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Il primo ministro malese Mahatir Mohamad ha rassegnato le dimissioni nella giornata di lunedì provocando una grave crisi politica a Kuala Lumpur e generando dubbi sulla possibile tenuta del governo di opposizione guidato dalla cosiddetta Alleanza della Speranza (Pakatan Harapan). Mahatir, che ha 94 anni ed è il premier più anziano al mondo, continuerà però a ricoprire, provvisoriamente, la carica di capo del governo come richiestogli dal sovrano del Paese. L’anziano leader politico ha poi abbandonato ogni incarico all’interno del suo stesso movimento, il Parti Pribumi Bersatu Malaysia e dell’Alleanza della Speranza. La decisione di Mahatir fa seguito ad una fase di gravi tensioni politiche all’interno della coalizione di governo e ad una serie di voci che suggerivano come il premier avesse intenzione di formare un esecutivo che escludesse il suo successore designato Anwar Ibrahim, con cui ha avuto relazioni difficili e complesse.

Una situazione complessa

L’Alleanza della Speranza, guidata da Mahatir Mohammad, aveva sconfitto, alle elezioni legislative del 2018, il Barisan National, capeggiato dall’Organizzazione Nazionale dei Malesi Uniti (Umno) ed al potere dal 1957. Mahatir, ex membro di spicco del Barisan National ed ex mentore del premier Najib Razak, era così riuscito a sconfiggere uno dei partiti asiatici più longevi ma aveva anche promesso di affidare l’incarico di primo ministro, entro uno o due anni, all’ex nemico ed ora partner di coalizione Anwar Ibrahim. Una promessa, quest’ultima, rinviata più volte e messa in dubbio anche dalle notizie di un incontro, svoltosi questo fine settimana, tra esponenti del partito di Mahatir e di altri schieramenti dell’opposizione, tra cui l’Umno e che, secondo alcuni osservatori, avrebbe dovuto portare alla formazione di un esecutivo alternativo a quello attualmente al potere. Il governo in carica, in ogni caso, è ormai in crisi dopo la decisione presa dal partito Bersatu di abbandonarlo e dopo una scissione interna al Pkr di Anwar Ibrahim.

Le prospettive

Non è chiaro quali potrebbero essere i prossimi sviluppi politici in Malesia. Non è escluso che lo stesso Mahatir Mohamad possa formare una nuova amministrazione con il sostegno dei partiti di opposizione ma, al tempo stesso, è anche possibile che Anwar Ibrahim possa assumere le redini del potere malgrado la scissione interna al suo movimento guidata dal vice Azmin Ali. Potrebbe anche darsi, infine, che il Paese si diriga a passo spedito verso nuove consultazioni legislative. Ognuno di questi scenari, in ogni caso, porta con se i germi dell’instabilità e di possibili turbamenti per l’economia nazionale, già segnata dalle dispute commerciali mondiali e dalla crisi generata dalla diffusione del coronavirus.  Sullo sfondo c’è, poi, un possibile ritorno delle gravi tensioni che hanno colpito il Paese negli ultimi decenni e che hanno visto contrapposte le comunità malesi, sostenute dall’Umno e quelle cinesi ed indiane. La nazione, dunque, potrebbe intraprendere una china pericolosa fatta di contrapposizioni e scontri e la breve fase di vita democratica interna potrebbe essere già terminata. I prossimi mesi saranno dunque cruciali per determinare il futuro percorso politico di Kuala Lumpur e della sua democrazia.

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