La conferenza nazionale in Libia si farà entro marzo

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

In attesa dell’ufficialità di sede e data, una notizia già comunque può essere confermata: la tanto attesa conferenza nazionale libica, prevista all’interno del piano Onu per il paese africano quale evento propedeutico alle elezioni, si farà. Questa è di per sé una notizia non indifferente: con le tensioni tra Tripoli e Misurata e le conseguenze politiche e militari delle avanzate di Haftar nel Fezzan, ad un certo punto sembra tutto arenato. Per di più, visto che nel summit di Palermol’appuntamento viene fissato per il mese di gennaio, il non svolgimento della conferenza entro febbraio sembra confermare lo stop definitivo al progetto. Adesso si aspetta, come detto ad inizio articolo, l’ufficialità di data e sede.

Gli obiettivi della conferenza

Annunciata ufficialmente per la prima volta a ridosso del vertice di Palermo dello scorso mese di novembre, l’alto rappresentante dell’Onu per il dossier libico, il libanese Ghassan Salamé, la descrive come un appuntamento importante nell’ambito del processo di riconciliazione della Libia. “Non si tratta – spiega nella conferenza stampa conclusiva del summit siciliano – di un nuovo ente o di una nuova assemblea. Deve essere considerato un momento di confronto tra tutti gli attori libici per arrivare pronti alle elezioni”. Non solo quindi rappresentanti politici, sia dell’est che dell’ovest del paese, ma anche esponenti della società civile, del mondo dell’imprenditoria e dei professionisti: un modo per mettere attorno stessi tavoli i tanti volti che compongono il frazionato quadro libico, compreso i rappresentanti delle tribù.

La conferenza dovrebbe portare alla definizione di un programma comune a livello nazionale, volto ad organizzare i prossimi appuntamenti della “road map” delle Nazioni Unite, elezioni in primis. L’appuntamento previsto a gennaio e slittato verosimilmente in questo mese di marzo, è importante anche per valutare il peso politico dei principali protagonisti dello scacchiere libico. A partire da quello del generale Khalifa Haftar, che oramai controlla più del 70% del paese dopo le avanzate nel sud della Libia. Ma della partita dovrebbe essere anche Saif Al Islam Gheddafi, figlio del rais ucciso nel 2011. Anche se non compare in pubblico da sette anni, colui che durante l’era del padre è destinato ad esserne l’erede, più volte ha fatto sapere tramite propri emissari di voler essere presente alla conferenza e di candidarsi alle elezioni.

La sede e la data prevista

Nello scorso mese di gennaio ai nostri microfoni Omeyya Naoufel Seddik, senior advisor per il medio oriente per l’Ong Centre for Humanitarian Dialogue, conferma che la conferenza è in via di organizzazione: “Non sarà a gennaio, ma si farà”, sono le sue parole. La sua Ong è tra quelle impegnate a coadiuvare la missione Onu in Libia nell’organizzazione della conferenza: “Stiamo valutando un elenco di città che possono ospitare l’evento – afferma a gennaio Seddik – Si sta lavorando in questa direzione”.

Voci di corridoio in ambienti diplomatici in quelle settimane lanciano l’indiscrezione secondo cui, con molta probabilità, la città scelta come sede dovrebbe essere quella di Bani Walid. Qui abitano molti appartenenti alla tribù dei Warfalla, la più numerosa in Libia, è vicina a Tripoli ma al tempo stesso la sua situazione interna (che la fa assomigliare ad altre città Stato in giro per il paese formatesi con la caduta di Gheddafi) le dona un aspetto più “imparziale” rispetto ad altre località.

Adesso invece, secondo indiscrezioni rilanciate da AgenziaNova, la sede della conferenza dovrebbe essere quella di Ghadames. Si tratta di una città situata in Tripolitania, ma più lontana dalla capitale rispetto Bani Walid. La scelta di questa località sembrerebbe soprattutto di natura simbolica: qui confluiscono sia i confini con la Tunisia che con l’Algeria.

Un modo per mantenere dentro il territorio libico la conferenza, ma al tempo stesso darle un respiro internazionale. La data dovrebbe cadere entro questo mese di marzo: c’è chi, come il quotidiano Libya Akhbar, lancia l’ipotesi del 20 e 21 marzo, ma in realtà è più probabile che l’evento si svolga tra il 23 ed il 24 marzo. Sembra comunque assodato che l’obiettivo è quello di far tenere la conferenza prima della delicata sessione di lavori della Lega Araba, prevista il 31 marzo a Tunisi.