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Gli Stati Uniti devono fare i conti con un problema enorme, che coincide con migliaia di cittadini deceduti ogni anno per overdose di fentanil (o fentanyl) illegale. Un problema, questo, che indirettamente chiama in causa la Cina, visto che il prodotto mortale viene realizzato grazie a materie prime cinesi. La riluttanza mostrata da Pechino nel rafforzare i controlli, tanto sulla produzione chimica quanto sulle esportazioni del suddetto materiale, ha generato uno scontro con i legislatori di Washington.

Anche perché tra i corridoi della Casa Bianca c’è chi ritiene che le materie prime cinesi giochino un ruolo chiave nell’alimentare il flusso di droghe che i cartelli messicani trasformano in fentanil, ovvero in un oppioide sintetico. La lotta imbastita dalle autorità statunitensi devono fare i conti con la politicizzazione della cooperazione antidroga messa in campo da Pechino che, secondo quanto riportato da Politico, avrebbe ostacolato gli sforzi Usa di ridurre la fornitura di fentanil e delle altre sostanze chimiche simili che inondano quotidianamente le strade degli Stati Uniti.

Numeri preoccupanti

Nel frattempo, mentre Washington punta il dito contro Pechino, e il gigante asiatico spedisce al mittente ogni accusa, i numeri registrati dai Centers for Diseases Control and Prevention sono sempre più preoccupanti. È stato calcolato che, dal 1999 a oggi, negli Stati Uniti siano morte per overdose quasi 841mila persone, 70.630 delle quali solo nell’arco del 2019. Gli oppioidi, principalmente oppioidi sintetici, sono attualmente il principale fattore di morte per overdose di droga. Tutto torna, se consideriamo che il 72,9% dei decessi per overdose da oppioidi coinvolge proprio gli oppioidi sintetici, fentanil compreso.

Ricordiamo che il fentanil è un farmaco legalmente approvato negli Stati Uniti per il trattamento del dolore. Solo che il suo utilizzo, che in teoria dovrebbe essere assoggettato alla prescrizione medica e a un rigido controllo sanitario, viene spesso riadattato a droga a scopo ricreativo. In altre parole, il fentanil finisce per essere considerato un sostituto a buon prezzo di eroina e altre sostanze stupefacenti, provocando danni sociali e sanitari enormi. Non solo: questo potentissimo farmaco è ormai stabilmente entrato nel giro di produzione e commercio illegale. Secondo quanto riferito da The Lancet, in uno scenario del genere il bilancio delle vittime per overdose di oppioidi negli Stati Uniti potrebbe salire a 1,2 milioni entro il 2029.

Che cosa c’entra la Cina

Il ritornello che ripetono i politici americani, ormai consapevoli dell’emergenza nazionale, è sempre lo stesso: “Le sostanze mortali arrivano negli Stati Uniti dal Messico ma la catena inizia in Cina”. Gli intermediari cinesi rappresentano praticamente l’unico fornitore di precursori chimici – e prodotti analoghi – del Messico. Qui entrano in campo i cartelli messicani – da Sinaloa a Jalisco New Generation – che provvedono a trasformare la merce in fentanil, il quale viene poi mescolato assieme ad altri farmaci (pensiamo alle pillole contraffatte di Xanax, Valium e Oxycontin).

Nel 2019 il presidente cinese Xi Jinping ha risposto alle pressioni di Washington sottoponendo tutte le forme di fentanil a controlli della produzione e misure anti tratta. Solo che, nel giro di qualche mese, i fornitori cinesi e i cartelli messicano hanno iniziato a contrabbandare sostanze chimiche non regolamentate. Le stesse, insomma, che possono essere trasformate proprio in oppioidi sintetici. Il governo cinese si è quindi mosso per stoppare il commercio, ma i fornitori sembrano sempre essere in grado di trovare una scappatoia. L’unica soluzione per interrompere questa catena della morte è sperare che Stati Uniti e Cina cooperino spalla a spalla. Il problema è che il clima tra le due superpotenze è avvelenato da molteplici tensioni geopolitiche. E non sarà quindi facile trovare un punto d’incontro.

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