La fumata bianca tanto attesa è arrivata. La Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha ricevuto il via libera dal Parlamento europeo, ed è adesso pronta a insediarsi ufficialmente. La squadra della tedesca ha ricevuto 461 voti a favore, a fronte di 157 “no” e 89 astensioni: quanto basta per alzare il piede dal pedale della frizione e accelerare. La nuova “signora d’Europa” ha spiegato nel dettaglio i punti sui quali poggerà la nuova linea politica dell’Unione europea, che si troverà ad affrontare un percorso complicato e pieno di insidie. Oltre alle tante problematiche interne, come la questione immigrazione, la Brexit, e il rafforzamento dell’unione monetaria ed economica, nel discorso della von der Leyen hanno trovato spazio anche diversi argomenti di portata globale, tra cui la lotta contro il cambiamento climatico ma, soprattutto, i criteri da seguire per intrattenere relazioni internazionali proficue con Cina e Stati Uniti.

Il messaggio chiave impacchettato e spedito ai due colossi lascia presupporre che l’Europa abbia intenzione di ridefinire sia i rapporti con l’alleato americano quanto quelli con l’ambiguo Dragone. Pechino, ad esempio, è ancora concepito come una minaccia latente da molti governi europei, ancora diffidenti nel lasciare campo aperto alle aziende provenienti da oltre Muraglia. L’Unione europea non può più permettersi di perdere occasioni del genere, ed ecco perché von der Leyen ha intenzione di allontanare il più possibile Bruxelles da ogni possibile logica da Guerra Fredda.

Tra Cina e Stati Uniti

In altre parole, la Commissione von der Leyen rispetterà Stati Uniti e Cina solo se a sua volta riceverà altrettanto rispetto. Certo, affinché l’Europa possa ricoprire davvero “un ruolo guida” nel mondo è necessario che i singoli Paesi membri ragionino e agiscano seguendo una logica comune e condivisa, e non certo sposando mille posizioni di convenienza, per giunta l’una differente dall’altra. E la vera sfida di Ursula sarà proprio convincere i singoli governi a sposare qualcosa che vada oltre la mera unione monetaria. Insomma, siamo di fronte a una missione impossibile, e che deve fare i conti con i piani di Emmanuel Macron. Già, perché anche il capo dell’Eliseo sogna un’Europa forte e unita capace di insediarsi tra Stati Uniti e Cina, ma la sua idea prevede che questa ipotetica nuova Ue sia a trazione francese e non più controllata da Bruxelles. Insomma, si tratta solo di scegliere quale progetto sposare: l’Europa “francese” di Macron oppure quella tecnocratica di Bruxelles.

I rapporti con Washington e Pechino

In ogni caso, tornando alla nuova Commissione, von der Leyen ha parlato espressamente delle difficoltà che hanno minato il legame tra Europa e Stati Uniti: “Ci sono senza dubbio dei problemi, ma i legami transatlantici hanno passato la prova del tempo”. Tradotto: stringiamo nuovi patti, ma sappiate che “la mia Commissione non avrà paura nel parlare la lingua della fiducia e dell’assertività”. Allontanarsi da Washington non significa finire tra le braccia di Pechino ma restare a metà strada.

Eppure, qualche mese fa, la Cina non era rimasta affatto entusiasta delle nuove nomine europee anzi, il Dragone aveva (e continua ad avere) numerosi dubbi sulla figura di von der Leyen. La tedesca ha più volte criticato Pechino per le ripetute violazioni dei diritti umani, e questo non è certo il biglietto da visita ideale per le imprese cinesi statali desiderose di investire in Europa. Non è finita qui, perché la “signora d’Europa” ha collezionato altre uscite degne di nota sullo stesso tema. Una volta arrivò a chiedere che l’Ue trattasse la Cina proprio come la Russia, con sanzioni e pugno duro, mentre in un’altra occasione disse che il sistema politico cinese, prima o poi, sarebbe imploso per mancanza di libertà. In attesa di capire se il Dragone ha perdonato o meno la tedesca, il piano di von der Leyen è duplice: staccarsi dagli Usa per quanto riguarda l’ambito militare e avvicinarsi alla Cina sul lato commerciale, prescindendo dalla Nuova via della Seta.