Dalla Nuova Via della Seta alla Nuova Via della Seta “medica” il passo è breve. Ora che la luce in fondo al tunnel sembra più vicina che mai, la Cina ha iniziato a volgere lo sguardo oltre i propri confini nel tentativo di aiutare i Paesi invischiati nella battaglia contro il nuovo coronavirus.

Messaggi di vicinanza, medici, mascherine, tute, ventilatori polmonari. Il Dragone ha già inviato i suoi aiuti all’Italia e si appresta a farlo anche con altri Paesi. Sia chiaro: a Pechino nessuno intende fare beneficenza a pioggia e nessuno regala niente per niente. E allora che cosa ci guadagna la Cina? Il discorso è più complesso di quanto non si voglia far credere.

Innanzitutto il governo cinese deve ancora cancellare completamente le accuse in merito allo scoppio dell’epidemia, poi diventata pandemia. Neanche un mese fa l’opinione pubblica aveva trovato nella Cina il colpevole numero uno della diffusione del Covid-19 nel mondo intero. Quelli erano i giorni più neri per Xi Jinping, accusato di aver insabbiato di proposito quanto stava accadendo a Wuhan. Ora lo scenario è completamente capovolto: Xi ha saputo sconfiggere (o quantomeno controllare) il Covid-19 e tutti, adesso, imitano le misure adottate dal presidente cinese nella provincia dello Hubei.

Come cambia la narrazione

Si inizia a intravedere la prima metamorfosi. La narrazione cambia: la Cina da untrice diventa un esempio da imitare e i suoi consigli sono manne dal cielo. Perfino l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) è arrivata a dire che l’unico modello in grado di contrastare la diffusione del Covid-19 è quello messo in campo dai cinesi.

Il primo Paese europeo a imitare in piccolo la Cina è l’Italia. Seppur attraversando due step distinti e lasciando ancora una certa libertà di spostamento ai cittadini, il premier Conte ha provato a riadattare il “modello Wuhan” alla democrazia italiana. La Cina, a questo punto, è passata allo step successivo: inviare aiuti concreti. Anche in questo caso la prima nazione a ricevere il salvagente di Pechino è l’Italia. E così, come per magia, sui social network i messaggi di odio verso il governo cinese si sono trasformati in espressioni di giubilo.

Altro giro, altra corsa. Dopo pochi giorni è la Spagna a ricevere l’assist del Dragone. Secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha dichiarato che la Cina aiuterà la Spagna a combattere l’epidemia di Covid-19. Un aiuto che si concretizzerà, come nel caso dell’Italia, in assistenza medico-sanitaria e nella fornitura di dispositivi di protezione individuale. Ma questo potrebbe essere solo l’inizio. Già, perché c’è anche chi ha iniziato a invocare l’aiuto del governo cinese. Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha proclamato lo stato di emergenza nazionale a causa del nuovo coronavirus. Non solo: Vucic ha definito la solidarietà europea una favoletta e affermato che la Cina sarebbe stato l’unico Paese in grado di aiutare il popolo serbo.

La Nuova Via della Seta “medica”

La Cina è quindi pronta a sfruttare dal punto di vista geopolitico la sua “vittoria” contro il Covid-19 per rafforzare rapporti già consolidati e, parallelamente, avviarne di nuovi. Se nella narrazione cinese la Nuova Via della Seta aveva l’obiettivo di creare una comunità commerciale condivisa in cui tutti avrebbero guadagnato qualcosa (la famosa logica del “win-win”), la Nuova Via della Seta “medica” non è altro che un surrogato della Belt and Road al tempo della pandemia di Covid-19.

Il ministro Wang Yi, non a caso, continua a ripetere che la Cina ha fatto importati progressi nella lotta contro l’epidemia, che “l’epidemia non ha confini” e che Pechino “è disposta a fornire l’aiuto necessario in base alle esigenze di altri Paesi”. La spiegazione propagandistica è semplice: l’umanità è una “comunità con un futuro condiviso” quindi la lotta contro il Covid-19 deve essere concepita come “una responsabilità comune”. In mezzo a tutto questo la Cina immagina di vestire i panni del gigante buono pronto ad aiutare chi è in difficoltà. Certo, l’azione del Dragone oggi è una manna dal cielo. Domani chissà.

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