Centinaia di voli tra Iran e Iraq, Libano, Emirati Arabi Uniti, Siria: così in Medio Oriente si sarebbe diffuso il coronavirus. A trasportare il Covid da un Paese all’altro, sarebbe stata la compagnia aerea iraniana Mahan Air che per due mesi avrebbe sfidato i divieti di diversi governi accompagnando i suoi passeggeri in tutta la regione. È la Bbc Arabic a puntare il dito contro la compagnia privata, accusata di legami con i pasdaran e per questo sotto sanzioni americane. Un’accusa che ha tutto il sapore di un nuovo fronte della sfida tra Washington (e il suo blocco di alleati) e la Repubblica islamica dell’Iran.

Dalla diffusione del virus ad oggi, in Iran sono stati registrati oltre 100mila casi e più di 6mila vittime. Numeri considerati sottostimati dagli esperti che più volte hanno accusato Teheran di voler nascondere i dati reali. Dopo i primi contagi, il presidente Hassan Rouhani si era rifiutato di riconoscere la diffusione del Covid-19 e così, la lenta reazione alla pandemia ha fatto sì che il virus iniziasse a circolare in tutto il Medio Oriente. In particolare, i primi casi di contagio nei Paesi del Golfo sono collegati ai pellegrinaggi nei luoghi sacri agli sciiti in Iran che il governo ha deciso di bloccare troppo tardi. Così come è successo per i voli che giorno dopo giorno hanno permesso al Covid di superare i confini.

Solo a febbraio inoltrato le rotte aeree da e per il Paese degli Ayatollah sono state chiuse. Mahan Air però ha continuato a volare. Secondo quanto risulta dall’analisi del tracciamento delle rotte, almeno 15 aerei sono atterrati in Iraq dopo l’introduzione del divieto. Le autorità irachene hanno parlato di voli di ritorno ma tra i passeggeri c’erano anche molti iraniani giunti nel Paese per visitare le città sante. I veicoli della compagnia, secondo quanto riportato dalla Bbc, non si sono posti limiti: 37 i voli tra Teheran e gli Emirati Arabi Uniti, otto quelli atterrati in Siria, 19 sono invece arrivati in Turchia e altri 20 sono partiti per raggiungere destinazioni come Malesia e Thailandia. Tutti hanno attraversato i cieli dopo lo stop dei voli imposto dal Paese.

Voli in Cina

A inizio febbraio, gli aerei della Mahan Air sono atterrati anche in Cina. Le autorità iraniane avevano deciso di chiudere le rotte a partire dal 31 gennaio per prevenire la diffusione del virus nel Paese, ma la compagnia aerea non ha fermato i suoi voli per Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen. Mahan Air ha spiegato che gli spostamenti facevano parte di un accordo bilaterale con la Cina volto a riportare gli iraniani nel loro Paese e i cinesi a casa. Ma i viaggi non si sono mai fermati del tutto: le relazioni tra i due partner sono troppo importanti. Secondo quanto riportato dalla Bbc, almeno 157 voli sarebbero decollati negli ultimi due mesi. La spiegazione data dalla compagnia, ovvero il trasporto di aiuti umanitari in territorio cinese, non ha convinto nessuno: l’Iran soffre già per la scarsa disponibilità di dispositivi e attrezzature mediche. Inoltre, tutti i voli per Pechino erano stati registrati come normali voli passeggeri.

Per nascondere queste violazioni, la compagnia avrebbe persino messo a tacere il personale. Senza dispositivi di protezione e misure specifiche per contenere il virus, almeno 50 membri dell’equipaggio hanno iniziato ad accusare i sintomi tipici del Covid-19. E così, quando hanno provato a manifestare le loro preoccupazioni, Mahan Air li avrebbe minacciati di portarli a processo.

Le sanzioni

Dal 2011, Washington ha imposto pesanti sanzioni alla compagnia aerea iraniana per i legami con la Forza Quds, l’unità speciale del Corpo delle guardie islamiche rivoluzionarie (Irgc) inserita dal Dipartimento di Stato Usa nella lista delle Organizzazioni terroristiche straniere. La compagnia iraniana, si legge sul sito del Dipartimento del Tesoro americano, “gioca un ruolo fondamentale nel supporto delle Irgc e nel trasporto di foreign fighters, armi e fondi”. Dopo le sanzioni americane sono arrivati i blocchi da parte dell’Europa: Germania, Francia, Italia e, da pochi giorni, Spagna hanno deciso di chiudere i loro aeroporti ai voli iraniani. Teheran però può sempre contare sulla protezione di Pechino che non abbandonerà mai il suo partner nelle mani degli Stati Uniti. L’impressione è che adesso il fronte della guerra fredda si stia di nuovo spostando anche sull’Iran.

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