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Ospite di Maria Bartiromo su Fox News, George Papadopoulos, ex consulente della Campagna di Donald Trump nel 2016, ha spiegato di essere “estremamente riconoscente” verso per la grazia ricevuta nelle scorse ore. L’ex membro del comitato consultivo per la politica estera nella campagna elettorale di Trump durante le elezioni presidenziali del 2016, fu condannato nel settembre 2018 a 14 giorni di carcere per “aver mentito” all’Fbi durante le indagini sulle presunte ingerenze russe. Successivamente ha pubblicato nel 2019 il libro Deep State Target, un “resoconto di prima mano che dimostra il tentato sabotaggio della campagna presidenziale di Donald Trump da parte di servizi di intelligence americani e internazionali”. La grazia di Trump a Papadopoulos riguarda da vicino l’Italia perché come ha sempre dichiarato l’ex advisor del Presidente, il nostro Paese è “l’epicentro della cospirazione” ai danni del magnate.

Il Russiagate torna a scuotere il governo e l’intelligence

Facciamo un passo indietro al marzo 2016, periodo nel quale si consumerebbe il complotto contro il Presidente Usa. Secondo la ricostruzione ufficiale, il docente maltese Joseph Mifsud, ad oggi scomparso, disse a Papadopoulos di aver appreso che il governo russo possedeva “materiale compromettente” (dirt) su Hillary Clinton “in forma di e-mail”. A quel punto l’ex consulente del presidente avrebbe ripetuto tali informazioni all’alto Commissario australiano a Londra, Alexander Downer, che a sua volta riferì tutto alle autorità americane. Da qui, il 31 luglio 2016, partirono le indagini dell’Fbi sui presunti collegamenti tra Trump e la Russia, accuse che in seguito si sono dimostrate inconsistenti.

È il 12 marzo 2016 quando Papadopoulos arriva a Roma, alla sede capitolina della Link Campus. Come ha raccontato lui stesso in Deep State Target, quel giorno arriva alla Link Campus con un gruppo di colleghi della London Centre of International Law Practice, tra cui Donald Lewis, che è membro della Stanford University, Rebecca Peters e Nagi Idris. È proprio in una trattoria nella Capitale dove Papadopoulos incontrerà per la prima volta Mifsud. Come spiega La Repubblica, il nome del misterioso docente maltese da oltre un anno turba anche i vertici del governo e della nostra intelligence.

Durham consigliere speciale: presto la verità su Mifsud?

Il resto è storia. Smentite le ipotesi di collusione con il Cremlino, il governo americano ha aperto un’indagine preliminare del Dipartimento di Giustizia voluta dall’ex Attorney general William Barr e condotta dal Procuratore John Durham sulle origini del Russiagate e sul possibile complotto contro Trump, evolutasi in un’indagine penale a tutti gli effetti. Ma qual è il ruolo dell’Italia in questa vicenda? Secondo Papadopoulos l’Italia ha un ruolo centrale. Tant’è che, secondo l’ex advisor di Trump, ci sarebbe proprio Mifsud al centro dei colloqui romani fra Barr, Durham e i vertici dei nostri servizi segreti, risalenti all’estate 2019. Secondo quanto riportato lo scorso anno dal Daily Beast, infatti, Barr e Durham erano particolarmente interessati da ciò che i servizi segreti italiani sapevano sul conto di Joseph Mifsud, il docente maltese al centro del Russiagate.

E ora qualcosa sul fronte dell’inchiesta sulle origini del Russiagate si muove. Lo scorso 3 dicembre, l’ex Attorney general William Barr ha nominato John Durham Procuratore Speciale. Questo al fine di garantire a Durham, che sta indagando sulle origini del Russiagate, maggiore protezione ed evitare che possa essere licenziato dall’amministrazione Biden. Come riporta il documento citato dall’Associated Press, Barr scrive che Durham è “autorizzato ad indagare su qualsiasi funzionario federale, impiegato o qualsiasi persona o entità che abbia violato la legge riguardo alle attività di intelligence, o contro-intelligence” condotte nel 2016 nei confronti di persone collegate alla campagna di Trump. “Sebbene mi aspettassi che Durham completasse il suo lavoro entro l’estate del 2020, la pandemia da Covid-19, così come le informazioni aggiuntive che ha scoperto, gli hanno impedito di farlo” ha sottolineato Barr. Secondo un ordine presidenziale firmato poche ore fa da Donald Trump, inoltre, i documenti e le informazioni declassificate potranno essere usate nell’ambito dell’inchiesta di Durham. Tempesta atlantica in arrivo su Roma?

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