L’inaspettata vittoria del repubblicano di Glenn Youngkin in Virginia non è l’unica pessima notizia di queste ore per i democratici. A perdere, come è stato detto più o meno ovunque, non è solo un Joe Biden in grandissimo affanno e in piena crisi di consensi, ma l’ala “socialista” incarnata dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez che sta vedendo la propria linea – e le proprie battaglie – perdere ovunque fragorosamente. Nella città di Buffalo, il sindaco uscente, il democratico di lunga data Byron Brown, ha dichiarato la vittoria con il 59% dei voti per il quinto mandato contro la sfidante socialista India Walton, ferma al 41%, dopo che quest’ultima aveva vinto le primarie dem all’inizio dell’anno: vittoria non riconosciuta dall’avversario e compagno di partito. I due si erano sfidati duramente su un tema caro ai “socialisti”, quella dei budget destinati alla polizia, con Walton che aveva chiesto di reindirizzare i 7,5 milioni di dollari stanziati dal municipio per il Dipartimento di Polizia cittadino ad altre attività sociali. Una proposta che i socialisti dem hanno fatto in molte città, sull’onda emotiva delle proteste di Black Lives Matter e dell’omicidio di George Floyd.

Disfatta socialista a Buffalo

Ma – evidentemente – gli americani hanno capito i rischi di una simile strategia, troppo ideologica, volta a depotenziare la sicurezza pubblica. Lo si è visto in molte città – come Seattle – dove i manifestanti antirazzisti avevano occupato – e devastato – interi quartieri dove era stato inibito l’accesso alla polizia. “La posta in gioco è terribile ed estrema se dovesse essere eletta”, aveva dichiarato Brown in un’intervista alla Cnn, riferendosi alla sfidante. “Comprerebbe la nostra sicurezza pubblica. Aumenterebbe le nostre tasse. Attaccherebbe altri funzionari eletti. Sarebbe un incubo per ogni persona nella nostra comunità”. Walton aveva replicato alle dure accuse del sindaco in carica Brown spiegando che quest’ultimo aveva “perso ogni credibilità” con gli elettori di Buffalo quando si è rifiutato di ritirarsi dopo aver perso le primarie. Vano è stato per Walton l’aiuto, in campagna elettorale, della deputata Alexandria Ocasio-Cortez, e del leader dem al Senato, Chuck Schumer, il quale aveva definito l’infermiera e attivista una “leader della comunità stimolante” con una “chiara e progressista visione per la sua città”. Nemmeno l’aiuto di Bernie Sanders è servito a granché.

Da Minneapolis a New York, i socialisti dem vincono solo a Boston

Da Minneapolis arriva un’altra doccia fredda per i liberal. Gli elettori hanno bocciato con un’ampia maggioranza l’emendamento allo statuto della città che avrebbe notevolmente limitato le dimensioni, la portata e l’influenza del suo dipartimento di polizia. Qualora avesse vinto il “Sì”, infatti, il dipartimento di polizia cittadino sarebbe stato infatti sostituito con un “dipartimento di pubblica sicurezza”, eliminando così il numero minimo di agenti pro capite richiesto dalla città e sostituendo un buon numero di agenti con assistenti sociali, esperti di salute mentale, eliminando di fatto la polizia locale e riassegnando fondi ad altri servizi cittadini.

A supportare il movimento Yes 4 Minneapolis e lo smantellamento del dipartimento di polizia della città del Minnesota c’era tutto tutto il mondo della sinistra radicale Usa, fra cui la deputata Ilhan Omar, il procuratore generale Keith Ellison, i sindacati, e svariate organizzazioni ultra-liberal sponsorizzate dal magnate George Soros: dall’altra – oltre ovviamente ai repubblicani – tutta l’ala moderata del partito, fra cui il governatore Tim Walz, la senatrice Amy Klobuchar, oltre al sindaco uscente Jacob Frey. L’unica consolazione per i progressisti arriva da Boston, grazie alla vittoria di Michelle Wu. Per il resto, i moderati del partito vincono ovunque: dalla già citata Minneapolis con Jacob Frey a Eric Adams a New York passando per Bruce Harrell a Seattle. Una sconfitta nella sconfitta per i socialisti dem, nella notte della grande vittoria repubblicana in Virginia.

diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY