Alla fine anche il tycoon ha dovuto fare un passo indietro. Il presidente Usa Donald Trump ha ceduto alle pressioni internazionali e ha annunciato che firmerà un provvedimento che evita la separazione delle famiglie di migranti al confine con il Messico. Pressioni arrivate dalla stampa e dai media di tutto il mondo, alle quali si è accodata l’ex Segretario di stato Hillary Clinton, sfidante di Trump alle elezioni presidenziali del 2016. Come racconta Breitbart, pur di smuovere l’opinione pubblica contro l’acerrimo nemico, Hillary si è spinta oltre, sponsorizzando un sito di raccolta fondi online di sinistra in favore di persone che infrangono la legge sull’immigrazione.

Hillary Clinton e la raccolta fondi in favore dell’immigrazione illegale

L’ex Segretario di Stato ha condiviso su twitter il sito ActBlu, ricordando i 500mila dollari raccolti fino a quel momento e incoraggiando i suoi follower a contribuire. “Fai una donazione per sostenere i gruppi che lavorano per proteggere i bambini e le famiglie separate”, si legge sul sito web. Uno di questi gruppi è United We Dream Action, un gruppo fondato e gestito da immigrati illegali e finanziato da diverse fonti di sinistra.

Quando non hai documenti, affronti molta discriminazione e questo crea molta paura. A United We Dream trasformiamo quella paura nella tua voce. Diamo alle persone la possibilità di sviluppare la loro leadership, le loro capacità organizzative e di sviluppare le nostre campagne per combattere per la giustizia e la dignità per gli immigranti e per tutte le persone. Ciò si ottiene attraverso campagne di immigrati guidate dai giovani a livello locale, statale e federale” si legge sul sito del gruppo, che tutela in particolare immigrati irregolari “gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer”.

Quando Hillary promuoveva la linea dura sui migranti

Nonostante l’odierno appoggio pubblico ai gruppi open borders in ottica anti-Trump, quando al governo c’erano i democratici Hillary Clinton si esprimeva in ben altri modi. Nel corso di un’intervista televisiva rilasciata alla Cnn del 2014, l’ex Segretario di Stato afferma: “Dobbiamo inviare un messaggio chiaro: solo perché tuo figlio attraversa il confine – non significa che debba rimanere” negli Usa, sottolineando che “non dobbiamo incoraggiare i bambini a fare questo viaggio pericoloso”.

There’s nothing American about tearing families apart.

We need to elect politicians who will protect the vulnerable. But these kids can’t wait for a new Congress in November. Donate today to the organizations leading the fight to protect these kids.https://t.co/gFtjV3KBfM https://t.co/6IAW0nXZgt

— Hillary Clinton (@HillaryClinton) 20 giugno 2018

Insomma, parole ben diverse dalla recente retorica delle frontiere aperte. Posizioni anti-migratorie espresse nel corso degli anni anche dall’ex presidente Barack Obama e, negli anni’90, anche da Bill Clinton. Quando il realismo prevale sulla retorica.

Quelle foto risalenti all’era Obama

Mentre la maggior parte dell’opinione pubblica era impegnata a scaricare tutta la colpa della situazione umanitaria al confine con il Messico su Trump, in pochi hanno sottolineato come la politica di perseguire gli immigrati per l’attraversamento illegale della frontiera sia stata attuata da più amministrazioni. L’amministrazione Obama ha deportato mezzo milione di immigrati illegali, come mai nessuno aveva fatto prima nella storia degli Usa, talvolta separando le famiglie. Così ha fatto l’amministrazione Bush. Ed ecco quindi che le foto delle strutture di detenzione ai confini dell’era Obama, risalenti al 2014, sono state usate e diffuse, come racconta il Daily Caller, per mettere in cattiva luce il presidente Trump. Come se fino a ieri le condizioni umanitarie e i diritti umani fossero stati al centro dell’agenda politica dell’amministrazione democratica. Forse sì, ma soltanto a parole.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME