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Altro giro altra corsa per gli elettori francesi alle prese con il secondo turno delle elezioni legislative.

Ancora astensionismo alle stelle

L’affluenza si attestava a mezzogiorno al 18,99%, in lievissimo rialzo rispetto al dato della stessa ora al primo turno (18,43%). Cinque anni fa, il dato dell’affluenza a mezzogiorno del ballottaggio era del 17,75%. Lo riferisce il sito di Le Monde. L’affluenza alle urne è uno degli elementi cruciali del voto per il rinnovo dei 577 seggi dell’Assemblea nazionale, con il presidente Emmanuel Macron che rischia di non ottenere la maggioranza assoluta dei deputati. Al primo turno di domenica scorsa, si è raggiunto un record negativo di affluenza: solo il 47,5% dei 48,9 milioni di elettori si è recato alle urne. Alle ore 17.00 l’affluenza si è attestata attorno al 38,11%, leggermente in calo rispetto al primo turno. Il presidente francese rischia di non raggiungere la maggioranza parlamentare dopo che il primo turno di votazioni ha visto il suo campo centrista insidiato dalla coalizione guidata da Jean-Luc Mélenchon.

Questa mattina, a poche ore dall’apertura dei seggi c’è già una prima vittima illustre nel campo della squadra del presidente. La nuova sottosegretaria delegata al Mare, Justine Benin, è stata battuta nella seconda circoscrizione della Guadalupa – dove gli elettori si sono pronunciati ieri come in altri territori. Secondo la regola introdotta nel 2007 e confermata anche quest’anno, Benin sarà quindi costretta a dimettersi dall’incarico di governo. Si tratta di una sorpresa, perché la sottosegretaria ha chiuso il primo turno in testa con il 31,31%, salvo poi subire il voto degli anti-macronisti al ballottaggio.

Potrebbe raggiungere il 54% il tasso di astensionismo al secondo turno delle elezioni legislative in Francia, in rialzo rispetto al 52,49% del primo turno. È quanto prevede un sondaggio di Ifop pubblicato da ‘Le Figarò.

Le prime stime alla chiusura dei seggi

Ci credono con tutte le loro forze i giovani militanti militanti venuti all’Elysèe Montmartre – teatro nel cuore di Parigi- che per l’occasione ospita la serata elettorale della Nuova unione popolare ecologica e sociale: molti di loro sono giovani, alcuni giovanissimi e credono che la coalizione ha permesso di creare mobilitazione nonostante il tentativo di Emmanuel Macron di addormentare il dibattito. A rincarare la dose, i primi risultati divulgati dal sito del quotidiano belga Le Soir, quando in Francia le urne sono ancora aperte nelle grandi città. Si tratta degli exit poll dei principali istituti di sondaggio francesi, che i media d’Oltralpe non possono ancora pubblicare, a differenza di quelli belgi. Secondo un primo sondaggio, la coalizione di Macron, Ensemble!, otterrà fra 208 e 248 seggi (ne servono 289 per aver la maggioranza assoluta). La Nupes di Jean-Luc Melenchon dovrebbe ottenerne fra 163 e 203, mentre il Rassemblement National di Marine Le Pen potrebbe avere fra 67 e 90 seggi, raggiungendo così un risultato storico. Queste previsioni sarebbero confermate da quanto emerge dalle prime proiezioni dell’Ifop diffuse dall’emittente televisiva “Lci”. La coalizione, Ensemble!, è data tra i 210 e i 250 seggi, sotto alla soglia dei 289 necessaria per ottenere la maggioranza assoluta. La Nuova unione popolare ecologica e sociale (Nupes), alleanza di sinistra guidata da Jean-Luc Mèlenchon, è invece tra i 150 e i 180, mentre il Rassemblement National di Marine Le Pen è tra gli 80 e i 100: Le Pen sarà ora in grado di formare facilmente un gruppo parlamentare di almeno 15 deputati. La leader di partito è stata rieletta nel Pas-de-Calais.

Macron perderebbe dunque la maggioranza assoluta con 224 seggi, il Nupes ottiene 149 seggi:  il Capo dello Stato subisce una battuta d’arresto mentre l’alleanza di sinistra diventa la seconda forza dell’Assemblea, l’estrema destra ottiene una svolta senza precedenti e LR è al quarto posto con 78 seggi, secondo la prima  proiezione Ipsos-Sopra Steria. Secondo le proiezioni dell’istituto Ifop, pubblicate da Le Figaro, il primo ministro francese Elisabeth Borne è stata eletta deputata nel sesto collegio elettorale del Calvados al secondo turno delle elezioni legislative. Borne avrebbe ottenuto il 52,3% delle preferenze, battendo il candidato di Nupes, Noé Gauchard, fermo al 47,7%.

I fedelissimi di Macron

La ministra della Salute francese, Brigitte Bourguignon, è stata battuta: era candidata nella sesta circoscrizione del Pas-de-Calais contro la rivale del Rassemblement National Christine Engrand, candidata del Rassemblement National. Bourguignon dovrà dunque lasciare il governo. Il ministro dell’Interno Gerald Darmanin ha annunciato sul suo account twitter la sua rielezione nella decima circoscrizione del Nord, con il 57,52% dei voti, contro il candidato dei Nupes Leslie Mortreux. Diversi fedelissimi del presidente Emmanuel Macron sono stati sconfitti nel secondo turno delle elezioni legislative di oggi. Sconfitti anche il presidente dell’Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, e il capogruppo di En Marche in parlamento, Christophe Castaner. Mentre continuano ad arrivare le notizie di ministri del governo e di personalità vicine a Macron che sono state battute, si profila la situazione con un parlamento difficilmente governabile. La forza più “moderata” con la quale il governo potrebbe negoziare, la destra dei Républicans, dovrebbe prendere fra 60 e 75 seggi, per la prima volta meno di quelli dell’estrema destra della Le Pen. Il ministro della Solidarietà francese Damien Abad è stato invece eletto nella quinta circoscrizione dell’Ain con il 57,86% dei voti. Abad nei giorni scorsi ha ricevuto delle accuse di stupro che tuttavia ancora non hanno portato all’apertura di un’indagine. Olivier Dussopt è stato eletto deputato nella seconda circoscrizione dell’Ardèche, con il 58,74% dei voti. Ha sconfitto il candidato dei Nupes Christophe Goulouzelle (41,26%). Il nuovo ministro del Lavoro, della Piena Occupazione e dell’Integrazione aveva già ottenuto il 30,04% dei voti al primo turno su un terreno dove è stato eletto dal 2007. Dussopt, indica Le Figaro, dovrebbe essere in grado di mantenere il suo posto.

Minimizza Olivier Véran, il ministro delegato incaricato dei rapporti con il Parlamento, parlando a Lci:  “Troveremo maggioranze nell’Assemblea nazionale”. Anche se la coalizione presidenziale non ha “la maggioranza assoluta stasera abbiamo la maggioranza relativa”. “Questi non sono i risultati attesi, ma rendono la nostra forza politica l’unica in grado di ottenere la maggioranza in Parlamento per poter votare sui testi”, ha detto Veran che è stato rieletto in Isère.

I risultati finali

E’ passata la mezzanotte quando a Parigi giungono i risultati finali. Sono 245 i seggi ottenuti da Ensamble! che si attesta al 38,48%; 131 seggi per Nupes, che con il suo 31,76 darà filo da torcere al partito del Presidente. Risultato storico per RN che conquista 89 seggi con il 17,21%. Saranno fondamentali anche i 64 seggi di Les Républicains, che si assestano al 7,25%.

Lo scarto si allarga fra la coalizione Ensemble! e la Nupes: resta tuttavia lontana la soglia per la maggioranza assoluta di 289 seggi. Resta, e si accentua, l’impresa di Marine Le Pen, che ha portato il Rassemblement National ad un risultato storico. Diventa quindi lei la prima oppositrice di Macron se si considerano i seggi dei singoli partiti.

 

 

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