Molti ricorderanno la foto della donna musulmana con il jihab che passa accanto a un ferito sul ponte di Westminster senza fermarsi, a seguito dell’attacco terroristico del 22 marzo scorso. Uno scatto condiviso dall’account twitter Texas Lone Star (@Southlonestar), che descrive se stesso come “un orgoglioso americano, texano e patriota”. La fotografia era accompagnata da una descrizione eloquente: “La donna musulmana non presta la minima attenzione all’orrore dell’attacco, cammina tranquillamente accanto a un uomo che sta morendo e controlla il suo telefono #PrayForLondon #Westminster #BanIslam”. Nonostante l’autore dello scatto fosse già intervenuto in difesa della ragazza, in poche ore l’immagine diventa virale e in tanti si scagliano contro la donna, tacciata di indifferenza.

Ora, secondo quanto reso noto dall’Independent e dallo stesso Twitter, l’account @Southlonestar da cui è partita l’immagine è un troll. Un account falso che sarebbe stato creato in territorio russo, uno dei 2.700 troll sotto la lente d’ingrandimento dell’US House Intelligence Committee che sta investigando sulle possibili e presunte influenze della Russia nella campagna elettorale di Trump.

L’attentato di Westminster

È il 22 marzo quando Khalid Masood, 52enne musulmano radicalizzato dall’Isis, alla guida di un furgone falcia le persone che camminano sul ponte di Westminster, a Londra, uccidendone cinque. Il post successivamente condiviso su Twitter con l’hashtag #BanIslam, raffigurante la ragazza mentre passeggia sul ponte di Westmister, all’apparenza indifferente, totalizza in pochi minuti circa 1900 retweet, diventando così virale. Ci sono però anche migliaia di utenti che accusano Texas Lone Star di manipolare la realtà: tra di loro anche l’autore dello scatto, il quale descrive la ragazza come “traumatizzata e sconvolta”. 

Texas Lone Star, un profilo avvolto nel mistero

@Southlonestar, nello specifico, aveva più 16.000 follower ed era associato a Texas Lone Star. Il suo account, individuato da Twitter come un “troll”, è stato sospeso nelle scorse ore e non risulta più visibile: nonostante ciò, facendo una ricerca più approfondita, si possono reperire alcuni vecchi status condivisi da questo profilo fasullo. Il contenuto è scioccante, e non rispecchia la descrizione emersa in queste ore: si passa dagli insulti veementi contro Trump – in occasione della visita del presidente Usa in Arabia Saudita – ad altri in cui dichiara persino di voler “stuprare la sorella” o di sostenere la mattanza dello Stato islamico contro la minoranza cristiana in Siria. Non propriamente dei contenuti in sintonia con la politica del Cremlino e nemmeno con quella del presidente Donald Trump. 

@SouthLoneStar

I thought you were above this sort of thing… pic.twitter.com/RAChhRe3wk

— SouthLoneStar (@blascii) 21 maggio 2017

Ciò che scriveva Texas Lone Star era ben oltre il “politicamente scorretto” o il limite consentito e risulta abbastanza incredibile che quel tipo di contenuti, violenti e pericolosi, abbia potuto circolare per mesi sui social, senza un adeguato controllo e senza delle restrizioni. Provvedimenti che sono arrivati, ma in maniera tardiva. Per quanto concerne invece l’origine di questa “ondata” di account falsi e troll – nonostante sia stata collegata alla Russia e, in particolare, all’Internet Research Agency (con sede a S.Pietroburgo) – rimane invece incerta e poco chiara o comunque non direttamente collegata al Cremlino, almeno per il momento.