Si muoverà realmente qualcosa nei prossimi mesi sul fronte immigrazione in Europa? L’insediamento della nuova commissione a Bruxelles sta coincidendo con una fase in cui la Germania appare molto più attiva su questo fronte. Da Berlino sono state avanzate alcune importanti proposte e sono stati annunciati dei bilaterali volti a creare i presupposti per nuove regole sull’immigrazione.

La proposta tedesca

A Bruxelles nella giornata di lunedì è stato il giorno delle “presentazioni ufficiali”, anche se molti degli attori protagonisti già si conoscevano. La riunione del primo consiglio di giustizia ed affari interni da quando si è ufficialmente insediata la commissione targata Ursula Von Der Leyen, è stata l’occasione per bilaterali ed incontri volti a presentare ufficialmente alcune proposte pervenute da Berlino già nei giorni precedenti. In particolare, il ministro dell’Interno Horst Seehofer ha potuto incontrare il commissario agli affari interni Ylva Johansson, così come il neo vice presidente della commissione, Margaritis Schinas.

Con loro Seehofer ha potuto parlare delle proposte tedesche, una delle quali presentata nei giorni scorsi. Secondo Berlino, sarebbe arrivato il momento di voltare pagina circa i principi stabiliti dal trattato di Dublino, oramai datato di diversi anni. In particolare, la Germania ha proposto il potenziamento dell’Easo, l’Agenzia europea per le richieste d’asilo, la quale dovrebbe intervenire nelle frontiere esterne d’Europa in funzione di “smistamento” dei migranti che vogliono approdare nel vecchio continente. A questa proposta sarebbe poi accompagnata anche quella di redistribuzione automatica degli stessi migranti. In poche parole, il principio secondo cui lo Stato di primo approdo è quello che deve sobbarcarsi l’onere delle domande d’asilo e dell’accoglienza dei migranti.

Berlino dura contro Visegrad

La proposta tedesca altro non è dunque che una revisione di Dublino e dei suoi principi fondamentali. Sul perché la Germania, dopo anni di richieste inascoltate da parte dei vari governi italiani, la stia mettendo in cantiere proprio adesso è spiegabile, come detto nei giorni scorsi, con le preoccupazioni dovute ad una possibile nuova impennata dei flussi migratori lungo la rotta balcanica. Il progetto tedesco avrebbe ricevuto a Bruxelles apprezzamenti da parte della nuova commissione, la quale a sua volta vorrebbe preparare un piano straordinario sull’immigrazione da presentare in primavera.

Ostacolo molto duro posto davanti ad un’eventuale concreta attuazione del piano tedesco, sarebbe rappresentato da un nuovo niet da parte dei Paesi del blocco Visegrad. Si tratta del gruppo formato da Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia che, soprattutto durante la crisi relativa alla rotta balcanica, hanno fatto fronte comune contro ogni ipotesi di redistribuzione dei migranti. Secondo quanto trapelato dalla riunione del consiglio affari interni Ue, Seehofer avrebbe messo sul piatto anche l’eventualità di sanzioni molto forti contro il blocco Visegrad. In particolare, se non dovessero accettare il futuro impianto della riforma sui migranti, potrebbe essere sospeso loro ogni aiuto economico. Si promette dunque battaglia da una Berlino preoccupata per i propri confini e per i propri interessi, oltre che per i sondaggi elettorali che vedono la Cdu di Angela Merkel indietreggiare a fronte di un avanzamento della destra di Afd.