La consegna all’India del sistema missilistico russo S-400 avverrà nei tempi previsti, questo è quanto affermato da Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa conclusiva dell’incontro Brics, l’associazione informale che riunisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Nuova Delhi aveva deciso di acquistare, lo scorso anno, il sistema S-400 malgrado le minacce americane di sanzioni qualora ciò fosse avvenuto. L’esecutivo indiano ha chiarito come sia necessario, per il Paese, rinforzare le proprie capacità difensive nei confronti della Cina. Il riavvicinamento con Washington, dunque, rischia di venire eclissato dalla storica partnership con Mosca che, ormai da decenni, ha intessuto rapporti sempre più stretti con il gigante asiatico.
Rapporti eccellenti
Le relazioni bilaterali tra i due Stati sono mutuamente benefiche. L’India ha bisogno della Federazione Russa per proteggersi dall’alleanza tra Pechino ed Islamabad mentre Mosca, in questo modo, può espandere la propria influenza strategica in un’area chiave del mondo. In seguito ad un incontro tenutosi nel mese di settembre tra Narendra Modi e Vladimir Putin i due partner si sono impegnati a lavorare su progetti militari comuni. Non è chiaro quali siano, effettivamente, questi piani ma si dovrebbe trattare anche dello sviluppo e produzione di armamenti. L’India si è anche impegnata a collaborare con Mosca nella regione artica ed entrambe le nazioni avevano espresso l’intenzione di continuare ad intessere relazioni commerciali ed economiche con l’Iran.
La sintonia, in parole povere, è molto forte e queste dinamiche, seppur consolidate, devono preoccupare Washington che ha bisogno della nazione indiana in funzione anti-cinese. Il problema è che l’India è ormai prossima a divenire una grande potenza e per questo motivo persegue con molta libertà e cinismo ( come è giusto che sia) i proprio obiettivi tattico strategici. Secondo fonti anonime, riportate dall’Hindustan Time, Mosca e Nuova Delhi sarebbero pronte ad espandere ulteriormente la propria collaborazione in ambito militare creando, a questo scopo, una nuova struttura che faciliti il raggiungimento dell’obiettivo.
Le prospettive
Il complesso sistema di alleanze ed equilibri nella regione asiatica, spesso mutevole, può contare su una certezza solida: la partnership russo-indiana non è a rischio. Pechino, consapevole di ciò, non ha intenzione di imprimere un rallentamento ai rapporti con Islamabad. Gli Stati Uniti, in definitiva, restano ai margini anche perché Mosca e Pechino rappresentano due nemici strategici con solide basi di potere nell’area. Le recenti tensioni tra India e Pakistan nella regione del Kashmir sembrano, al momento, contenute ma un’eventuale seria escalation sarebbe destinata a mettere duramente alla prova il sistema di alleanze e contrappesi locali.
L’amicizia russo-indiana, rinsaldata dal fatto che Mosca è la principale fornitrice di armi di Nuova Delhi, trascende l’aspetto esclusivamente militare e si focalizza anche su quello energetico. Nell’ottobre del 2018 le parti hanno siglato un’intesa che ha come scopo la costruzione di sei reattori nucleari, da parte della compagnia statale russa Rosatom, in India. L’attivismo di Rosatom sullo scenario mondiale, grazie ai progetti di costruzione di reattori in diverse aree del globo, è un’altra delle tante armi segrete di Mosca per potenziare la propria influenza e per cercare, ancor di più, di affermarsi come superpotenza rivale degli Stati Uniti.
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