La Corea del Nord ha realizzato nelle ultime settimane esercitazioni di massa, simulando l’evacuazione di molte città del Paese, per testare la reazione della popolazione civile in caso di attacco da parte degli Stati Uniti o, in generale, in caso di confronto armato nella penisola. A rivelare l’informazione è il portale dedicato alla Corea del Nord, NK News, con base a Seul, Washington e Londra, e che si avvale di fonti locali e analisti militari e civili sia della penisola coreana che di altre parti del mondo. Secondo quanto riporta il sito, che incrocia i pochi dati provenienti dalla Corea del Nord con le informazioni che si riescono a ottenere nel Paese, ad eccezione di Pyongyang, quasi tutte le città, in particolare quelle della costa orientale, hanno avuto esercitazioni che inscenavano l’evacuazione delle aree. Le notizie che giungono dalla penisola coreana affermano che molte di queste città sono state teatro di esercitazioni particolare, consistenti n evacuazioni di massa in assenza di luce elettrica. Blackout indotti dall’esercito in modo da testare la reattività dei civili in caso di taglio alle linee elettriche.

Questi eventi, che non trovano conferme in alcuna agenzia della Corea del Nord, e che dunque vanno prese come informazioni esclusivamente del campo avversario, giungono in un momento di rinnovata crescita delle tensioni all’interno della penisola coreana. Gli Stati coinvolti nella crisi sono in attesa di un imminente test balistico nordcoreano che potrebbe rendere manifesta la raggiunta capacità del regime di Pyongyang di dotarsi di vettori intercontinentali per trasportare una testata atomica. Un evento che per alcuni analisti potrebbe essere la causa scatenante di una risposta militare degli Stati Uniti i quali potrebbero intervenire con un cosiddetto “strike preventivo” prima che la Corea del Nord possa raggiungere un ulteriore standard di qualità nella minaccia missilistica.

Come confermato da Nk News, questa tipologia di esercitazioni è molto rara in Corea del Nord. Ed è proprio la rarità di queste prove a non poter concedere alcuna certezza negli occhi degli osservatori e degli analisti che studiano il regime nordcoreano. Tanto è vero che le stesse fonti consultate dal portale tendono a dare risposte diverse. “Non ho mai sentito parlare di questo tipo di esercitazioni prima d’ora in Corea del Nord, ma non sono sorpreso”, ha dichiarato al sito un ex-generale dell’esercito sudcoreano, Chun In-bum. Un analista anonimo del sito, che ha alle spalle molteplici visite in Corea del Nord, ha dichiarato invece di ritenere poco plausibili esercitazioni di massa di così ampio respiro, per il semplice fatto che non sarebbe passate certamente inosservate da parte dei satelliti di Seul, Tokyo o di Washington. Un disertore nordcoreano invece ha detto che non è la prima volta che queste esercitazioni avvengono nelle città: “Ci sono state anche tre volte l’anno” – ha ricordato l’ex militare di Pyongyang – “specialmente all’epoca degli esercizi militari congiunte delle forze della Corea del Sud e dell’esercito americano”.

In questi casi è difficile comprendere dove sia la verità, ammesso che ce ne sia una. Queste esercitazioni, se confermate, potrebbero dimostrare il timore del governo nordcoreano per una prossima guerra e un’attenzione verso la sopravvivenza popolazione civile. Ma potrebbero anche essere un mezzo di propaganda del regime per dare ai suoi cittadini il senso di protezione e la certezza che il governo abbia a cuore la vita di milioni di persone. Il dato certo è che la notizia di queste esercitazioni arriva dopo appena due giorni dal discorso con cui il segretario Usa alla Difesa, Mattis, ha minacciato Pyongyang di una durissima risposta militare da parte degli Stati Uniti in caso di utilizzo di un’arma nucleare o di attacco a un alleato Usa o agli Stati Uniti stessi. Parole che si uniscono alla retorica bellica di Trump e di Kim Jong-un e che potrebbero ricevere una risposta da parte del governo di Pyongyang con un nuovo test missilistico.

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