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Un televenditore riuscito a diventare uno dei politici più popolari e più in ascesa nella sua Grecia, rappresentante di un nuovo partito di destra capace di scalzare dal parlamento Alba Dorata: è questo il principale profilo che viene ritratto di Kyriakos Velopoulos, leader di “Soluzione Greca” (Elliniki Lysi in greco), la formazione che nelle ultime elezioni è riuscita al suo primo tentativo ad entrare in parlamento, portando ad Atene dieci deputati. Un personaggio che, secondo molti analisti, è destinato a far parlare di sé non solo in patria ma anche in Europa.

La sorpresa delle ultime elezioni

Già in occasione delle europee del maggio scorso, Soluzione Greca ha dato importanti segnali di vita: nonostante il partito venga fondato solo tre anni prima, con tanto di presentazione davanti ai sostenitori all’interno del palasport del Pireo che ospita le partite di basket dell’Olympiakos, Velopoulos con la sua formazione ha ottenuto quasi il 5%. Nelle successive consultazioni legislative, tenute il 7 luglio, quella percentuale non viene raggiunta ma il risultato appare comunque sorprendente: Soluzione Greca ottiene il 3.7%, supera lo sbarramento del 3% ed entra in parlamento. Il tutto a discapito di quella che, fino a qualche settimana prima, appariva il partito di riferimento della destra greca, ossia Alba Dorata. Quest’ultimo, dopo percentuali quasi a due cifre negli anni più bui dell’austerity, va sotto lo sbarramento ed esce dal parlamento.

Molti analisti ellenici non hanno dubbi: i voti persi da Alba Dorata sono andati a Soluzione Greca. Velopoulos riesce a “vendere” il suo partito come il miglior prodotto della destra, il più importante sostenitore delle cause identitarie della Grecia. Vendere non è un verbo lontano dal lessico e dalla vita di Velopoulos: lui di professione fa proprio questo, il televenditore. Per questo motivo molti lo reputano come un mero populista capace di attrarre gli elettori allo stesso modo di come attrae i suoi spettatori (a cui promette di vendere anche lettere inedite firmate da Gesù Cristo), in un Paese come la Grecia poi dove quel genere di trasmissioni non sono relegate a repliche di vecchi programmi degli anni Novanta. In realtà, tengono a sottolineare i suoi sostenitori, Velopoulos avrebbe la capacità, proprio per via del suo lavoro, di capire il cittadino medio greco.

Capacità forse ad un certo punto sfuggita ai dirigenti di Alba Dorata, a cui in tanti rimproverano di non aver fatto un deciso salto di qualità da partito di protesta a formazione in grado di poter reggere un governo o, comunque, di stare stabilmente in parlamento. Alba Dorata non riesce, ad un certo punto, ad intercettare i voti di quei greci che mettono in primo piano la difesa dell’identità e questo lascia spazio a Velopoulos. Con il suo partito, promette adesso di portare all’intero della camera legislativa ellenica tutte le varie istanze dell’area culturale da lui rappresentata.

“Pena di morte per gli scafisti”

Velopoulos deve forse alla ratifica del trattato di Prespa la sua importante ascesa, che lo porta in breve tempo in parlamento. Lui, di Salonicco, al pari di molti greci non sopporta il fatto che da Atene parta il riconoscimento dell’uso del termine Macedonia in un altro Paese. Non importa se sia “del Nord” o sia con la dicitura “Fyrom (Former Yugoslav Repubblic Of Macedonia)”, secondo Velopoulos lo Stato confinante rappresenta solo un governo che prende abusivamente il nome della storica regione greca. Per questo porta avanti la battaglia volta a disconoscere quanto previsto a Prespa ed è questo ad aver attratto molte simpatie. Ma per ora la questione preminente in Grecia riguarda l’immigrazione: da luglio si registra un’impennata degli sbarchi ed anche se il nuovo premier di centrodestra, Kyriakos Mitsotakis, promette un giro di vite per il contrasto di questo fenomeno, sono le parole di Velopoulos ad intercettare maggiormente l’umore di molti suoi connazionali.

Le rotte dei migranti per raggiungere l'Europa (Infografica di Alberto Bellotto)
Le rotte dei migranti per raggiungere l’Europa (Infografica di Alberto Bellotto)

Il neo parlamentare elogia apertamente Viktor Orban, così come sostiene che la soluzione di Donald Trump di costruire il muro al confine con il Messico sia la migliore applicabile. Inoltre Velopoulos è fermo sostenitore dell’identità ortodossa della Grecia, da qui le sue parole di elogio anche a Vladimir Putin. Anzi, il rapporto tra il suo partito e Mosca è talmente stretto che sulla stampa greca, prima delle elezioni, “Soluzione Greca” è stato identificato come il partito della destra filorussa. Ma c’è pure chi sussurra di presunti finanziamenti arrivati dal Cremlino. Intanto, è proprio sull’immigrazione che Velopoulos si sta costruendo ulteriore popolarità: secondo il leader di Soluzione Greca occorrerebbero non solo maggiori controlli lungo il confine con la Turchia, il quale andrebbe minato, ma bisognerebbe anche trasferire i migranti in attesa di asilo in un’isola deserta.

La proposta che più fa discutere, riguarda però quella dell’introduzione della pena di morte per gli scafisti arrestati dalle autorità greche: secondo Velopoulos, solo così si può contrastare veramente chi organizza il traffico di esseri umani. Parole molto dure, che però secondo gli ultimi rilevamenti trovano i greci d’accordo, perlomeno sull’idea di essere maggiormente incisivi sul contrasto dell’immigrazione irregolare. L’elettorato ellenico, del resto, ritiene come il proprio Paese, ancora stretto dalla morsa di una devastante crisi economica, non abbia le condizioni per accogliere chi sbarca sulle isole dell’Egeo. L’idea di Velopoulos appare chiara: far sposare al suo partito la linea che in Europa è delle formazioni legate ai cosiddetti sovranisti. Da qui anche il nome della sua formazione politica che, tra ammiratori e detrattori, potrebbe ulteriormente crescere nei sondaggi dopo essere entrata in parlamento.

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