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Agire con discrezione”: sembra essere questa la politica francese sul fronte libico. Dichiarazione riportate su Le Monde e fatte da un alto responsabile della Difesa francese.

Solo pochi giorni l’intelligence americana ha reso noto il pericolo che la Libia possa diventare una nuova base fissa per lo Stato Islamico. Ora dalla Francia arriva la notizia di operazioni segrete proprio in quello che è stato per anni il territorio di Muammar Gheddafi. E pare proprio che quella “struttura” che l’Isis starebbe plasmando con l’aiuto di giovani jihadisti africani sia l’obiettivo dell’esercito francese. Non si vuole vincere una guerra, si vuole eliminare il rischio di una più profonda radicalizzazione dei tagliagole. E come? Sicuramente, come conferma una fonte de Le Monde, “evitando qualsiasi impegno di tipo militare aperto”.

Attacchi mirati, precisi e soprattutto segreti condotti, sempre secondo le fonti de Le Monde, dal Servizio d’azione della direzione generale per la sicurezza esterna (Dgse). Alle azioni militari prendono parte sia militari in divisa e quindi di tipo convenzionale e dichiarato, e una parte formata da quelli che vengono chiamati “precursori” che rimangono in incognito. Le missioni sono portate avanti nella più completa segretezza e spesso le informazioni vengono passata agli alleati.

Un esempio di queste operazioni degli 007 francesi è l’uccisione a Sabrata per mano dell’Air Force statunitense del terrorista tunisino Noureddine Chouchane, considerato membro più anziano dell’Isis sul territorio libico. Operazione simile a quella che nel novembre 2015 ha portato alla morte di Abou Nabil, jihadista iracheno. In entrambi i casi, pare abbiamo agito gli agenti segreti francesi, che opererebbero in stretta cooperazione tra i servizi americani, britannici e francesi. A rivelarlo al quotidiano francese sono degli analisti esterni che affermano che la Dgse è  tanto mobilitata in Siria quanto lo è in Libia.

L’importanza e l’impiego di questo servizio d’azione all’interno della guerra contro l’Isis è sottolineato dall’estensione del ruolo del capo della Dgse, il diplomatico Bernard Bajolet. Francois Hollande ha prolungato il mandato fino al 2017, oltre il limite di età, sperando di costruire un “piano strategico” per il futuro. Una mossa che comporta anche un forte aumento del personale (850 assunzioni entro il 2019 per raggiungere 7 000 persone), partnership con gli alleati e l’aumento dell’intelligence.

Le voci su una guerra segreta in Libia rimbalzano sui media mondiali e così il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian ha lanciato un’indagine per compromissione di segreto militare, dopo la pubblicazione dell’articolo de Le Monde.  Questa sarà condotta dalla Direzione per la Protezione e Sicurezza della Difesa (DPSD), un organo del Ministero. L’entourage di Jean-Yves Le Drian non ha commentato la pubblicazione, ma ha comunque rilasciato un comunicato in cui si legge “quando operazioni segrete hanno luogo, l’obiettivo è quello che di tutelare la sicurezza delle persone e dell’operazione”.

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