La Corea del Nord sta cercando investimenti stranieri per rilanciare l’economia interna. Sarà solo un caso, ma una delegazione nordcoreana partirà presto per Vladivostok per intrattenere colloqui di cooperazione economica con la Russia. Due indizi non fanno certo una prova, ma considerando che tra poche settimane Kim Jong Un incontrerà Trump, è lecito aspettarsi un cambio di passo nelle strategie di Pyongyang.

Riforme economiche in arrivo?

L’improvvisa apertura del governo per cercare agganci al di fuori dei confini indica che nel Paese cresce la fiducia verso una possibile riforma interna. In effetti, da quando è in carica, Kim Jong Un ha apportato diverse modifiche economiche, cercando dai trasformare la Corea del Nord in una sorta di Cina moderna ante litteram. Il sogno sarebbe imitare Singapore, ma per arrivare a un simile traguardo bisogna fare un passo alla volta, ma soprattutto calibrare ogni singola mossa. Troppo delicata la situazione politica nordcoreana per sperare in miracoli istantanei. Meglio sciogliere prima il nodo Stati Uniti, arrivando a un accordo diplomatico con Washington. L’obiettivo dei nordcoreani è cancellare, o almeno limitare, le sanzioni che stanno stritolando l’economia del paese.

Una delegazione nordcoreana a Vladivostok

Intanto la Corea del Nord si porta avanti. Secondo quanto riferito dall’ambasciata russa a Pyongyang, una delegazione guidata dal vice Ministro delle Relazioni Economiche Esterne, Ri Kwang Gun, incontrerà le controparti del Ministero per lo Sviluppo dell’Estremo Oriente Russo e altri organismi economici. Uno dei temi focali sarà rappresentato dai preparativi della nona riunione del Comitato Intergovernativo russo-nordcoreano (Igc) per la cooperazione del commercio, economia, scienza e tecnologia. Ovviamente i negoziati saranno elaborati in conformità con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Non ci sarà nessun tentativo dichiarato di aggirare le sanzioni. Entrando più nel dettaglio, i due Russia e Corea del Nord parleranno della costruzione di un ponte nella sottile linea di confine che li separa, oltre all’aumento delle quote per i lavoratori nordcoreani nella regione russa, lo sviluppo dei trasporti e il rafforzamento di legami turistici.

La Russia avvisa l’Onu

Il vice ministro degli Esteri russo, Igor Morgulov, ha parlato dei rapporti diplomatici del suo Paese con la Corea del Nord. “La Russia – ha sottolineato Morgulov – è favorevole alle sanzioni contro Pyongyang. Ma queste devono allentarsi mano a mano che il governo nordcoreano prosegue nel percorso di denuclearizzazione”. Infine la stoccata alle Nazioni Unite: “Riteniamo che la Corea del Nord abbia già assunto per un anno mezzo i suoi obblighi di astenersi dai lanci di missili e armi nucleari, come richiesto dal Consiglio di Sicurezza. Ciò richiede una risposta adeguata da parte dell’Onu come organizzazione mondiale”.

Pyongyang cerca investitori

C’è un’altra notizia interessante riguardante la Corea del Nord. Un’organizzazione nordcoreana starebbe cercando 43 milioni di euro di investimenti per rinnovare e modernizzare il settore dell’energia elettrica. La proposta, apparsa su un sito web gestito dalla stesa Nord Corea, richiede assistenza tecnica per la sostituzione di linee di distribuzione. Ma anche l’aggiornamento di alcuni trasformatori e l’installazione di un sistema di condensatori elettrostatici. Tutti gli investitori lavoreranno con il Comitato per la Cooperazione Estera e la Cooperazione Economica della Corea. L’unico problema che non sono fornite informazioni sula struttura dell’investimento. Non sappiamo se ai partner verrà offerta l’equità come parte di una joint venture, tra l’altro vietata dalla risoluzione 2375 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ma non è da escludere che nelle prossime settimane potremo assistere a un rilassamento delle sanzioni mediante l’uso della diplomazia.