Per il 2022, il governo messicano ha predisposto l’installazione di altre otto caserme, da aggiungersi  alle 16 già presenti nello stato del Chiapas. La militarizzazione dei territori dei popoli originari, basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (Ezln), si è intensificata dal 2018, e le incursioni nelle zone amministrate dagli zapatisti sono duplicate. Nel 2014 è stato ucciso extragiudizialmente il subcomandante José Luis Solís López, conosciuto come il Maestro Galeano.

L’ultimo comunicato dell’Esercito Popolare Boricua (Epb) è del mese di marzo. Il comandante Guasábara, dello stato maggiore dell’Epb, annuncia la scomparsa, e celebra la “gloriosa lotta libertaria”, del comandante Rafael Cancel Miranda, detto Rafaelito. Miranda era stato arrestato e condannato all’ergastolo dopo l’attentato al parlamento americano a San José di Portorico del 1954. Venne graziato da Jimmy Carter nel 1979.

Lo scorso settembre, un corpo misto ha smantellato, in Paraguay, un’unità dell’Esercito del Popolo Paraguayo (Epp). Nell’operativo hanno perso la vita due bambine di 11 anni, figlie di guerriglieri e in visita all’accampamento, identificate nelle nipoti di Carmen Villalba, una delle fondatrici dell’Epp, in carcere dal 2003, con alle spalle ben due tentativi di fuga nel 2004 e nel 2007.

A ottobre, sono stati pagati in Colombia i 500 milioni di ricompensa per l’eliminazione di Andrés Felipe Vanegas Londoño, alias Uriel, terzo comandante del fronte della guerra occidentale dell’Esercito di Liberazione Nazionale (Eln). Lo stesso premier ha comunicato, alla televisione pubblica, la morte di Uriel, sul quale pendevano accuse di ribellione e terrorismo.

All’inizio di dicembre, la magistratura ha annunciato che il Partito Comunista del Perù, o Sentiero Luminoso (Pcp-Sl) e il Movimento per l’Aministia e i Diritti Fondamentali (Movadef) saranno posti a nuovo giudizio il prossimo anno. Otto dirigenti del Pcp-Sl e sei del Movadef, fra altri attivisti, rischiano pene che vanno dai 20 anni all’ergastolo, oltre al pagamento di danni alla società per quasi 700 mila dollari, nonostante alcuni di questi stiano scontando pene assegnate in precedenza.

Chi sono queste organizzazioni clandestine politico-militari che osteggiano il potere costituito in democrazie elette a suffragio universale in paesi diversi dell’America Latina?

L’Ezln fece la sua apparizione il 1 gennaio del 1994, in Chiapas, stato nel sud del Messico, con alti indici di povertà. Sin dall’inizio, si autodefinì un movimento armato indigeno. Capeggiato dal subcomandante Marcos, identificato nel 1995 nella persona di Rafael Sebastián Guillén Vicente, l’Ezln rivendicava migliori condizioni di vita per le comunità autoctone. Si opponeva all’entrata in vigore del Trattato di libero commercio dell’America del Nord e il processo neoliberale di Carlos Salinas. Gli zapatisti erano pochi, mal equipaggiati e senza una compagine consolidata, ma riuscirono a occupare sei importanti centri. Dopo due settimane di scontri sanguinosi, ripiegarono nella selva. Nel 2001, tornarono nei principali titoli internazionali con una marcia sul distretto federale, esigendo l’autonomia indigena nella costituzione della repubblica. Questa era stata negoziata nel 1996 con gli accordi di San Andrés Larráinzar, fra l’Ezln e Ernesto Zedillo, tuttavia, la legge di cultura e diritti indigeni, promulgata quello stesso anno, non includeva ciò che era stato pattato. Da allora, l’Ezln conserva la sua conformazione sociale e comunitaria nella regione de Los Altos e la Selva Lacandona. Nel 2006, ha manovrato una contro-campagna anticapitalista in quasi tutti gli stati e, nel 2018, ha lanciato una candidata presidente alle elezioni generali. A oggi, gestisce municipi autonomi, nei quali, in forma partecipativa, vengono abbordate problematiche relative a terra, lavoro, commercio, educazione  e promozione della cultura indigena. Continua a mantenere una struttura belligerante.

L’Epb venne istituito nel 1976. Soprannominato Macheteros, dal nome degli antagonisti insorti nel 1898, quando la Spagna concesse Portorico agli Stati Uniti, alla fine della guerra ispano-americana, persegue l’indipendenza e intende stabilire un governo socialista. Conta con cellule di supporto negli Stati Uniti. Dopo ripetute azioni sediziose ai danni di obiettivi americani, il suo ideatore, Filiberto Ojeda Ríos, venne soppresso dal Fbi nel 2005. Il blitz è stato sancito illegale dalla commissione dei diritti civili dell’esecutivo dopo sette anni di indagini. Alla guida del successore, comandante Guasábara, è passato dall’aggressione alla filtrazione di informazioni di intelligence e propaganda nei mass media sull’eccessiva presenza militare e abusi degli Stati Uniti, che comprendono prove di armi chimiche sul suolo portoricano, sperimenti medici su pazienti malati di cancro, e la repressione di ecologisti e sostenitori dei diritti umani. L’ideologia si giustifica sull’interpretazione storica secondo la quale con la presa della capitale ottenuto da forze locali con Pedro del Pino, e la vittoria conseguita nella battaglia di Asomante dal capitano Hernaíz, Portorico aveva sia materializzato l’affrancamento dalla corona spagnola sia ricacciato indietro gli invasori  americani, prima del Trattato di Parigi. Anche se gli esiti scaturiti non fossero chiari o conclusivi, l’isola seguì il destino di altri territori d’oltremare della Spagna – Cuba e Filippine – , dove la prevalenza statunitese era stata contundente. Per l’Epb, non solo la cessione è nulla, ma gli Stati Uniti starebbero sfruttando risorse in un regime coloniale. La lotta assume una dimensione di difesa che ha come movente il diritto all’autodeterminazione politica ed economica e come fine la sopravvivenza sociale e culturale.

L’Epp, retto su un postulato marxista-leninista, è una frangia del Partito della patria libera. Questo venne smembrato nel 2005 dalla polizia. L’Epp ebbe inizio nel 2008, con Osvaldo Villalba, e furono le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) ad addestrare la nascente leadership. Venne creato pochi mesi prima del trionfo elettorale dell’ex-vescovo cattolico progressista Fernando Lugo e proprio nell’epoca in cui la sinistra si affermava in America Latina. Lugo venne accusato di ignorare gli effettivi problemi della gente e di non voler mettere in essere una vera riforma agraria, nonostante le promesse fatte. L’Epp è radicato nel nord del Paraguay e si stima che sia integrato da 50-80 membri, capaci di tenere in scacco il governo. Il comandante in capo è Alcides Oviedo Brítez. Se non è riuscito a creare quella rete sociale, che corrisponde al sostrato e la longevità di gruppi simili, è altrettanto certo che in Paraguay le relazioni civili-militari sembrano essere irreparabili, a causa dell’eredità dei 35 anni di dittatura, la più lunga della storia del continente, di Alfredo Stroessner, e l’esercito non riesce a generare la fiducia necessaria per il successo sul campo.

Definita “l’ultima guerriglia”, l’Eln non ha firmato gli accordi di pace del 2016, al contrario delle Farc, e resiste con cellule combattenti e una fitta rete di solidarietà urbana. Sebbene il portavoce Francisco Galán abbia aderito ai colloqui, la sua legittimità, in quanto negoziatore dell’Eln, è stata molte volte revocata, complicando il dialogo. Nacque nel 1964, con Fabio Vásquez Castaño, istruito a Cuba, assieme a alcuni studenti ispirati dalla figura di Che Guevara. Venne poi soprintesa da sacerdoti vicini alla teologia della liberazione, fra cui Camilo Torres Restrepo, professore universitario marxista. Il fine è quello dell’eradicazione della povertà e le disuguaglianze fra le classi. Dati di ricerche recenti, indicano che opera nel 12 per cento dei 1.100 municipi colombiani. Nicolás Rodríguez Bautista, alias Gabino, suo attuale comandante, ha posto enfasi sui temi della protezione delle risorse naturali e la nazionalizzazione del loro sfruttamento. I suoi bastioni sono le aree minerarie e petrolifere, nelle quali ha realizzato attacchi a installazioni di compagnie straniere. Rispetto alle Farc, l’Eln ha un’attitudine più radicale e meno controllo interno; la sua composizione riflette adesioni di alto livello educativo, invece che di estrazione contadina. Dagli anni novanta, ha stabilito posizioni sulla frontiera occidentale del Venezuela. L’Eln si trova in 12 dei 23 stati di questo paese. Nel 2019, durante la crisi presidenziale, ha dichiarato che si sarebbero schierati al fianco di Maduro se gli Stati Uniti avessero tentato un’incursione.

Nel suo rapporto del 2003, la Commissione per la Verità e la Riconciliazione (Cvr), incaricata di investigare la violenza del Pcp-Sl e la sua repressione, lo definisce un’organizzazione marxista-leninista-maoista che ha intrapreso un conflitto contro lo stato e la società. Uno studio del 2009 ha corretto le stime della Cvr, attribuendo la maggior parte degli assassinati di questo confronto all’esercito. Condotto dagli anni sessanta dal professore di filosofia, ora detenuto, Abimael Guzmán, alias Presidente Gonzalo, era composto da solo 520 fra militanti e simpatizzanti ai suoi inizi, nel 1980, e non superò i 2.700, intorno al 1990, ossia nel suo momento di massima estensione e intensità. Le donne erano il 50 per cento dei coscritti e il 40 per cento dei ranghi di comando. Arrivò a soggiogare grandi porzioni di paese e intere città, nei quali impiantò un sistema parastatale, sotto il nome di Repubblica popolare del Perù o Repubblica popolare della nuova democrazia. Alberto Fujimori ne determinò il declino mediante l’utilizzo dell’intelligence controterrorista, gruppi paramilitari, e diffuse violazioni dei diritti umani, che per ironia causarono anche la caduta dello stesso, con accuse di crimini contro l’umanità. Una fazione, autodenominata Proseguir, persiste con circa cento volontari e azioni rivendicate contro forze dell’ordine.

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