La dipartita di Donald Trump dalla Casa Bianca è stata salutata in Europa con entusiasmo, nell’ottica di un miglioramento delle relazioni transatlantiche dopo quattro anni difficili segnati da tensioni fra Washington e l’Europa, soprattutto nei confronti della Germania. Era l’estate del 2018 quando Donald Trump attaccava duramente gli alleati della Nato, accusandoli di non spendere abbastanza per la difesa e di approfittarsi degli Stati Uniti anche su questo terreno, come sul fronte delle politiche commerciali. “La pazienza degli Stati Uniti sta per finire”, sosteneva il presidente americano, con un durissimo affondo a una settimana dal summit di Bruxelles dell’Alleanza Atlantica dell’estate 2018. Con l’insediamento di Joe Biden, i Paesi europei ora sperano che le relazioni con Washington migliorino. Parlando in conferenza stampa a Berlino, Angela Merkel ha detto di avere con Biden “uno spettro di accordi più ampio”. “Se vedete solo i decreti che sono stati firmati ieri, vedete che possiamo lavorare insieme di nuovo”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di convergere su questioni come il clima e l’immigrazione.

Come sottolinea anche il Financial Times, l’arrivo di Biden alla Casa Bianca è stato accolto con enorme sollievo in Germania, in passato regolarmente attaccata da Donald Trump su tutto, dal suo ampio surplus commerciale al suo sostegno al gasdotto Nord Stream 2 dalla Russia all’Europa. Angela Merkel, forte della sua grande esperienza, ha tuttavia frenato i facili entusiasmi di molti opinionisti mainstream, spiegando che non ci sarà “solo armonia” con Joe Biden. “Ci saranno anche discussioni su come fare al meglio le cose per i nostri due Paesi” ha avvertito.

“Per gli Usa la Germania continuerà a essere un problema”

Angela Merkel ha ragione, perché fra Washington e Berlino rimangono molte partite “spinose aperte” che non tramonteranno con l’uscita di scena del tycoon: dal già citato Nord Stream 2 al tema cruciale del surplus commerciale, fino alle spese Nato. Oltre agli stretti rapporti commerciali con Pechino che irritano molto gli Stati Uniti. Senza contare che, nelle scorse settimane, l’Unione Europea e la Cina hanno annunciato il “Comprehensive Agreement on Investment” (CAI), un accordo bilaterale per gli investimenti che apre il mercato cinese alle imprese dei paesi membri dell’Ue, accordo siglato sotto la presidenza di turno tedesca che ha fatto infuriare Washington. Come spiega Foreign Policy, ci sono infatti “segni inequivocabili di problemi transatlantici all’orizzonte che nemmeno l’arrivo di un’amministrazione statunitense filoeuropea non può nascondere. E quei guai vengono dalla Germania”.

Preoccupano Laschet e il Nord Stream 2

Gli Stati Uniti sono inoltre preoccupati dalle simpatie politiche del successore di Angela Merkel, Armin Laschet. Quest’ultimo, infatti, papabile candidato alle elezioni di settembre e forse prossimo cancelliere, spiega Foreign Policy, “è sotto esame per la sua passata deferenza nei confronti del presidente russo Vladimir Putin e del dittatore siriano, Bashar al-Assad”. Questo, secondo la rivista americana, sarà fonte di “divisioni transatlantiche”. Per quanto riguarda il Nord Stream 2, si tratta di un progetto rispetto al quale Joe Biden esattamente come Donald Trump si opporrà con forza. Dal 2019, la minaccia di sanzioni statunitensi ha lasciato il gasdotto Nord Stream 2 completo per circa il 94%. Al termine, il gasdotto di 1.230 chilometri terminerà a Lubmin, un villaggio costiero del Meclemburgo-Pomerania. Poco meno di due settimane fa, l’autorità marittima federale tedesca ha nuovamente approvato l’estensione dei tempi operativi del progetto a causa di “ritardi imprevisti al di fuori delle acque tedesche”. Le sanzioni sarebbero destinate alle società private coinvolte nel progetto. All’inizio di questo mese, il governo dello stato del Meclemburgo-Pomerania occidentale ha istituito una fondazione pubblica che potrebbe rilevare attività potenzialmente sanzionabili perché la fondazione “non deve temere sanzioni”, ha detto a Dw un portavoce del ministero dell’Energia dello stato. In pratica, in Germania si sta studiando come aggirare le sanzioni americane. E questo sarà uno dei primi forti elementi di attrito con l’amministrazione Biden.