È un duro attacco quello lanciato dal segretario della Nato Jens Stoltenberg nei confronti della Cina e della Russia, riportato dal quotidiano La Repubblica. Stando infatti alle sue parole, le autorità nazionali e le organizzazioni private dei suddetti Paesi avrebbero portato avanti una campagna di disinformazione nei confronti dell’Occidente, con lo scopo di destabilizzare il più possibile i firmatari del Patto del Nord Atlantico. La denuncia – che segue quella dell’Unione europea nei confronti di Mosca – arriva in un momento molto particolare, nel quale l’Europa e gli Stati Uniti stanno procedendo con una graduale ripartenza dopo il lockdown e sono tornati a discutere di questioni commerciali e militari sui tavoli internazionali anche con i due colossi asiatici. E in questa situazione, il rischio che la tensione tra il blocco euro-americano e quello asiatico sbocchi in una nuova gelata diplomatica è molto alto.

Si avvicina una nuova Guerra fredda?

I duri attacchi compiuti dal presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e dal segretario di Stato Mike Pompeo nei confronti della Cina hanno contribuito già nelle scorse settimane ad un nuovo raffreddamento dei rapporti tra Washington e Pechino. L’evidenza la si può riscontrare nelle nuove promesse di chiusure commerciali e nel tentativo portato avanti – in realtà già da mesi – dagli Stati Uniti di isolare il più possibile la Cina dai suoi alleati asiatici.
Prendendo però le difese di Pechino, dal canto suo la Russia ha già scelto di non portare avanti una campagna di ritorsioni internazionali per via della diffusione del coronavirus, che proprio in queste ore sta mettendo a ferro e fuoco il Paese. E valendo la logica del “con noi o contro di noi”, anche in questa situazione Vladimir Putin non può che essere visto come un rivale da parte del blocco della Nato, sempre più allineato con la teoria americana della fuga del virus dal laboratorio di ricerca cinese di Wuhan.

In questa situazione, dunque, diviene palese la nascita ancora una volta di due blocchi che si minacciano battaglia a colpi di ripercussioni commerciali, in cui si sono già delineate le posizioni della quasi totalità degli attori internazionali. E con la Russia e la Cina anteposte ancora una volta all’Occidente, il paragone con la Guerra fredda appare sempre più vicino ed in grado di calare ancora una volta il Mondo in un duro inverno dal quale l’economia e la società globale usciranno profondamente modificate.

In ballo ci sono anche i trattati internazionali

Dopo la dichiarazione americana di volersi ritirare dal trattato dell’Open Skies per non dover più mantenere la trasparenza nei confronti di Mosca, gli Stati Uniti potrebbero essere intenzionati far saltare anche gli attuali accordi sugli armamenti nucleari dettati dall’accordo Start. Con la chiamata in causa di una Cina che ha apertamente dichiarato la propria volontà di triplicare i propri arsenali nucleari risulta chiaro come un nuovo trattato – nonostante le aperture di Mosca – non abbia nemmeno le basi per poter vedere la luce. E in assenza di questi due pilastri della stabilità internazionale – considerando le tensioni in crescita – il rischio di una nuova polarizzazione del Mondo  appare sempre più vicina.

Un ritorno agli anni ’60?

Dalla caduta del muro di Berlino in avanti ci siamo abituati a vivere in un mondo in cui tutte – o quasi – le barriere erano state abbattute e nella quale forse quanto mai prima abbiamo potuto apprezzare le bellezze – ed i pericoli – cosmopolitismo. Che la pandemia di coronavirus avesse in parte cancellato questo concetto è divenuto chiaro sin dai giorni dei primi contagi europei, nei quali il “fallimento” del globalismo si è mostrato con tutta la sua forza e con tutta la sua irruenza. Tuttavia il fatto che ciò potesse sfociare anche in una nuova serie di tensioni internazionali era una possibilità più remota, alla quale forse ancora non abbiamo fatto in tempo ad abituarci.

Le pressioni americane sul Regno Unito di non scendere ad accordi commerciali con Pechino, le incursioni diplomatiche di Stati Uniti e Cina per cercare di sottrarre alleati alla controparte e le accuse internazionali non sono che la punta dell’iceberg dei problemi geopolitici attuali. Problematiche che, con buona approssimazione, potrebbero cambiare per sempre il volto degli equilibri e del commercio internazionale, guidandoci verso una nuova era di gelo internazionale.

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