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Ufficialmente, come già detto nella giornata di lunedì, si è trattato di una decisione arrivata per “motivi di sicurezza”. Il raid che sabato sera a Tripoli ha provocato la morte di 28 ragazzi dell’accademia militare ha destato l’effettiva preoccupazione dei nostri servizi segreti e di quelli occidentali circa la sostenibilità delle condizioni di sicurezza nella capitale libica. E dunque, la missione del ministro degli esteri Luigi Di Maio, assieme a quella dei colleghi europei, è stata rinviata sine die. Tuttavia, era chiaro come l’operazione diplomatica europea remasse dritta verso un assoluto insuccesso. E dunque l’emersione di problemi di sicurezza, in fin dei conti, ha permesso al Vecchio continente di salvare qualche lembo di pelle in più di faccia. Ma da Roma, così come da Parigi e da Berlino, gli aerei con a bordo i titolari delle rispettive diplomazie si sono comunque levati in volo, anche se con destinazione Bruxelles.

Vertice straordinario dei ministri degli esteri

Così come annunciato dallo stesso Luigi Di Maio, è stato deciso nelle ultime ore del giorno dell’Epifania di programmare un incontro tra i ministri europei per discutere in modo particolare di Libia: “Fra poco sarò a Bruxelles – ha scritto lo stesso titolare della Farnesina in questo martedì mattina – per un vertice straordinario insieme ai miei omologhi europei di Francia, Germania, Gran Bretagna e con lo stesso Borrel. Fino all’ultimo abbiamo provato con la missione in Libia, ma dopo l’attacco all’Accademia militare, che abbiamo condannato con forza, sono ovviamente venute a mancare le condizioni di sicurezza”. Sotto il profilo logistico, è stato semplice programmare la riunione straordinaria di Bruxelles: i piani di volo per la Libia erano già stati predisposti e gli appuntamenti in agenda coordinati in previsione della missione nel paese nordafricano. Annullato quest’ultimo appuntamento, il “buco nero” venutosi a creare nelle agende è stato facilmente colmato con la trasferta nella capitale belga.

Qui a vedersi sono gli stessi attori che dovevano andare nelle stesse ore a Tripoli prima ed a Bengasi poi. Ossia, i ministri degli esteri di Italia, Francia e Germania, assieme al titolare della diplomazia di Londra, oramai da considerare fuori dall’Ue per via delle note novità sulla Brexit. A sovrintendere è il responsabile unico della politica estera comunitaria, Joseph Borrel. L’incontro, secondo le aspettative della Farnesina, deve servire a creare le basi per arrivare ad una posizione comune sulla Libia e ad un piano tra i vari paesi europei in grado di far rientrare il vecchio continente tra i protagonisti del dossier libico.

La nuova missione in Egitto

Lo stesso format verrà poi replicato, o quasi, nella giornata di mercoledì, quando i ministri degli Esteri protagonisti della riunione di Bruxelles si recheranno ad Il Cairo. Ad annunciarlo è stato, nelle scorse ore, il ministero degli Esteri egiziano in un comunicato ripreso dall’emittente libica 218Tv. Già nei primi giorni del nuovo anno da Il Cairo era arrivato l’invito ufficiale da parte del ministro Sameh Shoukry, rivolto al ministro Di Maio. Oltre a lui però, saranno presenti anche i rappresentanti della Francia, dell’Ue e di altri due paesi europei maggiormente interessati di recente al dossier libico: Grecia e Cipro. Atene e Nicosia nelle ultime settimane sono risultate molto in sintonia con Il Cairo, per via della comune preoccupazione sul memorandum firmato tra il governo libico guidato da Al Sarraj e la Turchia.

In particolare, Tripoli ed Ankara hanno individuato nell’accordo dei nuovi confini delle rispettive Zee, le Zone Economiche Esclusive, che di fatto tagliano fuori Grecia, Cipro ed Egitto dalle rotte commerciali del Mediterraneo orientale. L’iniziativa diplomatica del governo de Il Cairo, tra i principali sostenitori di Haftar, va dunque vista in questa ottica ed ha l’intento di trovare un fronte comune con l’Europa per scongiurare lo spauracchio delle pretese turche in Libia. La riunione egiziana si terrà, non a caso, nello stesso momento in cui ad Istanbul si incontreranno Putin ed Erdogan, i quali discuteranno anche del dossier libico. Intanto a muoversi è anche la Germania, che prova a “salvare” la sua iniziativa relativa alla conferenza di Berlino: giorno 11 gennaio infatti, Angela Merkel sarà ricevuta dal presidente russo a Mosca, con gli occhi che andranno ovviamente anche sulla Libia.

Diversi dunque gli incontri programmati, messi sul piatto della diplomazia, da parte dell’Europa. Tentativi, come già scritto nei giorni scorsi, affannosi di rientrare in gioco in una Libia in cui di fatto le chiavi sono oramai passate ad altri attori, Russia e Turchia in primis. Recuperare il terreno per l’Italia ed il vecchio continente appare per il momento una vera e propria chimera.

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