L’agenzia di intelligence della Corea del Sud, la Nis (National Intelligence Service), ha affermato che la Corea del Nord ha tentato di rubare informazioni sui vaccini e sui trattamenti contro il Covid19 con un attacco informatico a Pfizer Inc, come riportato da Reuters lo scorso martedì.
“Gli attacchi informatici hanno compreso un tentativo di rubare il vaccino Covid19 e la tecnologia di trattamento”, ha detto Ha Tae-keung, un parlamentare dell’opposizione e membro del National Assembly’s Intelligence Committee. Ha aggiunto che la Corea del Sud ha rilevato un aumento del 32% annuo nel numero di tentativi di attacco informatico da parte della Corea del Nord.
Non è ancora chiaro quando si è verificato il tentativo di hackeraggio di Pfizer o se ha avuto successo. Un rappresentante della società statunitense ha detto di non essere stato in grado di commentare a riguardo. Il vaccino contro Sars-CoV-2 sviluppato congiuntamente da Pfizer e dalla società biotecnologica tedesca Biontech è uno dei pochi che è stato approvato per l’uso di emergenza dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
Non è il primo attacco informatico imputabile a Pyongyang per cercare di carpire i segreti vaccinali. A novembre, Microsoft ha dichiarato che gli hacker nordcoreani e russi avevano cercato di rubare dati da aziende farmaceutiche e centri di ricerca per vaccini, sebbene gli sforzi fossero per lo più infruttuosi. Il governo degli Stati Uniti ha anche accusato gli hacker cinesi di prendere di mira i produttori di vaccini, mentre la Corea del Sud ha affermato di aver sventato un tentativo nordcoreano di piratare le aziende che sviluppano vaccini contro il coronavirus l’anno scorso.
La propaganda del regime nordcoreano ha riportato zero casi di Covid19, e ha riferito all’Oms di aver testato 13257 persone dall’inizio della pandemia: solo una piccola parte rispetto ai 25 milioni di abitanti che vivono a nord del 37esimo parallelo. L’Oms ha dovuto forzatamente fidarsi, non avendo accesso diretto alla popolazione nordcoreana, ma parallelamente è stato attivato il suo piano Covax per la Corea del Nord. Covid19 Vaccines Global Access, abbreviato in Covax, è un’iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità volta a permettere un accesso equo ai vaccini Covid19 e a cui partecipano anche la Global Alliance for Vaccines and Immunization e la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations.
In base a questo programma si prevede che Pyongyang riceverà quasi due milioni di dosi del vaccino AstraZeneca-Oxford entro la prima metà di quest’anno: il Covax Facility distribuirà infatti 1 milione 992mila dosi del vaccino prodotto dal Serum Institute of India.
Sebbene non si sappia ancora con certezza quando sia stato effettuato il tentativo di attacco informatico a Pfizer, risulta quanto meno singolare che sia capitato a ridosso della decisione del regime di affidarsi a Covax per cominciare la sua prima campagna vaccinale in assoluto. Quanto accaduto, infatti, potrebbe rivelare che in Corea del Nord la diffusione dell’epidemia non sia affatto sotto controllo, quindi i dati comunicati – oltre ad essere statisticamente poco rilevanti – sono falsi. Pyongyang, per affidarsi a Covax, dimostra che sta seriamente considerando la pericolosità dell’epidemia all’interno dei suoi confini, oppure, al contrario, si trova ad affrontare un’esplosione di contagi che non riesce più a gestire. Chiaramente sono solo deduzioni, in quanto nulla trapela dallo Stato più ermetico del mondo, ma anche il tentativo di attacco informatico a Pfizer sembrerebbe dimostrare una situazione interna non più sotto controllo, o la semplice volontà di mettersi al riparo da eventuali futuri ritorni epidemici in modo più efficace e senza affidarsi a enti internazionali.
Risulta interessante notare come Pyongyang non abbia ricevuto nessun tipo di sostegno vaccinale da parte del suo vicino e alleato cinese: ad oggi risulta che la Cina abbia venduto vaccini in tutta una serie di Paesi asiatici, tra cui anche le Filippine, la Malesia e il Vietnam con cui ha in corso degli importanti contenziosi territoriali per le acque del Mar Cinese Meridionale, ma non alla Corea del Nord. Non sappiamo se questo sia dovuto al fatto che il regime nordcoreano non abbia fatto alcun tipo di richiesta a Pechino o se sia per altre motivazioni, ma è comunque curioso che, una volta espressa questa necessità da Pyongyang, sia subentrato l’Oms col piano Covax ed il vaccino Astra-Zeneca. Forse siamo davanti ad un timido tentativo di apertura verso l’Occidente, ma più semplicemente si potrebbe trattare solo di opportunità economica: essendo la distribuzione locale del vaccino in Corea del Nord affidata all’Unicef ed il vaccino stesso consegnato da un ente internazionale di assistenza (Covax), i costi per Pyongyang saranno irrisori, ammesso che ci siano.
L’attacco informatico a Pfizer dimostra, una volta di più, l’importanza strategica dei vaccini in tempo di pandemia: proprio la stessa società statunitense era stata al centro dell’attenzione di pirati informatici che hanno violato i database dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, dove sono stati rubati e manipolati alcuni documenti relativi alla richiesta di autorizzazione del vaccino anti-Covid.
Lo scopo della manipolazione, secondo gli esperti, sarebbe stato quello di gettare discredito sulle modalità di accettazione del vaccino Pfizer per creare un alone di diffidenza nell’opinione pubblica europea. Si capisce quindi perché tutta la catena vaccinale, dalla ricerca sino alla distribuzione, sia, quando non in mano alle autorità militari, altamente monitorata da esse. Intorno ai vaccini anti Covid19, infatti, c’è una vera e propria “guerra” che coinvolge enti pubblici e privati non solo per una questione di prestigio: sollevare dubbi su di un vaccino concorrente significa avere la possibilità di vendere il proprio ritrovato, con un ritorno economico potenzialmente enorme.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.



