Il governo federale tedesco ha intenzione di varare un provvedimento legislativo che gli consentirà di imporre misure restrittive uniformi contro il Covid-19 in tutto il Paese e di sottrarre alcune competenze in materia ai Lander. Questo, almeno, è quanto è stato annunciato da Ulrike Demmer, vice portavoce dell’esecutivo guidato dalla cancelliera Angela Merkel.  La Demmer ha dichiarato durante una conferenza stampa che non è ancora chiaro quanto velocemente verranno implementati i cambiamenti legislativi ma ha anche aggiunto (come segnalato da Xinhua e riportato da china.org) che si cercherà di agire “nel più breve tempo possibile” . Le misure restrittive verranno imposte in quegli Stati dove la situazione appare fuori controllo ma in caso di miglioramenti, nello specifico una riduzione dell’incidenza settimanale sotto i 100 casi per 100mila abitanti, i poteri normativi verranno nuovamente assunti dai governi regionali.

Berlino è in ginocchio

Non è ancora chiaro quali poteri e quali strumenti verranno utilizzati dal governo federale per implementare le restrizioni. Berlino ed i Lander sono però giunti ad un’intesa sul fatto che tra le misure da adottare ci debbano essere il coprifuoco notturno e limiti ai contatti sociali. L’incontro tra la Merkel ed i premier regionali, previsto per lunedì, è stato cancellato ma le trattative tra le parti dovrebbero continuare durante il fine settimana e ci si aspetta che il governo centrale renda note le proprie proposte il prossimo martedì. La cancelliera si sta assumendo un notevole rischio politico dato che introdurre specifici tassi di infezione nella legislazione potrebbe costringerla a chiedere il consenso del Parlamento in più occasioni, in base all’andamento della pandemia. Una presa di potere più decisa potrebbe, invece, essere bloccata dal Bundesrat, la Camera Alta tramite cui gli stati prendono parte al processo legislativo.

La chiusura dei ristoranti e dei luoghi dello svago e della cultura, implementata lo scorso novembre, non è riuscita ad arginare la terza ondata dei contagi. A peggiorare le cose ci si è messa anche la variante inglese, più contagiosa ed ormai dominante in Germania. Lothar Wieler, a capo del Robert Koch Institute (l’agenzia di stato che si occupa di monitorare la diffusione delle malattie infettive) ha dichiarato che è necessario attuare un lockdown, per un periodo compreso tra le due e le quattro settimane, al fine di spezzare l’ondata di contagi. Il ministro della Salute Jens Spahn ha invece lanciato l’allarme dichiarando che il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva, 4500 in totale, è cresciuto del 20 per cento negli ultimi sette giorni. ” Se il trend non migliora” ha chiarito Spahn (come riportato dal Guardian) “saranno troppi per il nostro sistema sanitario”.

Cosa può succedere

La Germania è sempre più vicina ad un lockdown nazionale anche se vive, ormai da mesi, in uno stato di clausura semi permanente. I negozi non essenziali sono stati chiusi alla metà di dicembre e buona parte delle altre attività non sono operative dal mese prima. Gli alti tassi di infezione da Covid persistono, però, dallo scorso ottobre e dopo un piccolo (ed illusorio) miglioramento a febbraio sono tornati a crescere dalla fine di marzo. Le uniche buone notizie sembrano venire dalla campagna vaccinale che, dopo un inizio segnato da disorganizzazione e ritardi, ha iniziato a prendere il via. Nella giornata di giovedì, ad esempio, il numero delle inoculazioni giornaliere ha toccato quota 720mila contro le 317mila dello stesso giorno della settimana precedente. Serve un cambio di passo, una svolta in grado di aiutare i tedeschi a superare questo momento complesso ed a recuperare le energie (anche mentali) necessarie per affrontare l’ultimo miglio della pandemia.

La Merkel ha scelto una strada chiara ed è quella di rafforzare i poteri del governo centrale nella battaglia contro il coronavirus. La Germania è, però, una nazione molto decentralizzata ed i 16 Stati potrebbero resistere ai tentativi di Berlino di assumere il controllo della politica sanitaria, che è una prerogativa delle regioni. Lo sforzo fatto dalla cancelliera, che ha mostrato esitazioni e contraddizioni nel corso della seconda ondata, potrebbe inoltre risultare tardivo e poco incisivo dato che anche la bella stagione, ormai imminente, darà una mano a ridurre drasticamente il tasso di contagi. La strada scelta dalla Merkel potrebbe così trasformarsi in un devastante boomerang.