Chissà cosa sarà passato per la testa di Donald Trump quando, il 14 maggio, la Colombia firmava le carte per aderire ufficialmente alla Nuova Via della Seta. Mentre il Presidente statunitense era impegnato nel suo viaggio in Qatar, a Pechino andava infatti si realizzava l’opa di Xi Jinping sull’America Latina.
L’ultimo Forum Cina-Celac andato in scena all’ombra della Città Proibita tra il Dragone e i Paesi membri della Celac, la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribenos (che comprende 33 Stati dell’America Latina e dei Caraibi), partoriva infatti accordi, intese e fumate bianche. Tra queste merita sicuramente menzione la decisione della Colombia – non proprio in ottimi rapporti con gli Usa di Trump – di entrare a far parte della Belt and Road Initiative (Bri), un imponente progetto di sviluppo attraverso il quale la Cina finanzia progetti infrastrutturali in gran parte del mondo.
“Stiamo per entrare nella Via della Seta. Abbiamo deciso di compiere un deciso passo in avanti nelle relazioni tra la Cina e l’America Latina”, ha dichiarato il presidente colombiano Gustavo Petro in un’intervista dalla Grande Muraglia cinese, spiegando il suo Governo intende utilizzare i fondi derivanti dall’ingresso nella Bri per progetti di intelligenza artificiale e per offrire opportunità di lavoro ai giovani. Piccola nota: già due terzi dei Paesi dell’America Latina, una regione chiave a pochi passi dagli Stati Uniti, hanno aderito all’iniziativa cinese.
La Colombia: un altro tassello della Bri
Xi ha esortato i Paesi della Celac a “cogliere l’opportunità dell’adesione formale della Colombia alla Belt and Road Initiative”, e alle iniziative connesse, per migliorare la cooperazione. In un apparente messaggio velato inviato agli Usa, il leader cinese ha inoltre dichiarato che “bullismo ed egemonia porteranno solo all’autoisolamento”.
Dal canto suo Petro ha aggiunto che “la storia delle nostre relazioni internazionali sta cambiando” e che “d’ora in poi la Colombia interagirà con il mondo intero su un piano di uguaglianza e libertà”.
Nel 2024 il commercio totale tra le due nazioni ammontava a 21 miliardi di dollari, in aumento dell’11,7% su base annua, con l’export cinese verso Bogotà pari a quasi 15 miliardi (+19,5%) e quello colombiano verso Pechino – secondo partner colombiano dopo gli Usa – pari a 6,2 miliardi (-3,1%).
E ancora: la Colombia spedisce in Cina circa 464 prodotti diversi, tra cui 30 prodotti agricoli, e rappresenta la seconda fonte di importazione di caffè per il Dragone. Sul fronte opposto il gigante asiatico rimane un mercato importante per la carne bovina colombiana.

L’opa cinese sull’America Latina
Ma non c’è soltanto la Colombia nei pensieri di Pechino. “Sebbene la Cina sia lontana dalla regione latinoamericana e caraibica, le due parti vantano una consolidata storia di scambi amichevoli”, ha dichiarato Xi Jinping durante la cerimonia di apertura del Forum Cina-Celac, confermando l’interesse cinese per l’intera America Latina.
Non è un caso che Pechino abbia messo sul tavolo dei suoi ospiti l’estensione di una linea di credito di 9,2 miliardi di dollari ai Paesi della regione, con una clausola: il credito sarà espresso nella valuta cinese, lo yuan. L’obiettivo? La mossa, che esclude le valute di riserva globali come il dollaro statunitense, sembrerebbe aver lo scopo di rafforzare il predominio monetario cinese in un momento in cui la superpotenza asiatica sta consolidando i suoi legami strategici proprio in America Latina.
“La Cina e i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi sono membri importanti del Sud del mondo. L’indipendenza è la nostra gloriosa tradizione, lo sviluppo e la rivitalizzazione il nostro diritto naturale, e l’equità e la giustizia la nostra ricerca comune”, ha proseguito Xi, promettendo ai leader, tra cui il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e lo stesso Petro, che il governo cinese avrebbe importato di più dall’America Latina e incoraggiato le sue aziende a incrementare gli investimenti nella regione.
A proposito di Lula, il presidente del Brasile ha spiegato di esser riuscito ad attrarre investitori cinesi nel suo Paese. Le aziende cinesi hanno annunciato l’intenzione di investire circa 4,7 miliardi di dollari in progetti che includono l’espansione della produzione automobilistica e l’energia rinnovabile come l’eolico e il solare.

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