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In Tunisia sta prendendo forma in questi giorni la nuova veste istituzionale del paese uscito da un mese intenso di elezioni, le quali hanno portato prima al rinnovo del parlamento e dopo alla scelta del nuovo presidente. Quest’ultimo, ossia il costituzionalista Kais Saied, è entrato nel pieno delle sue funzioni nelle settimane scorse dopo il giuramento. Il parlamento solo adesso sta entrando nel vivo della sua operatività: nella giornata di mercoledì, è stato eletto il nuovo presidente della camera tunisina, ossia Rachid Ghannouchi.

Chi è il nuovo presidente del parlamento

La sua nomina ha colto di sorpresa un po’ tutti: Ghannouchi infatti ha sempre rappresentato una figura ben schierata, ben famosa per le sue posizioni, ben addentro alle dinamiche politiche della sua area di riferimento. Al momento della scelta del nuovo presidente, sembrava che l’incarico dovesse andare ad una personalità maggiormente super partes. Rachid Ghannouchi è uno dei fondatori di Ennadha, il partito di riferimento della galassia islamista tunisina. La formazione, legata al mondo dei Fratelli Musulmani, ha ottenuto la maggioranza relativa nel nuovo parlamento conquistando 52 seggi nelle legislative di ottobre. Una cifra che non è valsa la maggioranza assoluta, ma che ha posto Ennadha nella condizione di esprimere il nuovo presidente del parlamento.

E dopo consultazioni durate circa un mese, alla fine la quadra è stata trovata attorno al suo leader: Ghannouchi è stato eletto anche con i principali rivali di Ennadha, ossia con quelli dei deputati della formazione Qalb Tounes, il partito fondato dal magnate delle tv Nabil Karoui. Una scelta, quella di convergere su Ghannouchi, che ha spaccato e non poco la stessa opposizione, la quale adesso sta accusando alcune importanti defezioni. Intanto il leader di Ennadha, che verosimilmente lascerà la guida del partito, si gode il suo momento di gloria: per lui, in esilio per anni durante l’era del defunto presidente Ben Alì, diventare seconda carica dello Stato rappresenta molto più di una semplice vittoria.

Una Tunisia in mano agli islamisti?

E subito dopo la sua elezione, Ghannouchi da nuovo presidente del parlamento ha espresso le sue considerazioni circa la formazione del nuovo governo tunisino, ancora in alto mare per via della frammentazione interna al parlamento uscito dalle scorse legislative. Secondo Ghannouchi, il prossimo premier deve essere di Ennadha o di personalità affini al movimento legato alla fratellanza musulmana. Dunque, il suo partito aspira in questa fase a prendere tutte le principali cariche istituzionali tunisine. Ennadha, dopo essere riuscita a far eleggere il proprio leader quale numero numero della Camera, adesso ha molte chance di esprimere anche il futuro capo dell’esecutivo. E la Tunisia dunque potrebbe effettuare una virata sempre più dirompente verso gli ambienti collegati all’Islam politico.

Alcuni osservatori nelle settimane scorse hanno considerato anche il nuovo presidente Kais Saied come espressione di Ennahda, tuttavia sotto questo fronte la situazione appare diversa. Il capo dello Stato ha sì espresso in passato posizioni conservatrici ed in occasione del ballottaggio ha ricevuto il sostegno da parte del partito islamista, ma dopo la sua elezione ha specificato di essere indipendente e di non voler toccare la legislazione che fa della Tunisia un paese laico. In ogni caso, Ennadha oramai è pronta ad avere nelle sue mani due delle tre principali cariche istituzionali. E questo, per il paese nordafricano, costituirà un forte elemento di novità.

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