In un contesto geopolitico in rapida evoluzione, la Russia sta intensificando i suoi sforzi per espandere la propria influenza nel Sud-Est asiatico, con particolare attenzione a Indonesia e Malesia, due nazioni chiave dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico). Questa strategia, spesso definita come un’offensiva di seduzione, si basa su una combinazione di diplomazia, cooperazione economica e militare, e un’attenta gestione delle narrazioni per sfruttare la crescente sfiducia verso l’Occidente in questi Paesi. La visita del primo ministro malese Anwar Ibrahim a Mosca il 14 maggio 2025, dove ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin, rappresenta un momento emblematico di questa strategia, che mira a consolidare partnership alternative ai sistemi dominati dall’Occidente.
Contesto geopolitico e obiettivi della Russia
La Russia sta cercando di capitalizzare il malcontento regionale verso le politiche occidentali, in particolare le percezioni di doppi standard su questioni come il conflitto israelo-palestinese e la guerra in Ucraina. In Indonesia e Malesia, Paesi a maggioranza musulmana, la narrativa russa ha trovato terreno fertile nel sottolineare le contraddizioni dell’Occidente, specialmente riguardo alla situazione a Gaza. Mosca non cerca di spingere questi Paesi a un cambiamento radicale di posizione, ma piuttosto a mantenere lo status quo delle loro relazioni con la Russia, rafforzando al contempo la propria immagine come partner affidabile e alternativo agli Stati Uniti e all’Europa.
Questa strategia si inserisce in un quadro più ampio in cui la Russia promuove coalizioni di potenze emergenti, come il BRICS, di cui l’Indonesia è recentemente diventata membro a pieno titolo nel gennaio 2025, mentre la Malesia è riconosciuta come partner. Questi legami offrono a Mosca una piattaforma per proporre modelli di governance globale alternativi, riducendo la dipendenza dai sistemi occidentali e creando un contrappeso all’influenza americana nella regione.
Diplomazia e iniziative economiche
La Russia ha intensificato i suoi sforzi diplomatici attraverso incontri di alto livello e piattaforme come il World of Opportunities: Russia-ASEAN International Business Forum, tenutosi a Kuala Lumpur nel novembre 2024. Organizzato dalla Roscongress Foundation, questo evento ha avuto un successo significativo, tanto da essere proposto come appuntamento annuale per rafforzare i legami economici tra la Russia e i Paesi ASEAN. Durante la visita di Anwar Ibrahim a Mosca nel maggio 2025, accompagnata da una delegazione di oltre 70 funzionari malesi, sono stati discussi progetti di cooperazione nei settori del commercio, degli investimenti, dell’aerospaziale e dell’energia. Questi incontri sottolineano l’ambizione della Russia di diversificare le partnership strategiche dei paesi ASEAN, offrendo alternative alle tradizionali alleanze con gli Stati Uniti e la Cina.
In Indonesia, il presidente Prabowo Subianto ha dimostrato un’apertura verso Mosca, come evidenziato dalla sua decisione di partecipare alle celebrazioni del 75° anniversario delle relazioni Indonesia-Russia nel luglio 2025, saltando il vertice del G7. Inoltre, la partecipazione del ministro della difesa indonesiano Sjafrie Samsoeddin alle celebrazioni del Victory Day a Mosca e l’annuncio che nuove navi indonesiane parteciperanno alla parata della Marina russa testimoniano un approfondimento della cooperazione in materia di sicurezza. Si vocifera anche di un rinnovato interesse dell’Indonesia per l’acquisto di caccia Sukhoi Su-35, un segnale della volontà di rafforzare i legami militari con la Russia.
La guerra dell’Informazione
Un elemento centrale della strategia russa è la gestione dell’informazione. La Russia sta lavorando per costruire reti di influenza tra politici, intellettuali e giornalisti in Indonesia e Malesia, promuovendo narrazioni che enfatizzano la sovranità nazionale e criticano l’egemonia occidentale. Attraverso piattaforme come il Valdai Club, che ha organizzato la conferenza Malaysia, Russia and ASEAN: Navigating Emerging Multipolarity a Kuala Lumpur nel dicembre 2024, Mosca dissemina quadri intellettuali che legittimano la sua sfida all’ordine globale guidato dall’Occidente. Queste iniziative mirano a sfruttare la crescente sfiducia verso le istituzioni occidentali, amplificata da eventi come l’imposizione di tariffe protezionistiche da parte dell’amministrazione Trump, che hanno colpito duramente economie orientate all’export come quelle di Indonesia e Malesia.
La Russia si avvale anche di una strategia di soft power, promuovendo la propria immagine come partner non intrusivo, rispettoso della sovranità dei Paesi ASEAN, in contrasto con le pressioni percepite da Stati Uniti e Cina. Questa narrativa trova eco in Indonesia e Malesia, dove i leader politici, pur mantenendo una politica estera di non allineamento, sono sempre più attratti da partnership che offrono maggiore autonomia strategica.
Sfide e limiti
Nonostante i successi, la strategia russa incontra ostacoli significativi. La credibilità di Mosca è stata minata dalla guerra in Ucraina, che ha sollevato preoccupazioni in tutta l’ASEAN per le violazioni delle norme internazionali e l’impatto economico, come l’aumento dei prezzi di energia e cibo. Un sondaggio del febbraio 2023 ha mostrato che l’82,9% degli intervistati ASEAN esprimeva preoccupazione per l’invasione russa, con il 25,9% che citava l’erosione della fiducia in un ordine basato sulle regole come uno dei principali effetti negativi. Inoltre, la qualità delle armi russe e le accuse di corruzione nei contratti militari hanno portato Paesi come Indonesia e Filippine ad annullare acquisti pianificati, come i caccia Sukhoi.
La Russia deve anche affrontare la competizione con la Cina, che ha investito massicciamente in infrastrutture e commercio nella regione, attraverso iniziative come la Belt and Road Initiative. Sebbene Russia e Cina condividano alcuni interessi, come il contenimento dell’influenza americana, le loro agende non sono perfettamente allineate, e la Cina rimane un attore dominante nel Sud-Est asiatico.
Implicazioni per Indonesia e Malesia
Per Indonesia e Malesia, la crescente cooperazione con la Russia rappresenta un’opportunità per diversificare le loro partnership strategiche, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina. Tuttavia, entrambi i Paesi devono bilanciare attentamente queste relazioni per evitare di alienare i loro partner tradizionali. L’Indonesia, in particolare, come leader naturale dell’ASEAN, sta cercando di mantenere una politica estera indipendente, utilizzando piattaforme come il Movimento dei Non Allineati e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica per promuovere la pace globale. La Malesia, sotto Anwar Ibrahim, sta adottando un approccio simile, cercando di sfruttare il BRICS per ampliare le proprie opzioni geopolitiche.
Tuttavia, la dipendenza economica dalla Cina e le relazioni storiche con gli Stati Uniti limitano la portata di un riallineamento completo verso la Russia. Inoltre, le restrizioni alla libertà di stampa in entrambi i Paesi, con la Malesia al 107° posto e l’Indonesia al 111° posto nell’indice mondiale della libertà di stampa di Reporters Without Borders, rendono i media locali vulnerabili alla manipolazione delle narrazioni straniere, comprese quelle russe.
Conclusione
L’offensiva di seduzione della Russia nel Sud-Est asiatico, con particolare attenzione a Indonesia e Malesia, è un tentativo calcolato di sfruttare le crepe nella credibilità occidentale e costruire coalizioni alternative. Attraverso una combinazione di diplomazia, cooperazione economica e gestione dell’informazione, Mosca sta cercando di posizionarsi come un partner strategico per i paesi ASEAN. Tuttavia, il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità della Russia di superare le proprie limitazioni, come la perdita di fiducia dovuta alla guerra in Ucraina e la competizione con la Cina. Per Indonesia e Malesia, l’apertura verso la Russia offre opportunità di diversificazione, ma richiede una gestione attenta per mantenere l’equilibrio tra le grandi potenze e preservare la loro autonomia strategica in un mondo sempre più multipolare.
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