell’Arizona, schierati coi repubblicani per il No”.

Messa alla prova del fuoco, la proposta della Ocasio si è rivelata essere una quinta illusoria ritrovatasi a coprire la più completa inconsistenza. Quasi una manifestazione concreta della vacuità della proposta politica che la giovane deputata, considerabile la prima politica completamente social della storia statunitense, porta avanti. Approssimativa, velleitaria e non basata su una solida proiezione concreta. Nonché completamente priva di empatia verso la vita quotidiana dei cittadini statunitensi. Di questa leggerezza, il Green New Deal era la più palese manifestazione. La Ocasio-Cortez vorrebbe, in sintesi, “che gli States salutassero per sempre l’energia fossile, a favore delle rinnovabili”, scrivono Gli Occhi della Guerra.

“Questo è il canovaccio centrale, poi ci sono una serie di aspetti ausiliari, come ridurre in modo drastico il numero gli aerei in circolazione, invitando le persone a muoversi attraverso le rotaie. Sembra di stare dalle parti della “decrescita felice”, ma qualche candidato di peso ha già sposato la causa”, senza che la giovane deputata democratica abbia minimamente chiarificato come intende tramutare queste aspettative in proposte concrete. Nel testo della proposta del Green New Deal, le problematiche ambientali vengono approssimativamente sommate senza proporre approcci sistemici, mettendo ad esempio fianco a fianco l’impatto delle flatulenze delle mucche (c’è proprio scritto “farting cows”) e degli aeroplani. Si scomoda Franklin Delano Roosevelt per ottenere Alfonso Pecoraro Scanio, in poche parole.

I democratici vivono una fase di aperta conflittualità interna, che ha spinto all’ascesa della componente più radicalmente di sinistra in seno al partito. La Ocasio, di questa corrente, è l’appassionata animatrice, potenziale arma segreta per la vittoria delle elezioni presidenziali del 2020. Da parte dei Repubblicani, chiaramente. Perché tra l’ambientalismo sfrenato e altre battaglie di retroguardia come la guerra al Columbus Day i democratici stanno nuovamente lasciandosi sfuggire l’occasione di presentare una piattaforma politica credibile. Capace di sfidare Trump nelle sue roccaforti dell’America profonda, di parlare al voto operaio che, anche al netto delle numerose promesse elettorali ancora non mantenute, sente Trump più vicino dell’establishment democratico, che con Joe Biden rischierebbe una nuova disfatta, ma anche dei progressisti più zelanti come la Ocasio.