Il presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, è finito nell’occhio del ciclone dopo essersi reso protagonista di una presunta gaffe diplomatica. Non accorgendosi dei microfoni ancora accesi, in un evento a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Yoon avrebbe attaccato il Congresso degli Stati Uniti per un possibile veto alla proposta del presidente Joe Biden di stanziare fondi a scopi umanitari.
“Sarebbe così umiliante per Biden se questi idioti non lo approvassero al Congresso”, si sarebbe lasciato scappare Yoon, che aveva appena incontrato Biden alla Global Fund’s Seventh Replenishment Conference a New York, secondo alcune emittenti sudcoreane.
Il presidente statunitense aveva promesso 6 miliardi di dollari per la campagna di salute pubblica che combatte l’AIDS, la tubercolosi e la malaria in tutto il mondo, per un finanziamento richiederebbe l’approvazione del Congresso.
Yoon, probabilmente non convinto delle parole di Biden, avrebbe espresso senza filtri il proprio pensiero sulla situazione. Il video delle sue parole è subito diventato virale in Corea del Sud, rimbalzando da un social all’altro. L’ufficio presidenziale della Corea del Sud ha negato che le osservazioni di Yoon fossero rivolte agli Stati Uniti.
La sua portavoce, Kim Eun Hye, ha spiegato che Yoon non aveva menzionato Biden per nome, e che le sue frasi erano state mal interpretate in quanto l’audio del filmato non era chiaro. La portavoce ha anche affermato che il leader sudcoreano si stava riferendo al parlamento della Corea del Sud e non al Congresso degli Stati Uniti.
“Disastro diplomatico”
La spiegazione fornita dallo staff di Yoon non ha convinto l’opinione pubblica. Park Hong Geun, leader di spicco del Partito Democratico sudcoreano, ora all’opposizione, l’ha definita “una scusa infondata” che cerca di coprire un “disastro diplomatico“.
Sul fronte Usa, un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale citato dal Washington Post ha fatto sapere che il rapporto tra Stati Uniti e Corea del Sud “è forte e in crescita”. “Il presidente Biden considera il presidente Yoon un alleato chiave. I due leader hanno avuto un incontro positivo e produttivo ieri a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite”, ha aggiunto.
Ma a far salire ulteriormente la tensione tra Seoul e Washington, oltre alle parole di Yoon, troviamo un importante nodo commerciale. In particolare, le nuove regole dell’amministrazione Biden sui sussidi per i veicoli elettrici, rientranti nell’Inflation Reduction Act, che elimineranno i crediti d’imposta al consumo per le case automobilistiche sudcoreane senza impianti di veicoli elettrici operativi negli Stati Uniti. Tutto questo, insomma, potrebbe seriamente danneggiare il business sudcoreano dell’automotive in Usa.
Yoon nell’occhio del ciclone
Nei giorni successivi allo scoppio del “caso”, Yoon Suk Yeol ha accusato i media sudcoreani di aver danneggiato la sua alleanza con gli Stati Uniti rilanciando notizie distanti dal reale svolgimento dei fatti.
Nel frattempo, l’Assemblea nazionale della Corea del Sud, controllata dall’opposizione, ha approvato una mozione chiedendo la destituzione del ministro degli Esteri sudcoreano per una serie di passi falsi diplomatici, – comprese le controverse osservazioni di New York – del presidente Yoon. La mozione non è giuridicamente vincolante e non sospende il ministro degli Esteri Park Jin. Ma il tentativo di estromettere un ministro chiave del gabinetto e stretto confidente di Yoon e il probabile rifiuto della mozione da parte del presidente potrebbero aggravare ulteriormente il conflitto politico tra il presidente conservatore ei suoi rivali liberali.
La mozione, presentata dal principale Partito Democratico dell’opposizione, ha ritenuto Park responsabile di quello che ha definito “un disastro diplomatico senza precedenti” derivante dal recente viaggio di Yoon in Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada.