Le ultime parlamentari non sono state soltanto una sfida due storici rivali, Diritto e Giustizia (PiS) e Piattaforma Civica, ma una partita dal cui esito sarebbe dipeso il futuro della Polonia. All’indomani della riconferma elettorale a grandi numeri, PiS ha ripreso in mano vecchi dossier, come la riforma della giustizia, e dato ulteriore impulso a quelli aperti, fra cui il potenziamento e l’ammodernamento delle forze armate, la ricerca della sicurezza energetica e, soprattutto, la costruzione di un’egemonia regionale con proiezioni fino ai paesi baltici e all’Ucraina.

L’asse Polonia-Baltici

L’attenzione della Polonia per i paesi baltici non sarebbe pienamente comprensibile senza tenere in considerazione un elemento: non è la russofobia riaffiorata con vigore all’indomani della dissoluzione dell’Unione Sovietica a tenere uniti i quattro paesi, quanto un legame molto più profondo, le cui origini risalgono al XVI  secolo.

All’epoca, il regno di Polonia e il Granducato di Lituania si fusero in una confederazione, dando vita ad una potenza regionale che giocò un ruolo fondamentale nel proteggere il Vecchio Continente dall’espansionismo ottomano. L’esperienza durò fino al 1772, l’anno della caduta definitiva sotto i colpi dei austriaco, prussiano e russo, ma la consapevolezza di condividere un’eredità ed un’identità comuni non si è mai spenta del tutto ed è stata riportata a nuova vita da PiS.

I paesi baltici stanno accogliendo calorosamente l’agenda regionale di Varsavia, che potrebbe fornire un ombrello protettivo complementare ed ulteriore a quello già fornito dalla Nato. Entro fine anno è prevista l’entrata in operatività di una squadra speciale formata da membri delle agenzie di sicurezza dei quattro paesi; l’obiettivo è di migliorare le capacità di Polonia e Baltici di combattere la disinformazione, contrastare le attività destabilizzanti russe e perfezionare la sorveglianza massiva per stanare possibili spie.

Recentemente, il 28 novembre, a Varsavia si sono riunitiprincipali think tank dei quattro paesi per discutere del presente e del futuro della cooperazione regionale e delle prospettive dell’asse Polonia-Baltici. La conferenza si è conclusa con un risultato storico: l’annuncio della nascita del Fondo Baltico.

Dal Fondo Baltico verranno estratte risorse necessarie per approfondire i legami economici ed energetici, ma anche per finanziare attività di cooperazione nella sicurezza e negli affari militari, e nella condivisione e nel trasferimento di capitale sociale e conoscenza. Nel lungo termine, i think tank prospettano che il fondo possa aiutare le economie e le società dei quattro paesi a integrarsi in maniera significativa.

La questione 5G

Il 2 settembre, il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence e il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki avevano firmato una dichiarazione congiunta inerente l’intensificazione della cooperazione bilaterale in tema di tecnologia e sicurezza informatica. La Polonia si impegnava a sviluppare infrastrutture per la rete 5G avvalendosi del supporto statunitense, estromettendo tacitamente Huawei dal proprio mercato.

All’indomani della dichiarazione, Varsavia ha fatto passi da gigante per sviluppare una “via polacca al 5G“. A fine ottobre, il Ministero per gli Affari Digitali, il Fondo di Sviluppo Polacco e i principali operatori telefonici nazionali, fra cui Exatel, Orange Polska, T-Mobile Polska e Polkomtel, avevano raggiunto un accordo per lavorare congiuntamente, ed in tempi rapidi, al “Polskie 5G“. 

Le principali città del paese, fra cui Varsavia, Cracovia e Lodz, hanno ospitato delle prove pilota e l’anno prossimo sono previsti due importanti eventi: il probabile lancio della Polskie 5G in almeno una grande metropoli, e l’immissione nel mercato di uno smartphone Orange Polska capace di connettersi alla nuova rete mobile.

La Polonia sta mostrando non soltanto al vicinato baltico e Visegrad che un’alternativa a Huawei è possibile, ma che è anche realizzabile con relativa autonomia dai grandi attori internazionali attraverso una saggia combinazione fra interessi, conoscenze e competenze del pubblico e del privato. Dall’energia all’alta tecnologia, il paese si sta rapidamente trasformando in una potenza regionale che in futuro potrà essere capace di interporsi realmente fra Germania e Russia.

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