Anche la Nato entra definitivamente nella lotta al Coronavirus e lo fa in modo deciso. Per vincere questa “guerra” i ministri degli Esteri dei Paesi dell’Alleanza Atlantica hanno deciso -in una riunione in videoconferenza- di affidare il ruolo di guida nel coordinamento del sostegno militare al generale Tod D. Wolters, comandante supremo delle forze alleate in Europa (Saceur, Supreme Allied Commander Europe). Un approccio di fatto identico a quello di un conflitto con la differenza che in questo caso l’avversario è un virus, non uno Stato o un gruppo terroristico.

Pronto un piano di intervento

Al generale statunitense, ex-comandante delle forze aeree in Europa, è stato affidato quindi il compito di stilare un piano operativo per contrastare l’epidemia di Coronavirus, inviando -laddove necessario- il necessario sostegno delle forze armate. Non ci saranno solamente i medici militari a essere chiamati in causa, ma anche la logistica e il genio saranno chiamati a garantire il necessario supporto agli operatori sanitari. La decisione presa a Bruxelles, come spiegato dal segretario generale Jens Stoltenberg, è un modo per dimostrare che la Nato continuerà a rispondere in maniera decisa per supportare un Paese membro nel far fronte a qualsiasi crisi.

Nell’affrontare il principale tema all’ordine del giorno della riunione, i ministri degli Esteri dei diversi Paesi membri si sono concentrati nell’organizzare una gestione centrale della crisi, uniformandola con quella in caso di conflitto. In questo modo, tramite il Saceur, sarà possibile stilare una vera e propria strategia che prevederà la creazione di ponti aerei volti a garantire il rifornimento e il trasporto di forniture mediche laddove necessario. Un’operazione prettamente logistica, ma che -in parte- sarà anche un banco di prova reale per le diverse procedure Nato di soccorso militare, applicabili in linea teorica in caso di guerra.

Non solo però, perché la centralizzazione verso Mons -città sede del quartier generale supremo delle forze alleate in Europa (Shape, Supreme Headquarters Allied Powers Europe)- darà modo di rendere più omogeneo e organizzato l’intero sistema di solidarietà messo in moto in alcuni Paesi. Come è stato riportato dal Frankfuter Allgemeine Zeitung, infatti, finora gli aiuti inviati dalla Repubblica Ceca (probabilmente anche quelli dalla Polonia) a Italia e Spagna sono stati forniti sotto egida Nato e non attraverso l’Unione europea, al pari di quelli giunti dalla Turchia.

Le altre questioni sul tavolo

Sul tavolo virtuale del meeting tra ministri degli Esteri, però, non c’è stato solo il Coronavirus, perché si è dibattuto anche delle missioni in Iraq e in Afghanistan. In entrambi i frangenti l’obiettivo dell’Alleanza Atlantica è di far sì che si possa arrivare a una reale stabilizzazione il prima possibile. Nel caso dell’Iraq la linea seguita è stata quella di permettere una riduzione dell’impegno degli Stati Uniti per scongiurare un peggioramento dei rapporti con l’Iran. Per far ciò sarà potenziata la missione di addestramento delle forze irachena, nella quale saranno fatte confluire alcune competenze attualmente della Coalizione internazionale anti-Isis guidata dagli Stati Uniti.

Per quel che riguarda l’Afghanistan è stata ribadita la necessità di monitorare costantemente la situazione e la corretta applicazione delle condizioni poste nella firma dell’accordo tra Stati Uniti e talebani. Quest’ultimi, infatti, non rispetterebbero pienamente il cessate il fuoco concordato, tant’è che Stoltenberg ha sottolineato che “non è stata presa alcuna decisione per un’ulteriore riduzione del personale impegnato”. Parole che fanno immaginare come il disimpegno Nato andrà avanti in maniera limitata quantomeno finché non ci saranno tutte le condizioni per una reale pacificazione del Paese, al momento ancora decisamente lontana.

Nonostante l’epidemia di Coronavirus, per la Nato rimane di elevata importanza mantenere le attuali posizioni e di continuare sulla strada dell’allargamento a Est. Nel meeting si è parlato infatti anche delle tappe per l’adesione all’Alleanza della Georgia e dell’Ucraina, per le quali sono stati stanziati aiuti -anche economici- necessari per cercare di contenere la diffusione del Coronavirus. La lotta contro questo nemico invisibile sembra stia rinforzando i legami atlantici, specialmente per la necessità di stilare piani di intervento comuni e globali per sconfiggerlo definitivamente. Il prossimo passo per valutare i primi interventi sarà la riunione dei ministri della Difesa programmata per la metà di aprile.

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